Arte e vino si incontrano nelle cantine di Villa Sandi

di redazione

Un’installazione permanente esordisce nelle gallerie sotterranee della villa seicentesca per evolvere l’esperienza enoica in chiave emozionale.

Un’opera d’arte permanente realizzata nelle cantine che dimorano sotto la villa seicentesca, dove si affinano le bottiglie di metodo classico Opera Serenissima. È Time reflections, la nuova installazione presentata da Villa Sandi nelle gallerie sotterranee che corrono sotto la dimora in stile palladiano che ospita l’headquarters aziendale.

Il progetto rientra nel percorso promosso dal Centro AIKU – Arte Impresa Cultura dell’Università Cà Foscari di Venezia, che si propone di portare i musei, l’arte e più in generale le forme di bellezza nei luoghi di produzione delle eccellenze del Made in Italy.

L’incontro tra l’arte e il vino – rimarca Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi – vuole creare un dialogo tra mondi affini e innovare l’esperienza in cantina attraverso nuovi canali comunicativi, rendendo più emozionale il percorso di visita. L’installazione ha ripensato il modo di narrare gli spazi secolari dei sotterranei dove riposa Metodo Classico Opere Trevigiane e rende visibile la stratificazione di racconti, tempo e saperi che si ritrovano nel vino, nelle persone che lo producono e nel territorio che lo genera. Oggi Villa Sandi assume sempre più un ruolo di polo culturale nel mondo del vino, promuovendo seminari, corsi, degustazioni e esperienze innovative del mondo del vino”.

INSTALLAZIONE SITE SPECIFIC
Curata dal gruppo d’arte contemporanea D20 Artlab, Time reflections è un’installazione audiovisiva site specific che nasce dal linguaggio della videoarte, realizzata in modo permanente per arricchire l’esperienza di Villa Sandi e dei suoi vini a partire dai luoghi dove le bottiglie prendono vita e maturano.

L’opera si esprime attraverso la proiezione di immagini sulle pupitres e su una rete di tessuti tulle installati lungo le gallerie della cantina, capaci di creare un gioco di movimenti che consente al visitatore di interagire con l’installazione. Le figure raccontano un viaggio all’interno del lento e sapiente ciclo di produzione del vino, fatto di passaggi che si susseguono armonicamente come note su uno spartito. Dalla qualità del terreno alla sostenibilità ambientale, dalla cura delle uve in campo alla vinificazione, mettendo in luce le operazioni che avvengono nella penombra e nel silenzio della cantina.

A queste, si aggiungono immagini evocative del profumo dei vini in affinamento, espresse dalla proiezione di bouquet di fiori. Oltre alle immagini, il visitatore si rapporta con l’opera anche attraverso una componente musicale. L’insieme dei suoni che viene trasmesso si compone di elementi come la voce umana e gli strumenti ad arco, in dialogo con le note che risuonano nella cantina e durante l’esperienza del vino come le operazioni di imbottigliamento, il rilascio delle bollicine o il servizio del vino nel calice.