Luce, dall’Igt ‘perfetto’ in terra montalcinese al re delle Docg toscane

di Elena Morganti

Degustazione di una selezione di etichette dalla tenuta Luce della Vite, alla scoperta di una storia che porta i vitigni internazionali in uno dei terroir d’elezione del sangiovese, con un’anteprima del nuovo Brunello 2017.

di Elena Morganti e Giambattista Marchetto

Il sogno di realizzare un grande vino Igt da Sangiovese e Merlot, nella terra del Brunello. Quella di Luce della Vite è una storia peculiare che ha inizio nei primi anni ‘90 con l’incontro di Vittorio Frescobaldi, alla guida della celebre famiglia di produttori toscani e Robert Mondavi, produttore statunitense, che uniscono le proprie esperienze nel progetto per un vino in grado di andare oltre la tradizione in una delle aree vitivinicole più vocate d’Italia.

Viene così individuato un terreno di collina nella zona a sud-ovest di Montalcino e partono i primi esperimenti che portano nel 1997 all’uscita delle prime due annate – la 1993 e la 1997 – di Luce, un vino concepito come punto di congiunzione tra l’eleganza e la struttura dell’autoctono sangiovese e la rotondità e pienezza dell’internazionale merlot.

Vendemmia dopo vendemmia, Luce si afferma raggiungendo oltre all’Italia 80 Paesi nel mondo e, nel corso degli anni, gli si affiancano altre etichette, sempre in linea con un gioco tra sangiovese e vitigni internazionali. Nel 1998 arriva Lucente, altro blend di merlot e sangiovese da una selezione delle porzioni di vigneto maggiormente vocate alla produzione di un vino dal profilo fruttato e di grande piacevolezza. Nel 2003 invece nasce Luce Brunello di Montalcino, da uve provenienti da un vigneto in grado di esprimere appieno l’eleganza e la struttura dei sangiovese. Infine, con la vendemmia 2015 è la volta di Lux Vitis, vino che unisce cabernet sauvignon e una piccola parte di sangiovese.

LA TENUTA
Oggi la Tenuta Luce si estende su 249 ettari di proprietà, tra cui ampie superfici boschive, uliveti e 88 ettari di vigneti, certificati bio dal 2015.

Le vigne sono distribuite fra i 230 e 430 metri sul livello del mare, esposte a sud-ovest e costantemente ventilate, in una posizione protetta da nebbie, gelate, o brine tardive durante le stagioni più fredde, mentre le fresche notti estive garantiscono l’escursione termica anche nei periodi più caldi. Particolarità microclimatiche che favoriscono una maturazione lenta e completa dei grappoli, che preservano così tutta la loro componente aromatica.

Nelle zone di maggiore altitudine prevale un galestro caratterizzato da scisti argillosi e da un suolo ricco di scheletro, fortemente drenante. È qui che il sangiovese trova il suo migliore equilibrio, donando frutti numericamente contenuti e con acini di piccole dimensioni, in grado di regalare ricchezza aromatica ed eleganza. Due gli appezzamenti principali, il Madonnino, il più elevato e unicamente dedicato al sangiovese e al Brunello, e il Caselli da cui si raccolgono le uve per il luce.

La parte più inferiore dei vigneti è invece caratterizzata da un suolo a prevalenza argillosa che, grazie alle sue capacità di trattenere l’acqua all’interno del tessuto, garantisce una riserva idrica ideale per il merlot, che predilige terreni freschi e umidi. Fra le due zone si sviluppa una fascia intermedia, costituita principalmente di sabbie gialle e arenarie, che dal 2004 accoglie il cabernet sauvignon. Una collocazione che permette al vitigno di esprimersi con grande finezza.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Lucente, Toscana Igt 2018
Uvaggio: 75% merlot, 25% sangiovese
Vinificazione: fermentazione di circa 10 giorni in acciaio a temperatura controllata di 28°C, 20 giorni di macerazione sulle bucce e fermentazione malolattica
Affinamento: 12 mesi in barrique, in parte nuove e in parte usate

Rosso rubino quasi violaceo, scuro e intenso, con un bouquet di piccoli frutti asprigni, ribes nero, mirtillo, poi note erbacee e di tabacco e una delicata balsamicità mentolata. All’ingresso in bocca il vino si esprime subito nelle sue rotondità, con un tannino morbido, a cui seguono a ruota le sensazioni di freschezza e sapidità.

Luce, Toscana Igt 2018
Uvaggio: sangiovese, merlot
Vinificazione: 12 giorni di fermentazione in cemento a una temperatura di 28°C, macerazione sulle bucce di 22 giorni e fermentazione malolattica in barrique
Affinamento: almeno 24 mesi in barrique, per l’80% nuove e per il 20% di primo passaggio

Rosso rubino scuro e profondo. Al naso spicca la balsamicità, seguita da note erbacee, il frutto è succoso e maturo e ricorda visciola e amarena. Al palato la trama tannica è imponente e compatta e la morbidezza è bilanciata da una buona freschezza. Un sorso di estrazione e concentrazione, ma il vino resta snello e ben equilibrato dalle durezze. In chiusura una nota amaricante di genziana.

Brunello di Montalcino Docg 2016 e 2017
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: 12 giorni di fermentazione a una temperatura di 28°C, con macerazione sulle bucce di 4 settimane
Affinamento: almeno 24 mesi in botti di rovere di Slavonia di piccole dimensioni

Rosso rubino scuro tendente al granato e dall’estrazione importante. All’olfatto aromi di frutto maturo e quasi di confettura, tabacco e grafite, fave di cacao. In bocca l’acidità è viva. Il tannino è molto importante e influenza tutto il palato, portando con sé una buona stimolazione sapida, fino alla chiusura sui toni della liquirizia.

A confronto, l’annata 2017 si presenta (inaspettatamente) meno matura nel frutto, con tannini ancora da distendere (naturalmente l’anteprima ha ristretto i tempi di permanenza in bottiglia prima dell’assaggio). La sapidità appare più marcata, contestualmente a un calore più accentuato.

 

Consigliati