Cavit, il Covid spinge il fatturato a 271 milioni

di Giambattista Marchetto

L’Assemblea dei soci ha approvato il bilancio del gruppo 2020/2021, un anno di risultati straordinari con fatturato a +29% e gdo che compensa criticità horeca. Lorenzo Libera confermato presidente.

In un periodo critico come quello che abbiamo vissuto, Cavit ha dimostrato quanto il suo ruolo sia cruciale per l’intera filiera vitivinicola trentina. Il nostro modello cooperativo, in questo momento più che mai prezioso, ha la missione di sostenere le Cantine sociali di primo grado e i viticoltori ad esse collegati, a prescindere dalla situazione contingente”. Confermato alla presidenza di Cavit, Lorenzo Libera ha commentato così l’approvazione in Assemblea del consuntivo 2020/2021, che mostra una crescita sostenuta per il gruppo trentino.

Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati raggiunti che, seppure in un contesto complesso e difficile, hanno garantito anche quest’anno buone remunerazioni dei vini conferiti dai soci viticoltori”, aggiunge. E in effetti il bilancio consolidato del gruppo si è chiuso (a maggio 2021) con un risultato fuori dell’ordinario, ovvero una crescita sostenuta dalla situazione eccezionale generata dal Covid.

In una situazione di forte incertezza – osserva infatti il direttore generale Enrico Zanoniora stiamo assistendo ad un progressivo ritorno dei consumi al periodo pre-Covid con un potenziale calo delle vendite nel canale della grande distribuzione che potrebbe avere ripercussioni sul prossimo esercizio. Grazie alla diversificazione e alla massa critica raggiunte dal Gruppo, siamo convinti che continueremo a generare valore per i nostri associati in modo sostenibile in un’ottica di lungo periodo”.

FATTURATO A +29%
Il fatturato consolidato è cresciuto del 29%, passando da 209,7 milioni di euro dello scorso esercizio a 271 milioni di euro, ottenuto sia per crescita organica che per effetto del consolidamento a 12 mesi delle società di recente acquisizione.

Il gruppo è infatti composto oggi dal Consorzio Cavit Sc a cui fanno capo le società Cesarini Sforza SpA, Casa Girelli SpA e GLV Srl (quest’ultima all’80%) acquisite nel dicembre 2019, oltre che la società tedesca Kessler Sekt controllata al 50,1%.

Si rafforza ulteriormente la posizione finanziaria netta del Gruppo Cavit (Pfn 38,3 milioni di euro al 31 maggio 21) che ritorna ai livelli preacquisizione, nonostante l’impiego di risorse finanziarie utilizzate per l’operazione.

Molto soddisfacente” viene definita anche quest’anno la remunerazione delle cantine associate, dato che il Consorzio che ha continuato ad assicurare servizio e di supporto anche e soprattutto nel difficile scenario della pandemia.

EXPORT E DIVERSIFICAZIONE
Nel contesto generalizzato di sofferenza dei mercati a causa della crisi Covid – si legge nella nota diramata dal gruppo – Cavit ha potuto contare sulla consolidata diversificazione del portfolio prodotti e dei canali distributivi presidiati, nonché sull’ampio ventaglio di paesi di esportazione. Punti di forza che, insieme alla solidità̀ gestionale e finanziaria della Capogruppo, hanno consentito nel corso dell’esercizio risultati eccellenti, contraddistinti tuttavia da alcune componenti di eccezionalità che suggeriscono cautela per l’esercizio successivo”.

In Italia Cavit ha incrementato notevolmente le vendite in gdo, consolidando la posizione “come brand di riferimento per l’offerta di vini trentini, segnando in particolare ottimi risultati con il vino Müller Thurgau”, riferiscono dal gruppo. Nel canale horeca, nonostante la chiusura prolungata di bar e ristoranti e la conseguente riduzione dei consumi fuori casa, “si evidenzia un trend decisamente positivo nella spumantistica premium, con un +27% per Altemasi TrentoDOC, linea di eccellenza del metodo Classico di Cavit. Ottimi risultati anche per Cesarini Sforza Spumanti”, conclude la nota.

Sui mercati internazionali, che rappresentano oggi il 75% del fatturato del gruppo, l’emergenza sanitaria ha prodotto le medesime conseguenze osservate in Italia relativamente al cambiamento degli stili di vita e di consumo, spingendo i consumi domestici e penalizzando il fuori casa. Ottima la performance sul mercato nordamericano (Stati Uniti e Canada +25%), buoni risultati anche in Europa centro-nord, Svizzera e Russia, mentre non sono mancate criticità in Cina e UK (per Brexit e difficoltà logistiche).

 

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