Maculan, oltre 350mila euro per la ricerca con il Santalucia

di Eugenia Torelli

L’iniziativa benefica lanciata dalla cantina di Breganze con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ha chiuso la 12ma edizione. Degustazione del vino dedicato al progetto nel 2021.

Oltre 350mila euro raccolti in 12 anni per finanziare la ricerca sulle malattie oculari. È il risultato che accompagna l’uscita dell’edizione 2021 di Santalucia, il vino firmato dallo storico produttore vicentino Maculan, a sostegno di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus.

La ragione è che non vado a messa tutte le domeniche. Si sa mai che questa operazione benefica mi apra forse, se c’è, il paradiso”. Scherza, l’istrionico Fausto Maculan, alla guida dell’azienda di famiglia, ma lo sforzo messo in campo è davvero considerevole, a partire dal prodotto, curato ogni anno nel dettaglio dalla vigna alla bottiglia, fino all’operazione comunicativa e di promozione del vino. “Grazie a Maculan e alla generosità di aziende, imprenditori e singoli sostenitori – dice il direttore di Fondazione Banca degli Occhi, Diego Ponzin – negli ultimi anni il sostegno è stato destinato all’acquisto di un’importante strumentazione ad alta tecnologia, necessaria ai nostri laboratori e al supporto di progetti di ricerca clinica volti alla diagnosi precoce di gravi infezioni della cornea, ma anche alla ricerca di base legata al difficile fronte delle malattie retiniche”. Ente no profit nato nel 1987 in provincia di Venezia, Fondazione Banca degli Occhi è tra le prime realtà in Europa per numero di cornee raccolte e distribuite e centro di riferimento regionale per Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nel corso del 2020, oltre il 60% dei trapianti di cornea realizzati in Italia è stato effettuato grazie ai tessuti oculari processati dalla Fondazione.

Santalucia 2020 “Occhio Di-Vino”

Trecento esemplari unici e numerati, selezionati attraverso gli assaggi del produttore e di una giuria di qualità, presieduta dall’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan e composta da esperti, giornalisti e critici enogastronomici, che quest’anno hanno scelto una barrique di merlot proveniente dalla sottozona Branza in Località Fratta, nel comune di Breganze (VI), caratterizzata da terreni di origine vulcanica (ne avevamo dato notizia qui).
Nasce così il Santalucia 2020 “Occhio Di-Vino”, frutto di un’annata favorevole, che ha permesso di raccogliere grappoli perfettamente sani e maturi, e della mano dell’enologa Maria Vittoria Maculan. Il vino è parte del Progetto alta qualità del produttore, che prevede pratiche come le potature corte e la scelta dei germogli, nessun utilizzo di diserbanti e una vendemmia manuale in cassetta. La lavorazione delle uve avviene con pigiatura soffice e follature giornaliere in piccoli tini a temperatura controllata.

Una volta conclusa la vinificazione, il vino riposa in barrique di primo passaggio per 12 mesi prima dell’imbottigliamento, che prevede solo tappi di sughero naturale sardo.

In quest’occasione il design grafico dell’etichetta raffigura un’opera commissionata al maestro mosaicista udinese Giulio Menossi. La composizione è la prima di una serie di tredici mosaici dedicati al vino e realizzati incastonando le tessere in assi di legno derivanti da botti.
Santalucia 2020 “Occhio Di-Vino” si presenta nel calice con un rosso rubino vivo e lucente. Il naso parla di ciliegia appena colta, ancora scaldata dal sole, intenso, con venature erbacee e note di pepe verde, foglia di tabacco, tè e lievi sfumature agrumate. Al palato è caldo e vellutato, con qualche richiamo vinoso di giovinezza. Fresco e dal fluire tannico setoso, che lentamente frena e rallenta il sorso, lasciando al palato un finale asciutto e dalle sensazioni di tè nero.
A partire proprio dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, il vino è disponibile su ordinazione nella sede della cantina Maculan e di Fondazione Banca degli Occhi.

Photo credits: Emmegei foto

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