Signorvino aprirà dieci nuovi store. Si parte con due centri commerciali

di Andrea Guolo

Entro marzo inaugureranno i locali a Le Gru (Grugliasco, Torino) e Gran Reno (Casalecchio di Reno, Bologna). Poi sarà la volta dell’estero. Fatturato: 35 milioni nel 2021, ora si punta a 50 milioni.

Sono 25 le enoteche Signorvino attualmente operative, saranno almeno 35 alla fine del prossimo anno. Nel 2022 sono infatti previste altre dieci aperture per la catena, anzi “l’enocatena del gusto 100% made in Italy” come si autodefinisce l’insegna fondata da Sandro Veronesi, mr. Calzedonia, al quale va dato merito di aver impresso una svolta nel mondo della distribuzione e della mescita in Italia, creando un modello nel quale la ristorazione rappresenta il business minoritario perché la gran parte del giro d’affari è legata alle bottiglie, sia quelle servite direttamente nel locale sia quelle vendute per il consumo domestico. Il tutto per un giro d’affari che nel 2021 dovrebbe aver raggiunto i 35 milioni di euro, in crescita rispetto al 2020 grazie anche all’apertura di sei nuovi negozi e all’aumento a doppia cifra dell’online (+27%). E per il 2022 si punta a quota 50 milioni.

Un aspetto significativo è legato alla scelta delle location. Dopo aver esordito perlopiù nei centri storici e in posizioni di assoluto prestigio – si pensi alla prima apertura di Milano, alle spalle del Duomo, replicata poi dai successivi opening in via Dante, Navigli, Porta Garibaldi e dall’ultima inaugurazione celebrata in corso Vittorio Emanuele II – sono arrivate diverse aperture lungo le strade ad alto scorrimento, ideali per ragioni logistiche (operazioni di carico delle casse acquistate dai clienti) e anche per intercettare un target di consumatore diverso da quello che frequenta i centri storici: gli esempi più significativi riguardano gli store di Affi e di Verona-Valpolicella. Senza dimenticare l’ambito degli outlet, con aperture in noti poli dello shopping come Castel Romano, Fidenza, Vicolungo e Valdichiana, e dei centri commerciali, tra i quali spiccano Arese e il Maximo a Roma.

Un canale, quest’ultimo, destinato a rafforzarsi nel 2022 perché le prime due aperture previste riguardano proprio i centri commerciali Le Gru a Grugliasco (Torino) e Gran Reno a Casalecchio di Reno (Bologna).

OBIETTIVO INTERNAZIONALE
Il prossimo anno, inoltre, dovrebbe essere caratterizzato dall’inizio dell’espansione all’estero. La scelta è ricaduta sull’Est europeo. “Stiamo trattando due location a Varsavia e se tutto va bene, la prima metà dell’anno dovrebbe vederci già operativi anche in Francia e in Spagna”, commenta Luca Pizzighella direttore commerciale di Signorvino. Il quale anticipa alcune possibili nuove aperture nei canali extra urbani: “cercheremo di potenziare i negozi sulle strade ad alto traffico, guardando con più attenzione all’hinterland lombardo, e anche i centri commerciali che sono particolarmente attenti al nostro brand perché hanno bisogno di inserire format di qualità”. A livello geografico, Signorvino punta a rafforzare la presenza nel Triveneto, a Roma e per il 2022 si punta alla prima apertura nel Mezzogiorno, probabilmente in Campania.

Dopo le difficoltà legate al Covid, i risultati della catena sono in decisa ripresa. “I clienti si sono adattati a questa ‘nuova normalità’. Nonostante l’assenza di turismo internazionale, lo smart working e la richiesta di green pass, negli ultimi mesi abbiamo superato gli incassi del 2019 ed è stato piuttosto sorprendente questo ritorno così brillante”, racconta Federico Veronesi, figlio del fondatore e general manager di Signorvino, citando alcuni dei numeri totalizzati nel 2021: oltre un milione di bottiglie vendute, un milione di coperti nei locali.

REPORT ANNUALE: PREVALGONO I ROSSI
Nel frattempo, Signorvino ha realizzato il suo ormai consueto report basato sui consumi nei 25 punti vendita e tramite l’e-commerce, che ormai rappresenta il primo store del gruppo per vendite concluse. La categoria di vino più richiesta è quella dei vini rossi con il 48,5%,seguita dalle bollicine che coprono invece un 27,8% del totale. Tra le denominazioni svetta il Franciacorta, davanti all’Amarone della Valpolicella che ha dominato gli ordini online. In forte crescita tutte le declinazioni dei vini pugliesi, con particolare rafforzamento del Primitivo di Manduria. In evidenza anche i vini dell’Etna tra i consumatori più esperti e il Lugana all’interno della macrocategoria dei bianchi. Volano gli acquisti dei rosati, che però rappresentano ancora una nicchia nei consumi dei winelover.

Nel 2021, il prezzo medio per bottiglia venduta è leggermente diminuito, fenomeno che Signorvino attribuisce all’ingresso di tanti nuovi clienti durante l’anno. “Sono clienti che prima acquistavano prevalentemente in grande distribuzione e ora sono passati da noi, aumentando il proprio target di prodotto ma determinando una riduzione dello scontrino per etichetta”, evidenzia Pizzighella.

Le denominazioni che hanno registrato l’aumento maggiore nelle vendite sono state il Primitivo di Manduria (+15%), il Franciacorta (+28%), il Prosecco (+36%) e il Trento Doc (+42%). La denominazione che è cresciuta di più in assoluto è l’Etna con un trend del +82%.