Modus Primo, il nuovo supertuscan di Ruffino

di Lucia Immacolata Migliaccio

Dalla tenuta Poggio Casciano, degustazione dell’erede del Modus, creato nel 1997.

Capisci che stai per arrivare a Poggio Casciano quando per chilometri ti trovi a destra e sinistra boschi e vigneti, vigneti e boschi. Doveva essere così anche due mila anni fa, ripercorrendo la storia della tenuta, di origini romane e respiro rinascimentale. Un raffinato omaggio alla bellezza delle colline toscane che da Grassina salgono verso il Chianti fiorentino sino a Bagno a Ripoli. Tutto è in ordine, lindo e immacolato, sicuramente d’effetto: giardino all’italiana, boschetto di alberi secolari e piscina a sfioro con vista sui vigneti dedicati alla produzione di un vino icona dell’azienda e della tenuta, Modus Primo.

Tra le 8 tenute in proprietà Ruffino – azienda da 600 ettari e 100 milioni di fatturato, fondata nel 1877 a Pontassieve dai cugini Ilario e Leopoldo Ruffino e oggi acquisita dalla Constellation Brand – Poggio Casciano è tra le più rappresentative.

I vigneti di Bagno a Ripoli si estendono per 40 ettari esposti ad un’altitudine compresa tra 290 e 450 metri sopra il livello del mare. Il terreno è prevalentemente argilloso, ricco di scheletro, poco fertile e poco profondo, ma mix ideale per le tipologie di vitigni messe a dimora.

Le uve utilizzate per Modus Primo provengono dalla selezione di tre distinti vigneti: Robbia per il sangiovese, Poggio al Mandorlo per il merlot e Lonchio Nord per il cabernet sauvignon, tutti impiantati a seguito delle indicazioni emerse dalla zonazione che ha evidenziato la presenza di ben 40 suoli nell’area.

NUOVO SUPERTUSCAN
Dunque in percentuali diverse, gli stessi vitigni che nel 1997 avevano dato vita a Modus, il primo SuperTuscan di Poggio Casciano, oggi hanno originato Modus Primo che intende sottolinearne la continuità ma con un carattere più internazionale. Anche l’etichetta prende spunto prima edizione, arricchita con l’oro e il marrone della terra a colorare i raggi della rosa dei venti. “Primo in quanto ritorna alle origini della sua storia – spiega Gabriele Tacconi, enologo di Ruffino – e perché Primo in categoria di qualità dei nostri vini. I tre vigneti sono i più performanti di tutta la tenuta e, la loro unione da vita a questo vino, un cru manifestazione del meglio di Ruffino”.

Espressione di un’enologia più creativa, meno ingessata dalle regole dei disciplinari e ispirati alla vinificazione dei grandi vini di Bordeaux, i SuperTuscan rimangono ancora tra i vini di punta dell’enologia toscana. Non è solo l’utilizzo di vitigni internazionali a far si che un vino venga definito SuperTuscan, anche i metodi di vinificazione ricordano la Francia: il passaggio in botti di rovere di piccole dimensioni, le barrique, è infatti pressoché un passaggio obbligatorio.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Modus Primo – Toscana Igt 2018
Uvaggio: 39% cabernet sauvignon, 35% merlot e 26% sangiovese
Vinificazione. fermentazione in vasche d’acciaio per 10 giorni con successiva macerazione di 15 giorni per il sangiovese, 20 per il merlot e 25 per il cabernet sauvignon, seguita da malolattica
Affinamento: 18 mesi in barrique nuove di rovere francese, in bottiglia minimo 3 mesi

Benché ancora giovane, questa 2018, pare avere le carte in regola: dopo una congrua ossigenazione, il calice, di un rosso rubino intenso, si trasforma in una cornucopia di sensazioni olfattive che vanno dalla confettura di fragole a ciliegia e ribes, intrecciate a tabacco, corteccia e humus non privi di lieve nota animale. Il palato è pieno, vigoroso e compatto. Le vampe della dote alcolica dilatano la persistenza, veicolando aromi di caffè e cioccolato.

 

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