Consumo outdoor, nel 2021 persi 19 miliardi di euro

di redazione

Federvini registra una ripresa del consumo di vini e spiriti sui mercati, grazie alla spinta di spumanti e grappa. Gli Stati Uniti si confermano primo mercato internazionale.

Uno studio promosso dall’osservatorio economico Federvini e curato da Nomisma rivela un trend di ripresa delle vendite sul mercato domestico e internazionale. Per il vino, le vendite nel canale off-trade registrate da NielsenIQ mostrano a fine settembre una crescita a valori del 6,1% su base annua, grazie alla consistente crescita degli spumanti, che, trainati da charmat secco e metodo classico, segnano un aumento del 27,5%.

I dati mostrano che i nostri comparti godono di buona salute – ha dichiarato la presidente di Federvini Micaela Pallini – tuttavia sarebbe sbagliato concludere che tutto va bene. Purtroppo, assistiamo ad una recrudescenza della pandemia che assieme alle tensioni inflazionistiche sulle materie prime e gli aumenti sui costi di trasporto mettono in serio pericolo la crescita delle nostre aziende nel 2022”.

Secondo lo studio, gli acquisti di vino italiano nel periodo gennaio-settembre 2021 evidenziano, rispetto allo stesso periodo del 2020, aumenti del 14,7% negli Stati Uniti, del 6,1% in UK, del 9,4% in Germania, del 15% in Canada, del 27% in Russia e del 47,2% in Cina. Negli Stati Uniti le esportazioni di vino italiano registrano, inoltre, un tasso di crescita rispetto al 2019 più che doppio di quello fatto registrare dai vini spagnoli (+6,8%) e triplo di quello dei vini francesi (4,7%).

Anche gli spirits registrano nei primi 9 mesi del 2021 una forte crescita delle vendite nel canale off-trade: +8,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Sebbene la gran parte delle vendite sia da ricondurre a distillati ed acquaviti (44% del totale in valore), con un ruolo di primo piano della grappa, a mostrare le migliori performance è la categoria degli aperitivi (+23,8%). A trainare le vendite degli aperitivi alcolici è il fenomeno del mixology, che, in seguito alla pandemia, non è più legato solo al consumo outdoor ma si è diffuso anche tra le mura domestiche. Il 35% dei consumatori italiani preferisce, infatti, bere a casa spirits in modalità mixata. Buona anche la performance sui mercati internazionali, dove si registra nei primi 8 mesi dell’anno un export di 828 milioni di euro, in crescita del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020 e superiore ai livelli pre-covid, grazie alle dinamiche di liquori e grappa.

Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di destinazione per i liquori italiani registrando, negli 8 mesi, una crescita del 21% rispetto al 2020. Seguono la Germania (+20%), il Regno Unito (+43%), la Francia (-41%) e il Canada (+22%). Per la grappa, cresciuta sensibilmente su tutti i principali mercati, i principali paesi di destinazione sono Germania (+30%), Svizzera (+27%), Austria (+18%), Canada (+48%) e USA (+46%).

Lo studio evidenzia infine la dimensione dell’impatto delle chiusure determinate dalla pandemia. Nel 2021 il consumo di cibi e bevande fuori casa si prevede registrerà un fatturato di 66 miliardi di euro, in crescita del 22% sul 2020 ma inferiore di 19 miliardi di euro a quanto fatto registrare nel 2019. Nel paragone con l’anno prepandemico, vini e spiriti registrano nel 2021 un andamento migliore (-5%) rispetto all’intero mercato dei consumi fuori casa (-23%) e in linea con il trend delle riaperture: +156% secondo trimestre su primo trimestre e + 106% terzo trimestre su secondo trimestre.

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