Massimo Lentsch, sorsi vulcanici tra Lipari e l’Etna

di Eugenia Torelli

Degustazione dei vini nati dai progetti dell’imprenditore bergamasco in terra di Sicilia, tra recupero di varietà autoctone e integrazione col paesaggio.

Due anime differenti, ma con un’origine in comune, quella vulcanica in terra di Sicilia. È qui che si collocano i due progetti enologici di Massimo Lentsch, imprenditore bergamasco, che circa 15 anni fa iniziato a investire per produrre i propri vini.

Tenuta di Castellaro, a Lipari la prima avventura siciliana
Venti ettari di superficie e una cantina costruita secondo criteri di sostenibilità, integrazione con il paesaggio e valorizzazione delle risorse naturali. Tenuta di Castellaro si trova a Lipari (Eolie), nella Piana di Castellaro, a nord-ovest dell’isola.

I vigneti si trovano in due zone distinte: nei pressi della cantina, su terrazzamenti che arrivano fino a circa 500 m sul livello del mare, e a sud-est, dove la vigna Cappero dimora a 80 m sul livello del mare, con i filari di malvasia delle Lipari che arrivano quasi a toccare l’acqua. Con la collaborazione dei vivaisti francesi Pépinières Guillaume, sono state infatti recuperate due varietà autoctone delle Isole Eolie, la malvasia delle Lipari e il corinto nero, varietà dalla resa molto bassa e complicata nella gestione agronomica, di cui l’azienda è il primo coltivatore in Italia. Come forma di allevamento è stato scelto l’alberello, in continuità con la tradizione dell’isola e i suoli sono di origine vulcanica, fertili e composti da ceneri vulcaniche e lapilli, pomice, ossidiana e caolinite.

Con duemila metri quadrati di superficie, la cantina presenta una struttura completamente interrata, ispirata dalle abitazioni ipogee delle Eolie. Per la sua costruzione sono stati utilizzati materiali reperiti sul territorio ed è stata pensata per sfruttare al massimo le energie rinnovabili, a partire dall’utilizzo di camini solari per illuminare con luce naturale tutto l’ambiente, fino alla torre del vento, sistema utilizzato anche in Medio Oriente per ottenere una climatizzazione naturale della barricaia.

Sul fronte dell’ospitalità, Tenuta di Castellaro offre la possibilità di visite guidate e degustazioni con abbinamenti a prodotti locali. E per chi vuole è possibile anche soggiornare in un piccolo resort con tre ‘micro residenze’, immerse tra vigneti e piante di cappero.

Etna, la sfida del vulcano
Alla fine del 2018 sulle pendici dell’Etna, nel comune di Randazzo in Contrada Calderara Sottana, prende il via la seconda avventura siciliana di Massimo Lentsch.

L’azienda, che porta il suo nome, si sviluppa su circa 10 ettari distribuiti in due zone distinte. Il vigneto Cosentino e il vigneto San Teodoro sono interamente dedicati al nerello mascalese e si trovano nella Contrada Feudo di Mezzo, esposti a est a 750 m sul livello del mare. Il primo è composto da alberelli centenari (con diverse piante pre-fillosseriche), da cui si produce l’Etna Rosso cru Cosentino; il secondo comprende piante di circa 60 anni di età, dalle quali si produce l’Etna Rosso classico San Teodoro. Il terreno in questa zona è sabbioso vulcanico, di trama fine, fertile e ricco di microelementi.

DEGUSTAZIONE
Una selezione di alcune etichette da entrambe le tenute come spunti di assaggio, per scoprire i progetti enologici di Lentsch sui differenti terroir vulcanici siciliani, dai vitigni eoliani recuperati sull’isola di Lipari a due diversi cru di provenienza etnea.

Tenuta di Castellaro – Bianco Pomice, Terre Siciliane Igp Bianco 2019
Uvaggio: 60% malvasia delle Lipari, 40% carricante
Vinificazione: pigiatura delle uve in pressa pneumatica, decantazione statica a 10-12°C per illimpidire il mosto, fermentazione a 16-18°C in serbatoi di acciaio per la malvasia e in barriques di 3° e 4° passaggio per il carricante, con bâtonnage e sosta sui lieviti per circa 6 mesi.
Affinamento: 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Giallo paglierino intenso con un bouquet dolce di pesca nettarina matura, agrumi e frutto esotico, note vanigliate, miele di tiglio e salsedine. Palato polposo e fresco, in cui ritornano tutti i sentori dolci avvertiti all’olfatto, uniti a una sapidità intensa, che sfuma verso il finale in un calore diffuso.

Tenuta di Castellaro – Nero Ossidiana, Terre Siciliane Igt Rosso 2017
Uvaggio: 90% corinto nero, 10% nero d’Avola
Vinificazione: pigiatura delle uve intere e diraspate, vinificazione in rosso senza controllo della temperature e lunga macerazione con le bucce e parte dei grappoli interi non diraspati, poi svinatura e travaso del vino in botti usate per lo svolgimento della fermentazione malolattica. Dopo 8 mesi circa, travaso in serbatoio di acciaio. Decantazione statica e ripetuti travasi per rendere naturalmente limpido il vino prima dell’imbottigliamento.
Affinamento: 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Rosso rubino scuro lievemente tendente al granato. Al naso gelée di piccoli frutti scuri, mirto, more di gelso, sfumature di vaniglia, cipria e salsedine, ma anche inaspettate note vinose di giovinezza, nonostante i 5 anni dalla vendemmia. Il sorso è fresco e succoso, di bella sapidità, con tannini plastici e toni che richiamano i frutti scuri avvertiti all’olfatto per soffermarsi a lungo sul palato.

Massimo Lentsch – San Teodoro, Etna Rosso Doc 2018
Uvaggio: 100% nerello mascalese
Vinificazione: diraspatura delle uve e fermentazione a partire dai lieviti naturalmente presenti, con macerazione sulle bucce di circa 15 giorni.
Affinamento: maturazione in botti di rovere per circa 12 mesi, poi travaso in serbatoio di acciaio dove avviene la decantazione naturale. Imbottigliamento senza chiarifica né filtrazione. Seguono almeno 6 mesi di riposo in bottiglia.

Rosso rubino tendente al granato, scuro e lucente. Naso di ciliegia matura, ricordi di zolfo e pirite. Il sorso conserva un frutto carnoso, freschezza e una grande sapidità, mentre il tannino emerge sul finale, quasi impalpabile, assieme a un calore che si intensifica, lasciando sfumature di cipria.

Massimo Lentsch – Cosentino, Etna Rosso Doc 2018
Uvaggio: 100% nerello mascalese
Vinificazione: parzialmente diraspatura delle uve e fermentazione a partire dai lieviti naturalmente presenti, con lunga macerazione sulle bucce
Affinamento: maturazione in botti di rovere per circa 15 mesi, poi travaso in serbatoio di acciaio dove avviene la decantazione naturale. Imbottigliamento senza chiarifica né filtrazione, poi almeno 6 mesi di riposo in bottiglia

Rosso rubino scuro, vivo e lucente, dalla sfumatura granata. Naso di ribes e ciliegia visciola, un velo di ginepro e note iodate. Il sorso è sostenuto da una bella acidità, carnoso, in linea col fratello, ma con un tannino più percettibile, filigranato e più sofisticato. Il finale scalda e chiama toni di cuoio e grafite.

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