Merano, il Festival torna vivibile

di Lucia Immacolata Migliaccio

I 160 produttori presenti hanno avuto l’opportunità di incontrare operatori e buyer in una situazione più distesa e meno affollata. Ecco la Top11 in degustazione al Kurhaus.

Marcata l’inflessione germanica della popolazione locale, pare di trovarsi a un’altra latitudine. Terra di confine, certo, ma italiana a tutti gli effetti, Merano è territorio di forti contrasti e grande bellezza, di grande varietà paesaggistica e culturale. Che si voglia o no, nella tirolese cittadina ci si imbatte in poeti e scrittori che l’hanno conosciuta, vissuta e amata (da Benn a Quasimodo, da Ungaretti a Kafka) o si incespica in Sissi ad ogni passo. Che è sempre un bell’inciampare.

A novembre la città si trasforma nella capitale dell’enogastronomia e quest’anno ha celebrato il 30. Merano Wine Festival. E se prima del Covid tanti dicevano “a Merano non vado perché c’è troppa gente”, le cose, nel rispetto delle normative vigenti anti-Covid, sono cambiate e il festival è tornato ad assumere l’identità che aveva tanti anni fa con numeri ridotti a 900 visitatori giornalieri ammessi. Chiave di volta che ha permesso di avere un impatto più forte e identitario sempre più orientato verso operatori, buyer e verso un consumatore finale “selezionato” che spende120 euro per entrare.

La 30esima edizione, con la formula generata dall’emergenza sanitaria, ha concesso la possibilità di scambiare opinioni diventando finalmente occasione d’incontro e dialogo. Si è beneficiato del confronto vivendo la degustazione in modo approfondito e critico, senza “sgomitate”, lunghe attese e momenti fugaci. E’ stato un guardare oltre, innovando: il forzoso cambiamento non è stato vissuto come una minaccia ma come un’opportunità che ha trasformato Merano in un catalizzatore di produttori vitivinicoli, imprenditori ed appassionati.

I 160 produttori vinicoli hanno partecipato al festival a rotazione, alternandosi in due sessioni nel Kurhaus, mentre a Naturae et Purae – bio & dynamica, l’esposizione dei migliori vini provenienti da agricoltura biologica e biodinamica, naturali e PIWI, la turnazione era di 20 produttori al giorno, e l’area dedicata al food è stata allestita separatamente. Protagonista quest’anno anche la mixology, in collaborazione con 5 Hat Itinerari Miscelati, per la Cocktail & Drink Competition, la cui mission è stata la creazione di una ricetta utilizzando l’ingrediente vino che ha coinvolto 26 bartender e 26 locali. Obiettivo futuro quello di fornire una guida per locali e cocktail bar.

Fiore all’occhiello dell’organizzazione, i The WineHunter Award, oltre alla TOP 100 dei vini e TOP 50 di Food – spirits – beer.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Dai banchi di degustazione, ecco una Top Eleven dei vini che più ci hanno emozionato quest’anno.

Capannelle – Avignonesi 50&50, Toscana igt 2016
Uvaggio: 50% sangiovese, 50% merlot
Vinificazione: fermentazione a temperatura controllata e macerazione sulle bucce per 20-25 giorni
Affinamento: barriques francesi per 24 mesi
Rosso rubino compatto, il profilo olfattivo è di piccoli frutti neri e in confettura. Arancia sanguinella, cassis, mirto, eucalipto, liquirizia, carruba. L’impatto gustativo è dinamico, con tannini scattanti, coniugati con la vivace freschezza dell’ampio volume del sorso. Saporito ed esuberante, pieno ed avvolgente. Finale lungo e coerente nei ritorni fruttati.

Domenico Clerico Pajana Barolo docg 2017
Uvaggio: 100% nebbiolo
Vinificazione: fermentazione con lieviti indigeni e macerazione sulle bucce per 20-30 giorni
Affinamento: 24-30 mesi in barriques per l’80% nuove e per il 20% di secondo passaggio.
La veste è ancora di uno smagliante rosso rubino. Il naso è elegante e preciso, ricco e sfaccettato. L’attacco è su toni scuri su toni di spezie, poi esplosione di piccoli frutti e finezza floreale. Un raffinato principio di balsamicità. In bocca, grande equilibrio: soffice e caldo, lascia spazio a una sensazione rinfrescante e sapida.

Franco Pacenti Brunello di Montalcino docg 2015
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: medio-lunga con macerazione sulle vinacce e frequenti rimontaggi scalari; temperatura massima fatta liberamente salire fino a 30° C
Affinamento: oltre 30 mesi in botti di rovere di Slavonia e francese medio-grandi
Rubino vivido con riflessi granato, sprigiona accattivanti e penetranti profumi di marasca, ribes, sambuco, corniolo, che anticipano ricordi di ciclamino e muschio. Sorso ricco, avvolgente, setoso ed appagante. Lungo e di saporita persistenza.

Hofstätter, Barthenau Vigna S.Urbano doc 2017
Uvaggio: 100% pinot nero
Vinificazione: fermentazione avviene in botte con macerazione di 10 giorni a contatto con le bucce
Affinamento: 12 mesi in barrique di rovere francese, per 8 mesi in botte grande e per ulteriori 8 mesi in bottiglia
Manto color granato lucente, elargisce al naso una sinfonia di riconioscimenti che si integrano ed alternano. Ciliegia e mora, lillà e rose, un soffio di lavanda e un soffio affumicato. Bocca viva, avvolgente, con freschezza stuzzicante e vena sapida che fa da contorno ad un nobile tannino.

I Borboni Santa Patena Asprinio di Aversa doc 2018
Uvaggio: 100% asprinio
Vinificazione: fermentazione alcolica in acciaio per 15 giorni
Affinamento: 12 mesi sulle fecce fini, sempre in acciaio.
Paglierino con riflessi verdolini, esplode con un’intensa ondata agrumata, lime e cedro. A seguire, mandorla ed erbe mediterranee. Al palato mostra un grande dinamismo, sviluppandosi in verticale con grande freschezza e mineralità. Vira verso l’eleganza, con un finale salmastro. Intenso, ampio, lungo.

Il Marroneto, Madonna delle Grazie docg 2015
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione in tini di rovere allier per 20-22 giorni
Affinamento: 41 mesi in botti di rovere di Allier e almeno 10 mesi in bottiglia
Rubino brillante, in successione regala un bouquet intrigante composto da una successione di variegati profumi: gelatina di lampone, ciliegia candita, lampone, foglie secche, rosolio, violetta. La rotazione nel calice sprigiona erbette aromatiche, te verde. Il sorso è pieno ed avvolgente, caldo e vellutato, tannino vigoroso e ben estratto, anticipatore di una prolungata longevità. Finale duraturo.

Maso Martis Trento Riserva Dosaggio zero doc 2016
Uvaggio: 70% pinot nero, 30% chardonnay
Vinificazione e affinamento: le uve chardonnay e pinot nero lavorate separatamente: il pinot nero viene vinificato solo in acciaio, mentre lo chardonnay fermenta e affina in barriques. Permane sui lieviti almeno 36 mesi.
Paglierino con raffinato perlage che inanella sottili e persistenti successioni di bollicine. Al naso, sfumature minerali, agrumi, mela renetta e pan brioche. Un tocco minerale e leggermente speziato, donano completezza. Sorso agile e ricco, grande bevibilità. Saporita la conclusione che dona un nuovo slancio.

Michele Satta Marianova, Bolgheri Superiore doc 2018
Uvaggio: 50% syrah 50% sangiovese
Vinificazione e affinamento: fermentazione malolattica in barriques e poi permanenza per 18 mesi in anfora
Rubino vivo, l’attacco olfattivo è immediato e intenso con ciliegia sotto spirito, mirtilli, caffè, tabacco scuro. Poi spazio a tamarindo, china e cardamomo. Il sorso è caldo ed equilibrato, si muove più in verticale che larghezza. Finale persistente.

Montevertine Le pergole torte, Toscana igt 2017
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione e affinamento: fermentazione, prima alcolica e poi malolattica, è svolta in vasche di cemento. La fase di affinamento è tripartita: inizia in botti di rovere di Slavonia per 12 mesi, segue in barrique Allier per altri 12 mesi e finisce con 6 mesi di riposo in bottiglia
Rubino compatto, smagliante. L’olfatto si esprime con charme, polpa scura, ribes nero e mirtillo. Tabacco e ambra, viole tamarindo. Emerge un timbro ferroso e salino. In bocca, nonstante l’annata, il tannino è vigoroso ma raffinato, ed appaga il sorso. Da riassaggiare negli anni a venire.

Salvatore Molettieri, Taurasi Vigna Cinque Querce docg 2007
Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione e affinamento: fermentazione in acciaio a temperatura controllata. Maturazione per circa 48 mesi in barriques e botti grandi di rovere. Affinamento in bottiglia per minimo 6 mesi
Avvolto in un uno splendido granato, offre un ammaliante bouquet variegato di frutti rossi e neri, fiori di peonia, cioccolato e deliziose fragranze speziate. Il sorso è materico, succoso, con tannini presenti ed eleganti, espressivi. Lunga chiusura, dagli echi speziati e tostati.

Scarpa, Tettineive Barbaresco docg 1989
Uvaggio: 100% nebbiolo
Vinificazione e affinamento: affinamento per oltre 24 mesi in botti grandi di rovere francese di Allier e almeno 12 mesi in bottiglia.
Chiaro e lucente color granato conduce a un naso ancora fruttato dove spicca la confettura di piccoli frutti rossi, una piacevole e timida nota fumé e sensazioni di violetta appassita, tabacco e cuoio. Si susseguono, spezie orientali, cenni ematici e iodati. Di una grandissima eleganza al palato, tannino setoso, corpo leggero, lunga persistenza e grande personalità.