La vendemmia toscana alla prova dei prezzi

di Carlo Spagnolo

Colpizzi (Confagricoltura): Qualità eccellente, ma prodotto in calo del 15% e l’urgenza di un intervento che attenui l’impatto del caro materie prime.

La qualità del vino in Toscana per la vendemmia 2021 è veramente eccellente, probabilmente ancora migliore rispetto a quella delle ultime annate, da questo punto di vista possiamo stare tranquilli, mentre pesa il calo della produzione, ridottasi, per le gelate di aprile e la mancanza di pioggia nei mesi estivi, di circa il 15%” A dirlo è Francesco Colpizzi, presidente della federazione vitivinicola di Confagricoltura Toscana, che esprime inoltre la sua preoccupazione per l’aumento dei costi unitari in capo alle aziende “che potranno incidere sul consumatore finale, con un incremento dei prezzi che difficilmente potrà essere inferiore al 10%”.

L’incremento – ha aggiunto – è dovuto anche al fatto che il costo per le materie prime sono aumentate, come la cellulosa, il vetro e l’energia: un aspetto che, naturalmente, non riguarda solo il settore vitivinicolo ma anche altri comparti. A livello produttivo i cali maggiori si sono avuti nelle aree meridionali della regione, come in Maremma e a Montepulciano, ma anche le altre zone della collina interna vocate alla produzione del Brunello, del Chianti, della Vernaccia di San Gimignano e del Chianti Classico, registrano sensibili criticità. La previsione è che i prezzi possano aumentare ancora, visto che non sembra arrestarsi l’incremento dei costi delle materie prime. Oltre ad aver già rappresentato nei giorni scorsi questi problemi al vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi, chiediamo un intervento a livello nazionale, per venire incontro ai tanti produttori di vino italiani, che fanno un prodotto di eccellenza, riconosciuto in tutti il mondo”.

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