Tenuta Argentiera, i vini che guardano il mare dall’alto

di Eugenia Torelli

Degustazione delle etichette dell’azienda di Stanislaus Turnauer dai terreni più a sud e più elevati di Bolgheri.

Guarda il mare Tenuta Argentiera, dall’alto delle colline più a sud della denominazione Bolgheri. La cantina sorge sulla stessa collina su cui si trovano i resti dell’antico Castello di Donoratico, una volta appartenuto alla famiglia nobile fiorentina dei Serristori, che entrò in possesso della tenuta nel 1512 e vi costruì la propria dimora nel 1660, contribuendo a lungo allo sviluppo agricolo ed economico del territorio.

La villa rinasce nel 1999 con l’intervento della famiglia Fratini, imprenditori, sempre fiorentini, che creano Tenuta Argentiera. Il nome è legato a quello di uno dei principali appezzamenti, Podere Argentiera, così chiamato in relazione alla presenza già in epoca etrusca di un’area mineraria per l’estrazione di argento. Oggi la proprietà è dell’imprenditore austriaco Stanislaus Turnauer che, innamorato di queste terre acquista Tenuta Argentiera alla fine del 2015.

La cantina, un edificio che si impone tra funzionalità e rispetto per il paesaggio

Progettato dall’architetto Bernardo Tori, l’edificio della cantina è la sintesi di una serie di esigenze non indifferenti vista la sua posizione. Il luogo è infatti di grande impatto panoramico e paesaggistico, una sorta di terrazza naturale affacciata sul mare, che guarda (ed è visibile da) un raggio di diversi chilometri nell’area circostante. La necessità era quindi quella di costruire un edificio in grado di accogliere un’importante attività produttiva, con spazi ampi per gestire grandi volumi di prodotto e contenere le più moderne tecnologie per la lavorazione. Tutto questo senza un impattare sul paesaggio, ma al tempo stesso portando il testimone di un passato importante.

La scelta è stata quindi quella di ispirarsi allo stile architettonico delle antiche fortezze strategiche del Granducato di Toscana e ai canoni che richiamano i porti ottocenteschi lungo la costa. Il aspetto visivo segue quindi il linguaggio del territorio a partire dai materiali impiegati, tra cui elementi di recupero, murature a vista in cotto e in pietra, travertino, intonaci pigmentati con terre.

Le mura esterne, inclinate e di grande spessore, oltre a conferire imponenza, consentono di usufruire della termoregolazione, mentre il grande cortile di servizio è al tempo stesso autorevole e funzionale, accogliendo le attività all’esterno e garantendo l’accesso agli oltre 4.500 mq di spazi interrati, dedicati alle vinificazioni, ma anche a tinaia, barricaia, area di imbottigliamento. Una soluzione che nel suo complesso riesce a risultare imponente, omaggiando la storia della tenuta, ma anche rispettosa e in linea con il paesaggio circostante.

Mare e altitudine
La tenuta più prossima al litorale tirrenico ma anche quella che raggiunge la massima altitudine di tutto il territorio bolgherese. I vigneti si estendono su 80 ettari all’interno della Denominazione e arrivano fino a 200 metri sopra il livello del mare, distribuendosi in quattro settori di riferimento.

Nei 25 ettari della zona di Poggio, su sabbie rosse ricche di materiali ferrosi, si adattano perfettamente le classiche varietà bolgheresi e il vermentino. Nella zona di Villa (11 ettari) argilla e limo si fanno più presenti, creando l’habitat migliore per una maturazione equilibrata di merlot e petit verdot. Nella parte più elevata della tenuta invece, il settore de I Pianali copre 43 ettari, suddivisi in tre appezzamenti, Argentiera, Ginestre e Pianali. Qui i terreni calcareo-argillosi e ricchi di scheletro ospitano i vigneti di cabernet sauvignon, cabernet franc e i merlot più espressivi. Sono le vigne di provenienza della selezione di uve per il Bolgheri Superiore L’Argentiera.

Il quarto punto di riferimento più che un settore è un unicum a sé. Si tratta del Ventaglio, una parcella di un solo ettaro, poco lontano dalle colline della frazione di Donoratico a 120 m slm, coltivato a cabernet franc con una vigna che abbraccia l’intera superficie apicale del colle, in filari disposti a raggiera. Un luogo peculiare, per caratteristiche pedoclimatiche, da cui nasce un vino, il Ventaglio appunto, che è anche il primo single vineyard aziendale. Al momento della vendemmia le uve provenienti da tutta la proprietà vengono vinificate separatemente, rispettando le caratteristiche di circa 45 parcelle differenti.

Oltre al Ventaglio e al Bolgheri Superiore, il catalogo aziendale include anche Vermentino Toscana Igt, Bolgheri Doc Rosato, Bolgheri Doc Rosso e la selezione Bolgheri Doc Villa Donoratico per un totale di 6 referenze, esportate in 50 Paesi nel mondo.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Si parte dai sorsi più ‘semplici’ e facilmente godibili dei Poggio ai Ginepri bianco, rosé e Rosso, per passare al carattere tagliente del Bolgheri Doc Villa Donoratico e del Bolgheri Superiore Argentiera, più sofisticato. E se questi ultimi incarnano un’anima bolgherese orientata sulle verticalità, il Ventaglio costituisce una sorta di essenza della tenuta.

Poggio ai Ginepri Bianco, Igt Toscana Vermentino 2020

Uvaggio: 100% vermentino
Vinificazione: pressatura soffice e fermentazione a bassa temperatura
Affinamento: riposo sulle fecce fini in serbatoi di acciaio a temperatura controllata. Seguono assemblaggio e imbottigliamento

Giallo paglierino tenue, dai riflessi verdolini. Il bouquet è animato da aromi di albicocca, pesca e pompelmo e note di erbe officinali, tra cui salvia e timo. In bocca è fresco e con una bella vena sapida e citrina. Volume ma non grassezza, una bella scorrevolezza e un finale in cui ritornano gli agrumi e la macchia mediterranea.

Poggio ai Ginepri, Bolgheri Doc Rosato 2020

Uvaggio: 50% cabernet sauvignon, 50% syrah
Vinificazione: pressatura soffice e fermentazione a bassa temperatura
Affinamento: riposo sulle fecce fini in serbatoi di acciaio a temperatura controllata. Seguono assemblaggio e imbottigliamento

Rosa aranciato e lucente. A naso parla di bacche di rosa canina, petali di rosa e iodio. Il palato è sapido e di bella beva, la sensazione salina allunga il finale con un bel ritorno di note floreali.

Poggio ai Ginepri, Bolgheri Rosso Doc 2020

Uvaggio: 40% cabernet sauvignon, 30% merlot, 20% cabernet franc, 10% petit verdot
Vinificazione: diraspatura e pigiatura soffice e vinificazioni separate ciascuna varietà con fermentazione e macerazione in acciaio per circa 15-20 giorni a una temperatura controllata non superiore a 28° C.
Affinamento: metà del vino viene trasferito in barrique usate da 225 l di rovere francese, dove completa la fermentazione malolattica e in seguito affina. L’altra metà riposa invece in acciaio. Successivamente, avvengono assemblaggio finale e imbottigliamento.

Rosso rubino tendente al porpora, intenso e profondo. Il naso parla di foglia di pomodoro e di tabacco, note pepate e terrose. In bocca è morbido e fresco, dal tannino levigato, che porta con sé toni di tabacco e accompagna la chiusura del sorso con una carezza setosa.

Villa Donoratico, Bolgheri Doc 2019

Uvaggio: 40% cabernet sauvignon, 35% merlot, 20% cabernet franc, 5% petit verdot
Vinificazione: raccolte manuale delle uve e selezionate su un doppio tavolo di cernita. Caduta degli acini interi per gravità nelle vasche e vinificazione separata di tutte le varietà. Fermentazione e macerazione in acciaio per 20-25 giorni a una temperatura controllata non superiore a 28° C.
Affinamento: dopo la fermentazione malolattica, maturazione per l’80% in tonneau di rovere francese e austriaco da 500 l e per il 20% in barrique da 225 l di rovere francese. Segue riposo in bottiglia

Rosso rubino tendente al porpora, intenso e concentrato. Al naso una composizione equilibrata di piccoli frutti di bosco, sensazioni balsamiche mentolate, note di foglia d pomodoro e cardamomo. Il palato è fresco e succoso, ben bilanciato dalle morbidezze. Un tannino ancora lievemente scostato dalla parte alcolica, ma che si assesterà col tempo. Sul finale emergono note di agrume, che allungano elegantemente in sensazioni di cacao amaro.

Argentiera, Bolgheri Superiore Doc 2018

Uvaggio: 50% cabernet sauvignon, 40% merlot, 10% cabernet franc dalle parcelle più vocate dell’azienda, tra 180 e 200 m slm
Vinificazione: caduta degli acini interi per gravità nelle vasche e vinificazione separata per ciascuna varietà. Fermentazione e macerazione in acciaio per 25-30 giorni a una temperatura non superiore ai 28-30° C.
Affinamento: maturazione nelle barrique (metà nuove) da 225 l di rovere francese in cui si è completata la fermentazione malolattica. A seguire, riposo in bottiglia prima della commercializzazione

Un calice rosso rubino profondo tendente al porpora. Naso di frutti asprigni, prugna, ribes nero, more, note di cacao e lievi sensazioni vanigliate. Il palato è fresco e teso, vigoroso, ma con un tannino compatto e setoso che arrotonda il sorso avvolgendolo in una trama scura ed elegante, un abito da sera, che slancia la figura verso l’alto.

Ventaglio, Toscana Igt 2015
Uvaggio: 100% cabernet franc
Vinificazione: caduta degli acini interi per gravità in due piccole vasche troncoconiche in legno di rovere francese. Macerazione alternata da rimontaggi giornalieri e follature manuali per 25 giorni, con una temperatura controllata intorno ai 28-30° C, poi fermentazione malolattica in barrique e tonneau di rovere francese e austriaco in parte nuovi
Affinamento: maturazione in rovere e, successivamente, lunga sosta in bottiglia

Accoglie lo sguardo con un colore rosso rubino e violaceo, intenso e concentrato. All’olfatto si avvertono aromi di prugna, e ciliegia visciola, note quasi affumicate e di tabacco, foglia di pomodoro, cardamomo e sentori balsamici di cipresso e sottobosco. In bocca è una carezza vellutata. Un sorso rotondo, teso dalla freschezza e con un tannino ancora rugoso, che guida sensazioni lievemente vegetali e di tabacco da pipa, verso un finale in cui tornano il cacao e i toni balsamici. Un calice che rivela già equilibrio e classe, che sarà bene riassaggiare anche tra qualche anno.

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