Mastìo-Hofmann presenta Vermuto, il (non) vermouth da 100% cannonau

di Giambattista Marchetto

La cantina di Galtelli, in Sardegna, esce con una versione pop e divertita, ma anche ardita del vino rinforzato di tradizione piemontese. Ottimo liscio, giocoso in mixology.

È una avventura nuova quella che Michele e Paola – terza generazione al timone della Cantina Mastìo-Hofmann con sede a Galtellì in Sardegna – hanno deciso di intraprendere. Perché non è una cosa scontata decidere di spingersi a produrre un vermouth 100% base cannonau, per di più mantenendo vivo il carattere del vino di origine.

Vermuto per nome suona simile a quello del vino rinforzato di origine piemontese, ma in realtà svicola nel pop, nell’ironia per il suono delle lettere e con l’etichetta della bottiglia (disegnata dal grafico e fumettista Paolo Ottokin Campana).

Il motivo è presto chiaro. Perché Vermuto non può essere un vermouth. “Vermuto non può essere un vermouth classico – spiegano in cantina – perché ha meno botaniche, ma soprattutto un vino di base fiero, testardo, difficile da piegare, per il quale ci sono voluti anni di studio e di prove. Non può essere un vermouth classico perché è piacevole ma non piacione, non abboccato nel senso peggiore del termine, ma piuttosto capace di intontire le papille gustative con un senso di novità”.

Vermuto ha l’ambizione di stare in tavola, abbinato a tutto pasto, ma contemporaneamente di “giocare con i cocktail”. E infatti nel suo intreccio di camomilla, artemisia e giaggiolo (durezza e dolcezza insieme) ha l’ambizione di andare oltre il vermouth classico, anche in abbinamento.

All’assaggio, Vermuto è agile e fresco, con un naso che unisce macchia mediterranea e chiodi di garofano, accompagnando il sorso speziato e morbido, mentre spiccano l’artemisia e sfumature floreali (derivate dalla camomilla).

È a dir poco versatile. Provato da solo, fresco è accattivante e con un cubetto di ghiaccio prende uno slancio ulteriore. Su suggerimento degli amici sardi, con una tonica in alleggerimento fa da aperitivo leggero, ma la vera chicca è il negroni: accompagnato a un gin e un bitter secchi e non invasivi, rivela aromi sorprendenti e un gran carattere.

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