Manduria Primitivo, nuovo disciplinare per una Docg di territorio

di Daniele Becchi

Il Consorzio propone un nuovo testo capace di evidenziare il genius loci manduriano. Prevista anche la tipologia Gran Selezione, omaggio all’alberello Messapico.

Pubblicata nei giorni scorsi la proposta di modifica al disciplinare del Primitivo di Manduria, finalizzata a creare un’unica Denominazione a Origine Controllata e Garantita che copra l’intera produzione di questo vitigno identitario coltivato tra le province di Taranto e Brindisi. Giunta al termine di un percorso consortile iniziato nel 2019, la proposta, almeno nella sua versione europea, “ha come obiettivo la valorizzazione del genius loci, cioè del nome Manduria e della sua forza. Nell’articolo 1 invertiamo la denominazione da Primitivo di Manduria a Manduria Primitivo. Passando la denominazione a docg avremo maggiore garanzia e qualità per il nostro amato vino” spiega il Consorzio.

Alle due tipologie oggi esistenti si sommerebbero la ‘dolce naturale’, grazie all’assorbimento nel nuovo testo dell’omonima Docg, e alla creazione del ‘Gran Selezione’, che sarà frutto delle uve prodotte dai vigneti allevati ad alberello pugliese, anche detto alberello messapico. Innalzata al contempo anche la percentuale minima di Primitivo, che passa per tutte le tipologie al 90% (in precedenza era l’85%).

Accanto ad alcuni aggiustamenti migliorativi delle norme relative la vinificazione, più incisive sono state le modifiche relative alle caratteristiche al consumo dei vini, riguardo alle quali “si è stabilito – questo il commento del Consorzio – che è importante per la Docg definire un livello di qualità minima delle uve maggiore rispetto alla Doc”, con conseguente innalzamento del grado naturale minimo alla raccolta, elevato a 13,5 % volume (oggi è 13%), e dell’estratto riduttore minimo, elevato per la tipologia base a 29 g/l (oggi è 26 g/l).

Nessuna modifica invece circa la resa di produzione, in considerazione che “che gli attuali 90 quintali ad ettaro sono un valore comunque contenuto e rispettoso come per altre docg caratterizzate da varietà a grappolo pesante come l’Aglianico del Taburno o il Morellino di Scansano”.

Invariata anche la previsione riguardo all’imbottigliamento in zona, proposta che “era e rimane aperta, nel senso che nessuno intende porre limiti ad un possibile futuro intervento in questa direzione ma la realtà dei fatti ci dice che le attuali proporzioni tra prodotto imbottigliato in zona di produzione e prodotto imbottigliato fuori zona di produzione non permette compromessi né di tipo economico né di tipo autorizzativo per cui il Consiglio di Amministrazione del Consorzio ha valutato che oggi non ci sono le ragioni economiche per richiedere la chiusura dell’imbottigliamento in zona di produzione”. Considerazione questa fatta sulla scorta dei dati attuali, che vedono oltre la metà della Dop Manduria imbottigliata al di fuori dell’areale di produzione.

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