Pakravan Papi, storia d’amore da una terra di bonifiche

di Lucia Immacolata Migliaccio

Degustazione dei vini della tenuta acquisita pezzo dopo pezzo da Enzo Papi e Amineh Pakravan. Oggi in azienda entra la seconda generazione.

Dal fango nascono i fiori, si potrebbe dire. Sì, perché tra gli angeli che accorsero nel novembre del 1966 a Firenze per salvare dalla furia dell’acqua e della melma dell’Arno, tesori di valore inestimabile, c’erano anche Enzo Papi e Amineh Pakravan. In una città devastata, disperata e isolata trovarono l’amore. E da quell’amore nasce la tenuta Pakravan Papi.

È un pezzo della Toscana meno nota ma bellissima, luminosa e autentica, assai distante dai cliché. In provincia di Pisa, il piccolo borgo di Riparbella (che significa “riva bianca”, dal crinale di tufo bianco su cui sorge) domina completamente il paesaggio. Ulivi e viti si estendono a perdita d’occhio, ma arriva l’odore del mare che si trova a pochi chilometri, e si staglia sullo sfondo assieme alle isole dell’arcipelago toscano.

I centri abitati sono poco numerosi, le strade in molti casi sono sterrate e alcuni territori protetti, come la Foresta Regionale Il Giardino – Scornabecchi, ma questo ha permesso di mantenere pressoché intatto l’ambiente e quindi la flora e la fauna circostanti.

UNA TENUTA LEGATA ALLA BONIFICA

La tenuta Pakravan Papi nasce dove c’era un podere del 1940 – racconta Leopoldo PapiFu costruita come albergo dei maestri della pietra e come supporto alla colonizzazione della Maremma dal marchese Carlo Ginori quando, durante la dominazione degli Asburgo Lorena, avviò la bonifica della Val di Cecina. Ci troviamo nel punto più vicino al mare, il che consentiva ai lavoranti di raggiungere facilmente la costa, ma soprattutto più alto e all’epoca la pianura era una zona malarica e paludosa”.

Enzo Papi e Amineh Pakravan entrano in scena negli anni 70. “Mio padre era un giovane manager della Fiat – racconta Papi – nato in un paesino sul mare che fa parte della storia della bonifica granducale. Mia mamma invece è iraniana, Pakravan è infatti il suo cognome. Quando intrapresero il progetto di vita in campagna acquistarono soltanto due stanze con un ettaro di terra e solo nel 2010 hanno completato l’acquisizione della tenuta”.

VITI E BOSCHI

La superfice vitata è attualmente di 20 ettari, circondata da 80 di bosco con un ruolo fondamentale. Spiega Stefano Lorenzi, arboricoltore che collabora con la tenuta, che “il bosco ha un’incredibile interazione con le viti, funge da termoregolatore: quando ci sono i 43° al sole, rilascia di notte aria fresca anche in assenza di vento e crea un naturale movimento d’aria rendendo salubre l’ambiente. La grande varietà, sia nella tipologia che nell’età delle piante, trasforma il bosco in ecosistema: all’interno della corteccia ci sono mille varietà di lieviti e batteri che aiutano gli impollinatori”.

Gli studi di zonazione svolti dall’agronomo Stefano Pizzuti, hanno consentito di individuare tre diverse tipologie di terreno che vanno dai gabbri di origine vulcanica, molto minerali, ideali per le varietà bordolesi che trovano maggior equilibrio, alle argille a palombini di origine fluviale, che trattenendo molta acqua sono perfette per i vitigni tardivi come il sangiovese e infine le argille di origine marina, con sabbia e limo, dove è impiantato il riesling. Terreno, altitudine, ventilazione sono gli aspetti distintivi di Riparbella, qualità che hanno portato a un recente sviluppo commerciale e qualitativo dei vini.

In etichetta, il simbolo delle arti liberali, che apre sette vie alla conoscenza umana e una scritta, “Rien sans raison”, ovvero “non fare nulla senza approfondire”. “Per noi è importante dare un’impronta alla bottiglia, esprimendo la nostra idea di vino e filosofia di stile: essere riconoscibili”, conclude Papi. E oggi in azienda sta entrando la seconda generazione.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Serra De Cocci,  Toscana Bianco Igt 2020
Uvaggio: 100% chardonnay
Vinificazione: criomacerazione sulle bucce per 36 ore, fermentazione alcolica in botte a temperatura controllata e successiva fermentazione malolattica
Affinamento: in tonneau con bâtonnage delle fecce per 9 mesi

D’ispirazione francese, veste di giallo paglierino con riflessi dorati. I profumi sono di mele golden, agrumi e pesche mature, acacia e frutta esotica. Il legno arricchisce il vino con sentori di nocciola e leggera vaniglia. Minerale, in bocca è ricco e corposo. Finale equilibrato e lento a svanire.

Malvasia, Toscana Bianco Igt 2020
Uvaggio: 100% malvasia
Vinificazione: fermentazione alcolica a temperatura controllata, affina sulle fecce per 4 mesi in tino inox

Giallo paglierino, al naso è fresco, floreale e fruttato. Si riconoscono sentori di piccoli fiori bianchi, magnolia e biancospino, frutta bianca, leggero sottofondo di miele di acacia e ginestra. In bocca è piacevole, equilibrato, con note dolci. La mineralità e sapidità ne allungano la persistenza gustativa. Finale ammandorlato.

Ribellante, Toscana Bianco Igt 2020
Uvaggio: 80% riesling, 10% malvasia di Candia, 10% chardonnay
Vinificazione: fermentazione del mosto fiore a temperatura controllata e affinamento in inox sulle fecce per 4 mesi

Trae il nome dal primo canto della Divina Commedia di Dante quando Virgilio gli dice che lo avrebbe accompagnato sino al purgatorio ma non oltre perché essendo ateo, era “ribellante” alla legge.  Ribellante quindi, contro l’idea che in Toscana non si possano fare vini bianchi.

Giallo paglierino vivido, il profilo olfattivo è delicato, intessuto da ricami di pompelmo, melone giallo, fiori di acacia. Sapido e fresco, con un’agile beva.

Cancellaia, Toscana Rosso Igt 2016
Uvaggio: 60% cabernet sauvignon, 40% cabernet franc
Vinificazione: diraspatura senza pigiatura, fermentazione alcolica a temperatura controllata e successiva malolattica
Affinamento: 12 mesi in barrique, 4 mesi in tini di cemento, 12 mesi in bottiglia

Color rosso rubino. Freschezza erbacea e intrigante, speziatura con leggere note affumicate. Prugne e visciole, cui seguono nuances di erbe officinali e aromatiche sino a timbri mentolati e balsamici. Finale lungo e speziato.

Beccacciaia, Merlot Toscana Igt 2011
Uvaggio: 100% merlot
Vinificazione: diraspatura senza pigiatura, fermentazione alcolica a temperatura controllata e successiva malolattica
Affinamento: 12 mesi in barrique, 4 mesi in tini di cemento, 12 mesi in bottiglia

Rubino denso, il bouquet è di frutti di bosco in confettura, visciole, ciliegie ma anche spezie e cacao. Grafite. La passeggiata gustativa evidenzia un buon corpo ed equilibrio gustativo, i tannini sono calibrati, accompagnati da un’acidità vivace che lo rende lungo e persistente.

Gabbriccio, Toscana Rosso Igt 2015
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: diraspatura senza pigiatura, fermentazione alcolica a temperatura controllata e successiva malolattica
Affinamento: 12 mesi in barrique, 4 mesi in tini di cemento, 12 mesi in bottiglia

Questo vino racconta il sangiovese autoctono della zona, clone “montanino”, caratterizzato da acini molto piccoli e molto profumati.

Rosso rubino con sfumature aranciate, si apre con sentori di prugna, ciliegia, fragolina, rosa e viola, cui seguono soffi di pepe nero e noce moscata. Di corpo con tannini ben integrati. Fresco e sapido ha una persistenza aromatica intensa.

Prunicce, Toscana Rosso Igt 2017
Uvaggio: 60% sangiovese, 40% cabernet sauvignon
Vinificazione: diraspatura senza pigiatura, fermentazione alcolica a temperatura controllata e successiva malolattica
Affinamento: 12 mesi in botte, 6 mesi in bottiglia

Rubino vivace che luccica, mirtillo e more mature si miscelano con un leggero balsamico e non manca la speziatura. Sorso ampio che registra il puntuale ritorno del frutto e delle note speziate.

Campo del Pari, Toscana Rosso Igt 2015
Uvaggio: 80% merlot, 20% cabernet sauvignon e franc
Vinificazione: diraspatura senza pigiatura, fermentazione alcolica a temperatura controllata e successiva malolattica
Affinamento: 12 mesi in barrique, 4 mesi in tini di cemento, 12 mesi in bottiglia

Rubino intenso, al naso si apre con ciliegia matura, balsamico da erbe officinali, sale affumicato e toni minerali. Pieno e succoso, persistente e bilanciato tra frutto e massa tannica al palato. Finale lungo e appagante.

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