Romagna, ottima vendemmia per Albana e Sangiovese

di Carlo Spagnolo

Il Consorzio tira le somme di una raccolta giunta al termine di un anno impegnativo per la viticoltura emiliano-romagnola, con quantitativi in calo di un terzo a causa di gelate e siccità.

Il Consorzio vini Romagna fa il punto sulla stagione vendemmiale appena trascorsa, che ha risentito solo marginalmente della tanto temuta gelata primaverile, che ha interessato areali non particolarmente ampi e colpito i vitigni a germogliamento più precoce, come uva longanesi, chardonnay, Trebbiano e qualche Sangiovese in anticipo. Le successive basse temperature, prolungatesi per tutto il mese di maggio, hanno rallentato la fenologia della vite, posizionando la fioritura tra fine maggio e i primi giorni di giugno. Nel complesso l’andamento climatico inverno-primaverile ha avuto positive ripercussioni sullo stato sanitario delle uve. Poca peronospora, meno mal dell’esca, ma oidio in crescita, favorito dal vento e dalle buone escursioni termiche tra giorno e notte.La successiva estate calda e asciutta ha poi impresso una forte accelerazione alla maturazione. Nonostante la scarsità di pioggia, le riserva idriche accumulate dal terreno e una eventuale irrigazione di soccorso hanno portato la vite a invaiare tra fine luglio e i primi di agosto, evitando che temperature elevate e vento caldo incidessero negativamente sulla maturità fenolica, comunque accelerata.

La vendemmia è iniziata a cavallo di Ferragosto con le varietà precoci, chardonnay, pinot bianco e pinot grigio su tutte, per poi decollare a ridosso del 6-7 settembre con la raccolta di Pignoletto e Albana. Quest’ultima, a fronte di un certo calo produttivo, presenta una discreta qualità sanitaria, sensoriale e tecnologica. Calo produttivo anche per Trebbiano romagnolo, che a partire da metà settembre ha trovato il giusto tenore zuccherino e pH. A seguire il Sangiovese, con risultati degni di nota per colore, struttura e profilo olfattivo, che porteranno a sviluppare vini ricchi di estratto, dal buon tenore alcolico e con una buona propensione all’invecchiamento.

La qualità dell’annata 2021 è sicuramente buona, ma dal punto di vista quantitativo dobbiamo mettere un segno meno rispetto allo scorso anno – commenta Ruenza Santandrea, presidente del Consorzio Vini di Romagna – Questo andamento ha interessato diversamente collina e pianura; infatti in collina possiamo registrare cali produttivi che oscillano tra il 20% e il 30%, mentre la pianura è stata più generosa, scontando comunque un calo produttivo mediamente del 5%”.

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