Orma, l’impronta bordolese di Bolgheri

di Federica Borasio

A Castagneto Carducci, l’imprenditore aretino Antonio Moretti Cuseri presenta l’etichetta che parla di Bolgheri, incontro tra uve merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc.

Dici Bolgheri e pensi ai cipressi resi eterni dai versi del Carducci, ma anche a un terroir che ha fatto la sua fortuna attraverso il vino, eccellenza tricolore che proprio in quest’area intrisa di colori e bellezza ha trovato alcune delle sue letture più riuscite grazie ad interpreti come Antonio Moretti Cuseri, vignaiolo che ha scelto di puntare su cultura enoica, valorizzazione del territorio e profonda ricerca qualitativa.


Forte delle esperienze con Tenuta Setteponti e Poggio al Lupo in Toscana, ma anche a Feudo Maccari e Contrada Santo Spirito di Passopisciaro in Sicilia, la famiglia Moretti Cuseri ha scelto Castagneto Carducci per Orma, una proprietà estesa su 7,5 ettari con esposizione est-ovest e un terreno profondo, composto da ciottoli e argilla che specialmente in queste ultime calde annate si è rivelato ideale, e dove la vicinanza del mare ha permesso di mitigare gli eccessi delle zone più interne.
Ma oltre ad essere una cantina, “Orma” è anche il nome scelto per indicare la prima etichetta che qui ha visto la luce nel 2005 e con cui l’imprenditore aretino ha proseguito il suo cammino lungo la strada dell’eccellenza. Nato dall’assemblaggio di merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc, è un vino che si distingue per eleganza e personalità, perfetta espressione della vigna ed esempio paradigmatico della riuscita interazione tra uomo e natura.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Igt Toscana Rosso “Orma” 2018
Uvaggio: 50% merlot, 30% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc
Vinificazione: fermentazione alcolica e macerazione sulle bucce per 18 giorni con ripetuti montaggi.
Affinamento: 18 mesi in barriques di rovere francesi, cui seguono 12 mesi in bottiglia.

Rosso porpora intenso, ha naso intenso ed elegante con un bouquet aromatico che spazia dalla frutta rossa matura, ciliegie e fragoline di bosco, a sentori di pepe e ginepro. Il sorso è corrispondente e si traduce in una grande ricchezza espressiva che gioca su struttura, tannino e acidità chiudendosi lungo e finemente sapido.

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