Camigliano, l’isola incantata della famiglia Ghezzi

di Daniele Becchi

Quattro referenze che raccontano il sogno di un ingegnere milanese che concentrandosi sul borgo ilcinese ha trovato la pentola d’oro del Leprecano.

Nel lembo occidentale del comune di Montalcino, dove la campagna comincia a profumare di grano e salsedine, si scorge la sagoma di Camigliano. Sulle vecchie strade che univano le colline ilcinesi alle vicina Maremma sorge infatti questo piccolo paese, la cui storia millenaria si intreccia a quella di Montalcino, essendone stato un avamposto nelle lotte a difesa della Repubblica di Siena, caduta sotto i colpi dei Medici nel lontano 1555. Segnato nei muri di ingresso dalle effigi di Santa Maria della Scala e dall’insolito stemma di un cammello, testimone, forse, dei movimenti crociati verso la Terra Santa, Camigliano ha da sempre mostrato una capillare operosità agricola, spentasi solo negli anni del boom economico per effetto del mito ‘del posto fisso’, in un tempo in cui il mito del Brunello era ancora lontano dal sorgere.

Fu in questo periodo che arrivò in zona Walter Ghezzi, imprenditore meneghino alla ricerca di un buen retiro dalla frenetica vita di città. Nel suo continuo girovagare tra le campagne liguri, toscane e umbre, egli fu sorpreso da una tempesta, al termine della quale si trovò davanti agli occhi Camigliano. Fu subito amore. Da qui la decisione di acquistare la locale Tenuta allora in vendita, che, oltre a centinaia di ettari sparsi nei dintorni comprendeva un piccolo patrimonio immobiliare. Dopo alcuni anni di assestamento, pur con una organizzazione centrata su colture agricole e allevamento, nel 1965 prese forma la prima bottiglia di Brunello, tappata un anno prima del riconoscimento della Doc e due anni prima dalla costituzione del relativo Consorzio di tutela.

Il sogno agricolo di Ghezzi è continuato oggi da suo figlio Gualtiero, che trasferendosi a Montalcino negli anni ha razionalizzato la produzione, inizialmente policulturale, concentrandola anno dopo anno sul vino e impiantando nuovi vigneti. Oggi Camigliano vanta un’estensione di oltre cinquecento ettari, di cui 93 vitati, posti a un’altezza compresa tra i 300 e i 350 metri slm. Se da un punto di vista agronomico la scelta è caduta sul regime biologico, enologicamente si è deciso per un approccio morbido al prodotto, che qui prende la forma di una gestione a caduta di uva e vino. La conseguente cantina multipiano accoglie, nel suo piano inferiore, grandi botti di rovere francese, in omaggio a uno stile più tradizionale di affinamento che rifugge l’uso della barrique. Complessivamente la produzione annua si attesta tra le 320mila e le 340mila bottiglie, per la maggior parte destinate all’export.

LA DEGUSTAZIONE

La storia di Camigliano prende forma in quattro assaggi di sicuro valore, segnati dai tratti mediterranei attesi su questo versante della zona di produzione. Vini lucenti nel bicchiere, capaci di legare storia e prospettiva in sorsi all’insegna di un calore mai invasivo.

Brunello di Montalcino 2017

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: Pigiatura soffice, fermentazione in acciaio inox a 26-28 ° C.gestita con rimontaggi moderati e macerazione sulle bucce di circa 25 giorni.
Affinamento: 24 Mesi in botti di rovere.

Rosso rubino di media intensità, al naso rivela frutta rossa concentrata e bergamotto, in un quadro di lieve surmaturazione e alcolicità. In bocca è vivo, quasi salato, con sentori di prugna, rabarbaro e pepe nero che si incastrano in un tannino maturo e levigato. Caldo e strutturato, chiude piacevole verso sentori mediterranei.

Brunello di Montalcino 2017 “Paesaggio inatteso”

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: Pigiatura estremamente soffice, fermentazione in acciaio a 26-30°C con rimontaggi leggeri e lunga macerazione.
Affinamento: 30 mesi in botti di rovere di slavonia.

Di colore rosso rubino, è più introverso rispetto al campione precedente. Il tempo nel bicchiere lascia trasparire piacevoli sentori di rosmarino, ciliegia matura e piccoli frutti rossi. In bocca ha una spina acida che persiste lungo l’intero sorso. Tannino gentile e dimensione alcolica legano bene a venature di pepe nero, tabacco e prugna. Armonico e avvolgente, strizza l’occhio a orizzonti caldi ma non tormentati.

Brunello di Montalcino Riserva 2016 “Gualto”

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: Pigiatura soffice, fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata di 26-28°C gestita con rimontaggi moderati; macerazione sulle bucce di 15-20 giorni con macerazione post-fermentativa a 28-30°C.
Affinamento: 36 mesi in botte di rovere da 25-60 q.li. più altri 2 anni di affinamento in bottiglia.

Questa riserva 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino, intenso e brillante. La chiara spinta alcolica conduce al naso sentori di rosmarino, frutta rossa e vaniglia. Quasi ematico al palato, racconta di un tannino ben risolto arricchito da chinotto, liquirizia e ribes. Balsamico nella sua fase centrale, chiude lungo e pulito verso un intrigante richiamo amaricante.

Brunello di Montalcino Riserva 2015 “Gualto”

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: Pigiatura soffice, fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata di 26-28°C gestita con rimontaggi moderati; macerazione sulle bucce di 15-20 giorni con macerazione post-fermentativa a 28-30°C.
Affinamento: 36 mesi in botte di rovere da 25-60 q.li. più altri 2 anni di affinamento in bottiglia.

Alla vista si presenta di colore rosso rubino intenso, dai vividi riflessi. Composto ma espressivo il naso, dove traspaiono frutta rossa carnosa, vaniglia e richiami mediterranei. Di buona impronta alcolica, in bocca si rivela ampio, con un tannino vivo che stempera la vivace sapidità che accompagna tutto il sorso. Ribes, mirto e speziature morbide completano un sorso a tratti vegetale, che chiude lungo con richiami speziati.

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