Consorzi Italia: il vino riparte nel 2021, focus enoturismo per il 2022

di redazione

L’indagine di VinoNews24 tra i Consorzi di tutela italiani evidenzia per il 2022 un outlook positivo e un ‘wanna be’ tra sostenibilità e (speriamo) formazione. L’enoturismo, un must per tutti.

Il vino italiano archivia un 2021 in ripresa e guarda con ottimismo al 2022. È questo il quadro, con più chiari che scuri, che emerge dall’indagine di VinoNews24 tra i Consorzi di tutela nazionali. Le voci di presidenti e direttori raccontano di denominazioni che hanno sostanzialmente retto all’urto della pandemia, mettendo in campo energie e inventiva per reagire alle criticità. Quasi tutti i Consorzi riferiscono un miglioramento nelle reazioni del mercato per il 2021 e confermano un outlook positivo per l’anno in corso, pur con ragionevoli cautele.

Sul piano progettuale, le parole chiave sono sostenibilità ed enoturismo. Se infatti il mantra ambientale-sociale è riconosciuto come leva strategica per il posizionamento, la spinta sul rapporto con i territori è ormai riconosciuta come essenziale per offrire un portato di valore al prodotto vino.

Quanto alla formazione, tutti i Consorzi sono concentrati sulle competenze tecniche in vigna e in cantina, mentre l’accompagnamento di processi di crescita culturale e strategica per le imprese non sembra ancora essere un focus per il settore vitivinicolo.

Consorzio Vini d’Abruzzo
Risponde Valentino Di Campli, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “L’anno si è chiuso con numeri estremamente positivi. Da un’analisi dell’export (Wine Monitor Nomisma) abbiamo realizzato un +10% nei principali Paesi target, per un fatturato complessivo superiore ai 205 milioni di euro. Bene anche il mercato interno dove la denominazione principale, il Montepulciano d’Abruzzo, si è mantenuto su livelli superiori al 2019, con una crescita del prezzo medio”.

Quali sono le attese per il 2022? “Il trend degli ultimi anni ci lascia ben sperare anche per il 2022: ci aspettiamo un continuo miglioramento dell’export e un aumento del prezzo medio delle bottiglie della denominazione, due aspetti che stanno ripagando gli sforzi fatti da anni per riposizionare i vini d’Abruzzo e per dare sempre più valore al lavoro dei nostri produttori”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Anche nel 2022 lavoreremo molto sull’export: saremo al Vinexpo di Parigi e contemporaneamente oltreoceano con masterclass e tasting tra Las Vegas, Miami, Houston e San Francisco. Tante le attività anche rivolte al mercato interno e sul territorio – dove abbiamo in programma l’Abruzzo Wine Experience dal 7 al 10 giugno dedicato a stampa e operatori di tutto il mondo. Continueremo a spingere l’enoturismo regionale con l’App Percorsi – Abruzzo Wine Experience, progetto di sistema per promuovere percorsi turistici che coniugano attrattive culturali, artistiche e naturalistiche regionali con l’accoglienza delle cantine abruzzesi”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Sì, stiamo definendo per il 2022 una serie di attività di formazione che andranno dall’enoturismo al marketing, fino ai webinar”.

Consorzio Asolo Prosecco
Risponde Ugo Zamperoni, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “Il 2021 è stato un altro anno di crescita per l’Asolo Prosecco, salito a 21,4 milioni di bottiglie con una crescita annua del +14,4%, la percentuale di incremento maggiore nel mondo del Prosecco”.

Quali sono le attese per il 2022? “L’outlook è decisamente positivo, con segnali di ulteriore incremento della domanda, supportato dalle attività promozionali del Consorzio in Italia e all’estero, con focalizzazione in particolare sugli Stati Uniti e sul Regno Unito”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Asolo è candidata a capitale italiana della cultura 2024 e il Consorzio la sta sostenendo con campagne mirate, che avranno certamente riflessi positivi anche in termini di sviluppo dell’enoturismo. A supporto del turismo il Consorzio ha appena pubblicato una nuova mappa dell’area di produzione, mettendo in evidenza le cantine, ma anche i punti di interesse storico, artistico, culturale e paesaggistico. Inoltre, si farà promotore di iniziative per valorizzare anche le micro produzioni agricole di eccellenza del territorio, come olio extravergine di oliva, formaggi locali, erbe officinali, mele e pere di varietà antiche, distillati, piccole produzioni brassicole e salumi tradizionali, costruendo un vero e proprio ‘paniere Asolo’. Ultimo, ma non per importanza, il nuovo ‘Metodo Asolo Prosecco’, un vero e proprio manuale indirizzato allo sviluppo sostenibile e integrato dell’intero territorio”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “A breve partiranno due attività. La prima è dedicata alla potatura, per la quale si prevede di ideare un apposito ‘Metodo di potatura Asolo Prosecco’. La seconda sarà dedicata all’attività di benchmarking, dando modo alla filiera produttiva di confrontare il proprio posizionamento con quello di tutte le altre maggiori aree spumantistiche del mondo”.

Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato
Risponde Filippo Mobrici, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Il Consorzio (9 Doc e 4 Docg su una superficie vitata di 11.500 ettari, pari ad un terzo della superficie Doc piemontese) ha chiuso il 2021 con un sostanziale ‘pareggio’ rispetto all’anno precedente: oltre 65 milioni di bottiglie prodotte, di cui 20 milioni di Barbera d’Asti”.

Quali sono le attese per il 2022? “Innanzitutto va rimarcata la tenuta della Barbera d’ Asti in generale, l’aumento della tipologia Superiore e poi i trend ampiamente positivi di Piemonte rosso e Rosato, di Monferrato Nebbiolo e Albugnano, oltreché di brand ormai affermati come Nizza e Ruchè. L’obiettivo è, ovviamente, di migliorare le performance delle varie Doc e Docg tutelate dal Consorzio anche nel 2022”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Rafforzare la presenza sui mercati nazionali ed esteri (oltre il 40% della produzione viene esportato) e consolidare i progetti legati all’enoturismo (pandemia permettendo), che hanno visto aumentare in questi anni le presenze di visitatori nelle terre della Barbera e dei vini del Monferrato. Una tendenza confermata (ed è stata una sorpresa) anche nei mesi difficili del Covid”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Sono già in atto alleanze e azioni sinergiche e strategiche con altri enti che verranno consolidate per intraprendere iniziative promozionali in Italia e all’estero, ma, soprattutto, per formare nuove professionalità da dedicare all’accoglienza sui territori e nelle aziende”.

Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani
Risponde Andrea Ferrero, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Il 2021 si è chiuso ottimamente per tutte le nostre denominazioni, registrando un +17% con punte di vendita del +22% per il Barolo. Abbiamo inoltre registrato un calo delle giacenze e un aumento del prezzo del vino sfuso”.

Quali sono le attese per il 2022? “Ci aspettiamo di consolidare le vendite e vedere un aumento di valore delle nostre denominazioni”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Tradizionalmente non operiamo nell’ambito enoturistico, lasciando questo campo ai molti enti presenti sul territorio. I nostri eventi chiave – Grandi Langhe per l’Italia e il Barolo&Barbaresco World Opening per il mercato interazionale – sono rivolti agli operatori commerciali, alla stampa di settore e in parte anche al consumatore finale”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Da settembre 2019 è attiva la Barolo&Barbaresco Academy – Langhe Wine School, un percorso di formazione per professionisti del settore che intendono approfondire le tematiche legate alle denominazioni delle Langhe, dalla geologia alle degustazioni tematiche. Nel 2020 abbiamo lanciato anche la versione e-learning in italiano e in inglese, mentre nel 2021 sono ripresi i corsi in presenza. Insieme alla Strada del Barolo, partner del progetto, stiamo pianificando l’avvio di un corso di secondo livello, dedicato a chi ha già completato il primo”.

Consorzio Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia
Risponde Riccardo Binda, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “L’anno è stato certamente positivo, andando a confermare il trend di crescita stabile da tempo. In termine di valore la denominazione ha registrato globalmente, sui vari canali di vendita, una crescita di circa il 10% sul Bolgheri Rosso e del 15% sul Bolgheri Superiore, confermandosi la denominazione italiana col valore più alto. A livello di produzione imbottigliata nel 2021, l’aumento è nell’ordine del 10%, ma essendo la nostra denominazione bloccata come quote produttive, la variazione dipende prevalentemente dagli andamenti vendemmiali”.

Quali sono le attese per il 2022? “A livello di valore ci aspettiamo che la crescita continui nel 2022 e anche a livello di produzione è prevedibile un leggero aumento in funzione degli ultimi impianti realizzati nel 2018 e che sono entrati in produzione per la Doc l’anno scorso”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Oltre finalmente a sperare di riuscire a fare quest’anno Prowein e Vinitaly, i nostri più importanti momenti saranno l’anteprima dell’annata 2019 al Pall Mall 67 di Londra e la seconda edizione di Bolgheri DiVino a fine estate. Per quest’ultimo in particolare ci stiamo organizzando per estendere la partecipazione a una più ampia platea. In questi giorni saremo inoltre pronti a mettere online il sistema di prenotazione delle visite in cantina tramite il sito del Consorzio”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Riproporremo corsi WSET per la formazione del personale oltre ad approfondimenti tematici su particolari zone. Siamo convinti che oltre alla conoscenza del proprio territorio, anche una visione a 360° sugli orizzonti del vino sia una preziosissima risorsa per i produttori. Nella nostra attività ordinaria organizziamo periodicamente seminari formativi di natura tecnica”.

Consorzio Brunello di Montalcino
Risponde Fabrizio Bindocci, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Il 2021 è stato un anno eccellente per le vendite di Brunello di Montalcino con oltre 11 milioni di bottiglie immesse sul mercato, il 37% in più rispetto al triennio precedente. Anche la performance del Rosso di Montalcino è stata ottima con 4,6 milioni di bottiglie vendute, in crescita del 10% in confronto al 2020”.

Quali sono le attese per il 2022? “Con il 2021 si è chiuso un biennio d’oro per il mercato del nostro vino di punta: ora l’obiettivo è consolidare il posizionamento raggiunto. E anche per il 2022 abbiamo un’agenda fitta di appuntamenti, a partire dall’edizione a stelle strisce di Benvenuto Brunello in programma a fine febbraio a New York”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Stiamo lavorando a iniziative trasversali che, a partire dal Brunello, ci permettano di valorizzare tutte le denominazioni. Stiamo progettando un evento dedicato al Rosso di Montalcino, un vino che ha un potenziale di conquista e di posizionamento sul mercato ancora inespresso. L’estate 2021 ci ha già riportati ai livelli pre-covid grazie al boom di italiani (+80% rispetto al 2019) e per il 2022 si prevede il parziale ritorno dei turisti da oltreoceano. L’obiettivo adesso è integrare la risorsa vino con quella culturale e gastronomica del borgo: la recente nascita del Tempio del Brunello – il museo dedicato al principe dei rossi toscani – e la relativa offerta integrata vanno in questa direzione”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Stiamo lavorando a diversi progetti formativi che coinvolgono diversi ambiti della filiera, dal marketing alle vendite all’estero fino alla sostenibilità. Inoltre, stiamo sviluppando un programma di interscambio per i giovani con Napa e Hautvillers, le città con cui siamo gemellate”.

Consorzio Chianti Classico
Risponde Carlotta Gori, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “Si è chiuso con un risultato molto positivo, con una crescita rispetto al 2020 (+21%) ma anche rispetto al 2019 (+11%), confermando il trend degli ultimi anni di interesse da parte del mercato verso i vini della denominazione. Non possiamo che dirci soddisfatti del lavoro delle nostre aziende e della loro attenzione alla qualità e alla territorialità”.

Quali sono le attese per il 2022? “Siamo ottimisti: nel 2022 prevediamo che il Chianti Classico continui il suo trend di crescita di notorietà e di consolidamento nei vari mercati di riferimento. Oggi conosciamo senz’altro meglio le molte possibilità di fare promozione del vino anche da remoto. Un aspetto essenziale del vino però è anche la convivialità, la relazione umana fatta di momenti condivisi di persona, quindi nel 2022 abbiamo in programma anche il ritorno a eventi tradizionali, che da fine febbraio toccheranno alcuni dei nostri mercati strategici, a partire dagli Stati Uniti d’America”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Il tema su cui il Consorzio intende investire nel 2022 è quello della valorizzazione della denominazione attraverso l’esaltazione del suo territorio di produzione: questo grazie al progetto Uga (Unità geografiche aggiuntive), approvato la scorsa estate dall’assemblea dei soci, che prevede una suddivisione del territorio secondo criteri non amministrativi, ma in base alla riconoscibilità e alla notorietà enologica delle 11 aree individuate. Grande attenzione viene anche posta alla promozione dell’offerta enoturistica. In questo ambito, il Consorzio ha già lanciato lo scorso anno il progetto della Chianti Classico Card, una sorta di ‘lasciapassare’ nel mondo del Gallo Nero”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Il Consorzio da sempre svolge attività di assistenza alle aziende nei vari settori della filiera, con servizi di formazione individuale e collettiva: adempimenti di cantina, novità in materia di etichettatura, interventi formativi specifici legati alle contingenze del momento, utilizzo di piattaforme di comunicazione online e social. Il Consorzio prevede di riprendere a brevissimo con un nuovo progetto di ricerca in campo agronomico-enologico, che avrà fra i suoi obiettivi anche quello di fornire alle aziende soluzioni per affrontare al meglio eventuali problematiche legate al cambiamento climatico”.

Consorzio Chiaretto e Bardolino
Risponde Franco Cristoforetti, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “I numeri del 2021 si confermano in linea con quelli dell’anno precedente, con 10 milioni di bottiglie per il Chiaretto di Bardolino e 14 milioni di bottiglie per il Bardolino”.

Quali sono le attese per il 2022? “Lato Chiaretto, confidiamo che nel 2022 la stagione turistica del lago di Garda possa ampliarsi, con beneficio per i consumi. Contestualmente, confidiamo nella forte ripresa della domanda dal mercato estero, soprattutto americano. Lato Bardolino, abbiamo forti aspettative in termini di riposizionamento di prezzo a seguito dell’entrata in commercio dei ‘cru’ dei tre distretti Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna, riconosciuti con il nuovo disciplinare di produzione dell’aprile 2021: i primi frutti li stiamo già vedendo”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Assolutamente. Sulla sponda veronese del lago di Garda, che nel 2021 ha contato 14 milioni di presenze, parlare di vino significa parlare di turismo. L’istituzione di tre distretti all’interno della Doc accentuerà gli elementi identitari di questi territori e dei loro vini: si tratta di zone che intendiamo promuovere singolarmente in sinergia con gli enti locali. Abbiamo già firmato il primo accordo assieme all’Unione montana Baldo Garda per la valorizzazione comune dei prodotti e dei servizi di eccellenza del distretto Montebaldo. Lato Chiaretto, sono previste numerose iniziative enoturistiche in sinergia con la Strada del vino e con il Comune di Bardolino”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Crediamo moltissimo nella formazione, tema sul quale da anni investiamo molto. Nel 2022 faremo formazione sulla viticoltura biologica e biodinamica, che interessa già circa 350 ettari di vigneto, e proporremo lezioni sui metodi di potatura”.

Consorzio Colli Berici e Vicenza
Risponde Giovanni Ponchia, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “Il 2021 si è chiuso in linea con la scorsa stagione per la Doc Colli Berici, mentre ha visto una crescita significativa per la Doc Vicenza”.

Quali sono le attese per il 2022? “Per il 2022, buone le prospettive per entrambe le Doc”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Quest’anno la Doc Vicenza introdurrà nel proprio disciplinare le tipologie Pinot Grigio Ramato e Pinot Grigio Superiore, su cui le previsioni sono alquanto rosee”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Quest’anno prevediamo di poter svolgere alcuni corsi sulla viticoltura, al momento sospesi a causa della pandemia, che rende complicate le esperienze delle visite. Riteniamo che la didattica a distanza non possa sostituirsi al confronto diretto e all’esperienza dal vivo”.

Consorzio Colline Teramane
Risponde Enrico Cerulli Irelli, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Colline Teramane Docg – che ha il suo sbocco preferenziale nell’horeca e generalmente un costo medio maggiore del Montepulciano Doc – è stato particolarmente penalizzato dalle chiusure, soprattutto nei primi mesi dell’anno. Un rallentamento delle vendite che, in parte, hanno visto una promettente ripresa nella seconda parte dell’anno”.

Quali sono le attese per il 2022? “Ci aspettiamo, in particolare con la ripresa degli appuntamenti fieristici, un definitivo risveglio del settore e puntiamo a tornare almeno ai livelli pre pandemia”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Considerando che già oltre l’80% delle nostre aziende ha scelto di lavorare in modo green – regime biologico, lotta integrata, pratiche biodinamiche – valorizzeremo ulteriormente l’attenzione verso la sostenibilità. Quello del turismo stimolato dalla scoperta dei nostri produttori di vino è una delle attività che intendiamo sviluppare creando sinergie attive con gli altri soggetti che operano sul nostro territorio, altre realtà produttive (olio, formaggio, fattorie didattiche), associazioni che promuovono il turismo a vario titolo, comuni”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Sì, in particolare sull’enoturismo con un corso che permetta alle aziende di approfittare al massimo della recente approvazione della normativa che regola le attività ricettive nelle cantine”.

Consorzio Conegliano Valdobbiadene
Risponde Elvira Bortolomiol, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “È stato un anno che ha portato grandi soddisfazioni. Abbiamo superato le 100milioni di bottiglie, conservato il valore del prodotto. L’aumento delle vendite riguarda sia il mercato italiano sia quello estero. In particolare, per quanto riguarda l’Italia, cresce la gdo (+24% in volume e in valore tra ottobre 2020 e ottobre 2021). Per i mercati esteri, è possibile stimare incrementi rispetto al 2020 (che avevano fatto registrare una modesta contrazione) piuttosto significativi, orientativamente vicini in valore al 30%”.

Quali sono le attese per il 2022? “L’impegno delle aziende nell’affrontare i due anni passati ha evidenziato la capacità di reazione agli imprevisti e di capitalizzare sulle nuove strade da percorrere. I nuovi mercati esteri su cui lavorare e il consolidamento di quelli esistenti fanno pensare positivo, ma l’obiettivo vero è lavorare sulla qualità del prodotto e sul suo valore. Il consumatore sempre più riconosce all’atto d’acquisto il valore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “La sostenibilità sarà la leva su cui lavorare con grande convinzione non solo per la oggettiva necessità di tutelare le produzioni e i territori ma anche perché il consumatore ormai pretende un elevato grado di attenzione su questi temi. Le pratiche agronomiche in vigneto, la formazione dei viticoltori attraverso momenti dedicati organizzati dal consorzio, i rapporti con Università e centri di ricerca sono essenziali. Sull’enoturismo partiamo da una situazione sicuramente vantaggiosa. Dall’ultimo rapporto economico presentato a dicembre 2021 emerge che, ad eccezione dei primi quattro mesi del 2021, in cui il Veneto era ancora in fascia arancione e gli spostamenti vietati, negli altri mesi gli arrivi e le presenze degli italiani non solo sono cresciuti rispetto al 2020 ma anche rispetto al periodo pre-pandemia”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Il Consorzio continuerà a formare i soci sugli aspetti tecnici e agronomici, inoltre si approfondiranno gli aspetti commerciali. Infine, si proporranno momenti di formazione sul tema dell’enoturismo e dell’accoglienza”.

Consorzio Custoza
Risponde Roberta Bricolo, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini dì risultati per la denominazione? “In termini di attività istituzionali, promozione, formazione ed eventi il 2021 è stato l’anno della collaborazione interna e ripartenza; l’unica limitata flessione dell’imbottigliato (-7%) è riferibile in parte alle perdite del settore horeca e alla modifica del disciplinare di produzione, cha ha vietato la somministrazione del Custoza Doc sfuso alla spina”.

Quali sono le attese per il 2022? “Le attese sono positive, a prescindere dall’incertezza. Nel cda dello scorso dicembre, il Consorzio ha già approvato un’importante programmazione per il 2022 forte di un bilancio nettamente positivo: riprenderemo le trasferte internazionali (già a febbraio negli USA), saremo presenti nei più importanti saloni e continueremo le azioni in presenza e la formazione interna ed esterna. Le nostre priorità sono l’apertura di nuovi mercati e diffondere conoscenza e percezione dell’alto valore della denominazione Custoza”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? Proporremo attività diffuse nelle cantine come lo scorso anno e avvieremo lo studio per candidarci all’iscrizione nel Registro dei Paesaggi storico e culturali”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Siamo pronti e strutturati per seguire trend strategici che la pandemia ha solo accelerato: proseguiremo nel progetto sostenibilità già avviato lo scorso anno che consta nella formazione tecnica specializzata sia agronomica che informatica finalizzata all’adesione al sistema di certificazione Sqnpi, per aumentare la quota di denominazione certificata, già oggi al 35%”.

Consorzio Doc delle Venezie
Risponde Albino Armani, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “La Doc delle Venezie chiude il 2021 con un +5,11% di imbottigliato (+89.517 hl), che indicativamente si traduce in 12 milioni di bottiglie da 0,75 l in più rispetto all’anno precedente, per un totale di 245,5 milioni di bottiglie da 0,75. Da segnalare che nel 2021 alla DOC va riconosciuto il 77,4% del Pinot grigio totale messo in bottiglia da tutto il sistema denominazione”.

Quali sono le attese per il 2022? “Senz’altro un aumento degli investimenti nelle campagne promozionali principalmente all’estero, 94% della destinazione delle nostre produzioni. Interessanti le azioni in mercati nuovi o emergenti per il nostro Pinot grigio – come Est Europa e Asia – ma cercheremo di curare al meglio il racconto della DO anche in Italia”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Non abbiamo progetti specifici, ma cercheremo di aumentare il valore e il posizionamento del brand anche nel mercato domestico, che ad oggi assorbe solo il 6% della DOC, con eventi “live” e ad hoc sia b2b sia b2c. il Nordest, più grande zona italiana per siti Unesco, ha uno straordinario rapporto con l’enoturismo. La campagna in Italia si avvarrà di una narrativa di marca nuova, capace di valorizzare non solo la DOC e il Pinot grigio, ma anche tutto il suo territorio”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Ricoprendo un ruolo determinante in termini di responsabilità gestione, abbiamo lavorato su ricerca e formazione in collaborazione con le associazioni di categoria e ora, man mano che anche noi cresciamo, vogliamo rafforzare questo legame con tutta la filiera, fino al viticoltore”.

Consorzio Doc Sicilia
Risponde Antonio Rallo, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Si è confermato positivo, con una produzione registrata maggiore rispetto al 2020 e con un imbottigliamento che raggiunge i 95.654.452 bottiglie, tradotto in un +6% rispetto al 2020. È cresciuta e sta continuando a crescere anche la consapevolezza legata alla sostenibilità, dato che la Sicilia è la prima regione in Italia per area agricola dedicata alla produzione biologica e lotta integrata”.

Quali sono le attese per il 2022? “Le previsioni per il futuro non possono che essere positive”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Nel 2022 il Consorzio punterà sulla promozione dei vini sul mercato comunitario, prendendo in considerazione Italia e Germania, ma anche paesi extra Ue come Stati Uniti, Canada e Cina. Il Consorzio sarà impegnato nella promozione delle produzioni delle denominazioni territoriali (la Docg Cerasuolo di Vittoria e le Doc Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Eloro, Menfi, Noto e Vittoria) che riportano la menzione “Sicilia” in etichetta”.

Consorzio Etna
Risponde Francesco Cambria, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini dì risultati per la denominazione? “Nel 2021 sono stati imbottigliati a denominazione circa 33.921 ettolitri di vino su 1000 ettari vitati, pari a circa 4 milioni e mezzo di bottiglie, con incremento del 10% rispetto al 2020. Con 18.203 ettolitri la tipologia Etna Rosso è la più importante in termini quantitativi della denominazione, cui si aggiungono 199 ettolitri di Etna Rosso Riserva. A seguire, le tipologie Etna Bianco (11.216 ettolitri), Etna Rosato (2.666 ettolitri), Etna Spumante Bianco (748 ettolitri), Etna Bianco Superiore (446 ettolitri) e Etna Spumante Rosato (440 ettolitri)”.

Quali sono le attese per il 2022? “Il nostro obiettivo è quello di rimarcare ulteriormente l’unicità del nostro territorio. Punteremo a rinnovare per un altro triennio lo stop alle rivendicazioni di nuove superfici di vigneti, per fare in modo di regolamentare la crescita della produzione su standard di qualità più elevati”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Nel 2022 inizieremo l’iter per l’ottenimento della Docg. L’auspicio è di completarla nel prossimo triennio, talché la vocazione vitivinicola dell’intero territorio ottenga il massimo riconoscimento di qualità e tipicità. L’enoturismo è uno degli asset fondamentali del programma del nuovo CdA. In collaborazione con la Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, continueremo a raccogliere i dati sulle modalità di accoglienza delle nostre aziende per il nostro Osservatorio Permanente. L’obiettivo è quello di uniformare il livello di offerta enoturistica in tutta la denominazione su una fascia alta”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Sicuramente saranno direzionate verso un futuro di sostenibilità, ormai imprescindibile per una denominazione come la nostra, dove è di vitale importanza preservare al meglio la biodiversità e un territorio dalle caratteristiche uniche. Sostenibilità e crescita qualitativa sono gli obiettivi strategici e formativi della denominazione per il prossimo triennio”.

Consorzio Vini Euganei
Risponde Marco Calaon, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “In termini numerici sostanzialmente come il precedente. L’anno appena trascorso che ha visto abbattersi in sequenza sui Colli Euganei grandine e gelo, calamità che hanno di fatto azzerato la produzione di uva di intere fasce del territorio. Ecco che alla luce di questi accadimenti il dato del rivendicato a Doc e Docg può essere riletto come se avesse avuto un incremento del 15/20%”.

Quali sono le attese per il 2022? “Sugli ettolitri di vino rivendicato sotto l’egida della denominazione, è davvero difficile esprimersi per il 2022. La sensazione è quella che le aziende si stiano muovendo con estrema prudenza, c’è un timido ottimismo ma si sta aspettando l’inizio della primavera per vedere se i mercati riprenderanno vigore”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Nel 22 abbiamo in programma la presentazione di un lavoro di suddivisione del territorio in macroaree con caratteristiche pedoclimatiche comuni. Un primo passo che porterà la denominazione verso le UGA, percorso imprescindibile per valorizzare tutte le specificità di un continente vitienologico unico come quello dei Colli Euganei”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Abbiamo in cantiere un importante progetto di formazione e valorizzazione dei grandi rossi dei Colli Euganei rivolto ai giovani produttori e alle aziende emergenti. I vitigni a bacca rossa rappresentano la storia di queste colline, è giunto il tempo di portarli al livello a cui aspirano”.

Consorzio Franciacorta
Risponde Silvano Brescianini, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini dì risultati per la denominazione? “La Franciacorta ha concluso il 2021 in crescita, con un record di vendite che supera i 20 milioni di bottiglie. Nonostante l’incertezza dei primi mesi, a partire dal mese di marzo 2021 si è aperto un quadrimestre estremamente positivo. L’export vede la Svizzera confermare il proprio primato (22,2% sul totale), seguita da Stati Uniti, Giappone, Germania e Belgio“.

Quali sono le attese per il 2022? “I progetti e le novità sono molti, dal consolidamento di collaborazioni importanti come quella con Michelin, per cui la Franciacorta sarà ‘destination partner’, e quella con la Camera Nazionale della Moda per le fashion week milanesi, poi la 1000Miglia e Versilia Gourmet, oltre alla ripresa dei Festival Itineranti Franciacorta del Festival in Cantina di settembre e infine l’appuntamento con le masterclass della Milano Wine Week“.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Un ruolo molto importante sarà ricoperto da ricerca e sperimentazione, insieme alla sostenibilità. Tutti gli eventi e le iniziative saranno accompagnati da un’importante attività di comunicazione e promozione del prodotto e del territorio attraverso il canale digitale. Continueranno i piani di influencer marketing e le rubriche editoriali che nel corso del 2021 hanno acceso i riflettori sul territorio“.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Non mancheranno nell’ambito della collaborazione con Michelin anche progetti dedicati alla formazione e al coinvolgimento di chef e sommelier professionisti“.

silvano brescianini

Consorzio Freisa di Chieri e Collina Torinese
Risponde Marina Zopegni, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “Pur essendo un Consorzio piccolo copriamo un territorio molto vasto che va da Torino ad Asti e quindi le reazioni alle problematiche sono state differenti da zona a zona. Possiamo dire di aver retto bene l’urto e di aver mantenuto un fatturato complessivo in linea con il passato. Se da una parte abbiamo dovuto limitare le azioni canoniche di promozione, a contatto diretto con i nostri clienti, dall’altra abbiamo avuto la possibilità di innovarci e di utilizzare nuovi strumenti”.

Quali sono le attese per il 2022? “Nel 2022 ci rimetteremo in gioco, cercando di unire tutte le competenze tecnologiche acquisite in questi ultimi anni con le attività di promozione e contatto diretto con il pubblico che eravamo soliti portare avanti negli anni pre-pandemia. A metà maggio organizzeremo una nuova edizione di Di Freisa in Freisa, la nostra manifestazione principale”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Punteremo sempre più a valorizzare il nostro territorio. Abbiamo in progetto nuove alleanze strategiche con realtà prestigiose,. Siamo inoltre partner del Distretto del cibo chierese – carmagnolese e del Distretto urbano del commercio di Chieri. Siamo convinti infatti che sia sempre più determinante legare la nostra identità a quella del territorio che ci ospita e che ci offre i frutti del nostro lavoro: un modo per promuoverci insieme e studiare nuove opportunità di crescita per tutti. Proprio l’enoturismo sarà uno dei trend che vorremo cavalcare sempre di più. Non soltanto con “Di Freisa in Freisa” ma con altre iniziative che permetteranno ai turisti di assaporare i nostri vini e di godersi un territorio ricco di tesori”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “La formazione è un elemento imprescindibile nel nostro lavoro. Per questo stiamo studiando delle azioni di formazione rivolte ai nostri consorziati che pensiamo di attivare nel medio-lungo periodo”.

Consorzio Gavi
Risponde Maurizio Montobbio, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “È stato un anno sorprendente. Pur con il peso della pandemia, la denominazione ha raggiunto un risultato record: sono oltre 14,7 milioni i contrassegni ministeriali richiesti quest’anno dai produttori. La ripresa dipenderà dalla ripartenza dei consumi e dall’aumento delle vendite retail ma noi, grazie alla gestione delle riserve vendemmiali, abbiamo controllato l’offerta e colto le opportunità che si sono presentate”.

Quali sono le attese per il 2022? “Non è facile fare delle previsioni a breve termine. Se nel 2021 abbiamo approfittato del rimbalzo, nel 2022 ci dovremo confrontare con l’aumento dei costi dei materiali, dell’energia, dei trasporti; la pandemia sta diventando una costante con cui bisognerà convivere per qualche anno ancora e il cambiamento climatico ha tra le conseguenze quella di avere rese scostanti in vigneto. Abbiamo in cantina il vino per mantenere le quote di mercato raggiunto, ma non per un aumento di vendite e quindi la prospettiva migliore sarà quella di confermare l’imbottigliato del 2021”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Si punterà a promuovere il Gavi Docg nei due mercati di punta – UK e USA – realizzando due eventi a Londra e a New York all’inizio dell’estate. In merito all’enoturismo, il consorzio propone il calendario estivo ‘Di Gavi in Gavi Festival’, tra degustazioni in cantina, aperitivi in vigna, concerti, spettacoli e visite”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Pensiamo di partire con dei corsi di formazione tecnica per la gestione di alcuni problemi in vigneto e stiamo valutando con delle agenzie l’opportunità di migliorare le competenze in marketing dei produttori più piccoli che si sono da poco affacciati alla vendita del proprio vino”.

Istituto marchigiano di tutela vini (IMT)
Risponde Alberto Mazzoni, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “L’anno 2021 si è chiuso con dati incoraggianti, siamo tornati molto vicino alle vendite registrate nel 2019”.

Quali sono le attese per il 2022? “Le attese sono molto elevate, visto l’inizio anno sarei molto felice di incrementare del 5-8% le vendite rispetto al 2021”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “La Regione Marche ha approvato la legge sull’enoturismo pochi mesi fa, stiamo lavorando per sfruttare al meglio questa grande opportunità”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “La formazione sarà una delle priorità di quest’anno e diventa sempre più importante nell’ambito di un mercato globale in cui la società cambia velocemente le abitudini alimentari e non solo”.

Consorzio Lambrusco
Risponde Giacomo Savorini, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “I dati parlano di una crescita pari a circa il 10% per le DOC del Lambrusco”.

Quali sono le attese per il 2022? “Per il 2022 ci aspettiamo un consolidamento delle buone performance già registrate nel 2021 nonostante volumi leggermente più bassi di uve raccolte”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Nel 2022 potremo concretizzare una serie di sponsorizzazioni e iniziative nel segno della sostenibilità sociale”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Pandemia permettendo programmeremo diversi eventi non solo per operatori ma anche per wine lover genericamente intesi. Crediamo che questa azione rivolta al consumatore finale sia essenziale per far comprendere sempre più la qualità e le caratteristiche delle sei Doc del Lambrusco, ciascuna con le proprie peculiarità e sfumature”.

Consorzio Maremma Toscana
Risponde Francesco Mazzei, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “Con + 16% a volume, un risultato che dimostra un ottimo stato di salute per la nostra denominazione. Ancora più significativo se lo si confronta con il + 10% medio di una Toscana in spolvero”.

Quali sono le attese per il 2022? “Siamo ottimisti e puntiamo ad un’ulteriore crescita a due cifre, abbiamo un calendario di attività per innalzare l’attenzione sulla Doc con il Rosso e il Vermentino che promettono ottime performance, assieme all’autoctono Ciliegiolo che sta andando molto bene”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Lavoreremo molto sull’internazionalizzazione, sulla multicanalità e sulla crescita dell’enoturismo. Saremo capofila all’iniziativa L’Altra Toscana, che vede 10 consorzi presentarsi insieme alle Anteprime Toscane. Crediamo sia il momento di rendere più visibile il valore delle denominazioni regionali meno conosciute o più piccole, perché possiamo offrire al mercato specificità interessanti e ai turisti territori unici”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Stiamo pensando ad azioni formative per accrescere la consapevolezza sui temi della produzione viticola sostenibile e della corretta gestione agronomica dei vigneti. Lavoriamo in sinergia con i soci in momenti di confronto diretto anche per esempio con degustazioni in un’ottica di innalzamento della qualità dei nostri prodotti; in calendario anche appuntamenti dedicati ai servizi nell’enoturismo”.

Consorzio Vini Matera
Risponde Vito Cifarelli, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Attualmente il Consorzio non è ancora riconosciuto dal Ministero con funzioni “erga omnes”, quindi non possiedo numeri ufficiali presenti o passati. Tuttavia, confrontandomi con i soci, possiamo confermare una riduzione delle vendite che per alcune aziende ha superato il 60% se paragonato ai periodi pre-Coovid. La Doc Matera ha risentito maggiormente della crisi pandemica rispetto ad altre denominazioni più conosciute, perché le nostre aziende sono quasi esclusivamente rivolte al settore Ho.Re.Ca., il più colpito dalle chiusure”.

Quali sono le attese per il 2022? “Le prospettive per il 2022 sono quelle di migliorare le performance di vendita, obiettivo facilmente raggiungibile se misurato in valore assoluto, ma problematico se parliamo in termini percentuali. Infatti l’incremento per il 2022 dovrebbe perlomeno compensare le perdite dei due anni precedenti, sperando che quelle quote di mercato perse non siano state compromesse definitivamente”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Credo che il periodo non sia dei migliori per affrontare nuovi investimenti, ci rimboccheremo le maniche per terminare e adattare quegli già iniziati nel 2019 ma congelati in questi ultimi due anni. Tutte le aziende locali strizzano l’occhio al turismo che ha interessato Matera dalla nomina a capitale europea della cultura 2019, è impossibile pensare a qualsiasi iniziativa che non coinvolga il turista. Stimiamo che l’enoturismo rappresenti oltre il 50% del fatturato delle nostre aziende agricole e l’intento è di aumentare sempre più questa percentuale”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “In qualunque settore la formazione è alla base del processo di crescita, è un elemento imprescindibile a cui non possiamo e non dobbiamo rinunciare, per qualsiasi motivo. Come Consorzio stiamo pensando a diversi corsi di formazione necessari per far crescere l’imprenditore e conferirgli le basi dell’accoglienza turistica”.

Consorzio Montecucco
Risponde Giovan Battista Basile, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Nel 2021 le vendite si sono chiuse in positivo rispetto al 2020, senza comunque raggiungere ancora i livelli di vendita del 2019. Non disponiamo ancora di dati”.

Quali sono le attese per il 2022? “Ci aspettiamo la riapertura totale o comunque il superamento della parte critica della pandemia, una forte ripresa dei consumi e delle vendite a livello nazionale e soprattutto internazionale, visto che il Montecucco (in tempi prepandemici) esportava oltre il 60% delle bottiglie. Mercato domestico: sul 2021 le quote di esportazione sono diminuite in favore di una maggiore vendita nazionale e di prossimità (si tratta di una situazione creata dal mercato: la ristorazione italiana è ripartita prima di altri Paesi europei, che hanno dovuto affrontare lockdown anche più lunghi)”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Tra gli obiettivi strategici c’è l’aumento del potenziale produttivo del Montecucco, grazie anche a un rafforzamento della comunicazione fra i produttori ed esterna che faccia conoscere sempre di più al mondo il valore del nostro prodotto e il nostro territorio. Per l’enoturismo, ripartiranno senz’altro gli incoming anche con formule nuove, che strizzano l’occhio alla sostenibilità, altro tema importante del Montecucco”.

Consorzio Montefalco
Risponde Giampaolo Tabarrini, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini dì risultati per la denominazione? “È stato un anno complesso per le vicende che hanno travolto inaspettatamente un po’ tutti, ma è stato possibile registrare un +30% delle vendite dei vini del distretto, garantendo sempre uno standard di qualità autoctona. Sicuramente il 2020 ci ha riservato numeri con risultati più esponenziali ma siamo ugualmente soddisfatti”.

Quali sono le attese per il 2022? “Le attese per il 2022 sono positive, ricche di conferme e novità. Certamente riconfermeremo eventi diventati must come Anteprima Sagrantino a maggio o Enologica a settembre. Lasciamo un po’ di attesa per le novità che sono in cantiere”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Montefalco e Spoleto sono luoghi per chi ama vivere il territorio come sinonimo di cibo, vino e relax. La strategia, se così si vuol chiamare, è nell’autenticità dei nostri territori che raccontano molto delle nostre denominazioni. Con costanza, proviamo a preservare e a valorizzare ogni anno sempre di più con proposte di turismo integrato e sostenibile, quindi non solo enogastronomico”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Questo momento di stallo e di chiusura delle normali attività messe in programma, sono state riformulate in formazione, calendarizzando corsi di formazione alle aziende online sulle tematiche dell’enogastronomia, del marketing, dei registri di cantina e dell’haccp”.

Consorzio Morellino di Scansano
Risponde Alessio Durazzi, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “La denominazione è in crescita, l’anno si è chiuso con il segno più. Anzi probabilmente poteva esserlo ancora di più ma la scarsa vendemmia 2020 ha condizionato la gestione delle vendite da parte delle aziende, le quali hanno cercato di soddisfare al meglio l’elevata richiesta di mercato sulla base del prodotto a disposizione. In generale possiamo comunque dire che il Morellino non ha accusato alcuna flessione durate il periodo e questo trend di mercato ci fa guardare con ottimismo al futuro”.

Quali sono le attese per il 2022? “Sono altrettanto positive, perché come detto il Morellino sta seguendo un percorso di crescita ormai intrapreso da qualche anno a questa parte, sia in termini di vendite che di percepito sul mercato. I vari progetti in essere e futuri, sia legati all’aspetto della sostenibilità che alla ricerca costante della qualità, contribuiscono di base al consolidamento del posizionamento del Morellino tra i grandi rossi toscani”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Stiamo lavorando da tempo ad un progetto importante che presenteremo quest’anno. L’enoturismo è uno strumento imprescindibile per i nostri obiettivi di crescita e lo scorso maggio abbiamo lanciato il portale Visitmorellino.com, che vede partnership con diversi attori del territorio. Un progetto che abbiamo in programma di implementare”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “L’idea di organizzare giornate con la ristorazione/ospitalità locale è una cosa che abbiamo in mente da tempo e che cercheremo di realizzare molto presto. È certamente importante stimolare e rendere consapevole il territorio”.

Consorzio Nobile di Montepulciano
Risponde Andrea Rossi, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Il 2021 è stato un anno importante per la nostra denominazione e abbiamo proseguito il trend di crescita già registrato l’anno precedente. Al 31 dicembre 2021 abbiamo chiuso con un +22% per il Vino Nobile di Montepulciano e un +6% per il Rosso di Montepulciano, attestandoci come denominazione tra le più virtuose della Toscana”.

Quali sono le attese per il 2022? “Intanto ripartiamo dalle Anteprime del Vino in forma tradizionale (26/28 marzo) ospitando anche operatori e appassionati. Il turismo degli ultimi due anni è cresciuto sia in termini numerici che di qualità, abbiamo riscoperto anche tanti appassionati italiani. Inoltre stiamo ripartendo con le iniziative internazionali, sia le fiere, ma anche quelle legate all’OCM. Il sentimento quindi è sicuramente favorevole”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Uno dei nostri punti di forza è il territorio e per continuare a valorizzarlo abbiamo stretto un accordo con l’amministrazione comunale per la promozione condivisa di Montepulciano con un plafond di oltre 170mila euro da investire per la promozione in Italia. A questo si legheranno tante iniziative singole. L’unione, a Montepulciano, ha sempre fatto la forza e ora più che mai dobbiamo promuoverci in maniera coesa”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Il progetto di un nuovo disciplinare “Vino Nobile di Montepulciano – Pieve” (al vaglio della commissione ministeriale) è uno stimolo non solo ai nostri produttori, ma a tutta la filiera per crescere, non solo qualitativamente, ma soprattutto culturalmente intorno alla nostra denominazione. Oltre a questo tutto il progetto di Montepulciano come denominazione certificata secondo la norma Equalitas sarà un forte impulso per impostare le attività economiche intorno alla filiera vino con una forma diversa dal passato”.

Consorzio Orcia
Risponde Donatella Cinelli Colombini, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Abbiamo assistito a un netto recupero nelle richieste di imbottigliamento nella seconda metà del 2021 passando da 1400 hl al bimestre a 2000 hl al bimestre. La denominazione Orcia ha il suo mercato principale nel proprio territorio di produzione. Si tratta di un’area che prima del Covid riceveva circa un milione di presenza turistiche e un numero pari di escursionisti giornalieri, attratti dalla bellezza paesaggistica, storico artistica di quest’area e dall’enogastronomia. I visitatori erano per il 58% stranieri e per la stragrande maggioranza appassionati di vino. Nel 2020 il covid ha dato un’autentica mazzata al mercato Orcia che è insieme turistico ed enoturistico. Nel 2021 è andata nettamente meglio”.

Quali sono le attese per il 2022? “Siamo ottimisti per il prossimo anno, anche grazie alle vaccinazioni il turismo europeo diretto nella zona di produzione Orcia dovrebbe riprendere con forza. Mancheranno ancora, purtroppo, la maggioranza dei visitatori provenienti dall’America e dall’Asia ma contiamo su un forte recupero nazionale ed europeo”.

C’è qualche nuovo progetto strategico per il 2022? “Stiamo collaborando con Divinea per creare un network di offerta enoturistica e una migliore gestione dei contatti con i visitatori. Siamo anche in contatto con lo spin off dell’Università di Siena, Santa Chiara Lab, per un progetto sulla nutraceutica”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Per la prima volta la denominazione Orcia, nel 2022 avrà una sede dei corsi Wset nel proprio territorio di produzione. Stiamo lavorando con Eurobic Amiata per facilitare l’accesso ai corsi di formazione per i nostri soci su materie tecniche, come enologia e soprattutto sulla digitalizzazione e il marketing on line”.

Consorzio Vini Piceni
Risponde Armando Falcioni, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Complessivamente le denominazioni sono rimaste stabili per ettolitri certificati e imbottigliato con un piccolo calo per il Rosso Piceno dop (– 4%, + 0,5 % per la tipologia Superiore), mentre consistente l’ascesa per Offida docg e Falerio dop nelle tipologie pecorino (rispettivamente +18% e +16%). Possiamo ritenerci soddisfatti considerata la nota congiuntura legata alla pandemia”.

Quali sono le attese per il 2022? “Visto che il peggio forse è alle spalle ci aspettiamo un trend assolutamente positivo”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Stiamo lavorando a un messaggio che, oltre alla qualità dei vini, rimarchi l’origine storica del territorio per valorizzare il sud delle Marche. Per la grande ricchezza, il territorio ascolano e fermano potranno essere ambasciatori per un turismo lento e legato alla scoperta di nuovi siti che hanno un patrimonio storico-artistico e culturale, paesaggistico ed enogastronomico di rilevo ed ancora non compiutamente scoperti”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Sì, in sinergia con la Regione Marche”.

Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna
Risponde Giacomo Savorini, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Il 2021 mostra un trend positivo, con un aumento tra il 15 e il 20% rispetto al 2020”.

Quali sono le attese per il 2022? “Per il 2022 ci aspettiamo un consolidamento delle buone performance già registrate nel 2021, nonostante volumi leggermente più bassi di uve raccolte”.

Consorzio Primitivo di Manduria
Risponde Novella Pastorelli, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “I dati del 2021 non sono ancora ufficiali, ma possiamo affermare che sicuramente sarà non meno importante di quanto lo sia stato il 2020. Le nostre cantine puntano sulla Doc e la passione dei consumatori non accenna a diminuire”.

Quali sono le attese per il 2022? “La nostra doc ha un futuro roseo, perché attira l’interesse dei winelover mondiali. E noi dobbiamo avere il passo deciso per svolgere tutte le attività necessarie per la crescita del territorio. Passaggio alla Docg, zonazione, maggiore interazione con i soci e i comuni ricompresi nell’area per la crescita di una mentalità coesa e compatta”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Anche quest’estate organizzeremo ‘Tra le Torri del Primitivo di Manduria’. Un’occasione per far scoprire le bellezze naturalistiche e vitivinicole della nostra zona. Tutto in una versione slow”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Assolutamente sì, prevediamo anche quest’anno corsi on line legati al cibo al vino e alla sostenibilità. Insieme al Consiglio di amministrazione, per dare un segnale di continuità e di vicinanza, investiremo sulla formazione per i nostri soci e non, e per i viticoltori”.

Consorzio Prosecco Doc
Risponde Stefano Zanette, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “La produzione complessiva di Prosecco Doc con un balzo del +25,4% passa da 500 milioni a 627 milioni di bottiglie, di cui 71,5 di Prosecco Doc rosé. I dati export di gennaio-ottobre 2021 rivelano un +28,6% in volume rispetto allo stesso periodo del 2020. Il dato più interessante è la valorizzazione della singola bottiglia, il cui valore unitario in dollari ha registrato all’esportazione un incremento del 4%”.

Quali sono le attese per il 2022? “Le attese sono positive sia in termini di volumi, ma soprattutto di valore, in quanto la Denominazione è fortemente impegnata nelle attività di ricerca volta al miglioramento non solo delle caratteristiche organolettiche, ma anche del valore rappresentato dalla sostenibilità ambientale ed etico-sociale del prodotto e del territorio dove esso ha origine. Senza tener conto dell’importante impegno del Consorzio sul lato della promozione, per consolidare il successo del Prosecco, mantenere i mercati tradizionali e sviluppare quelli emergenti”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Il Consorzio a breve presenterà l’’Agenda 2030’ della Doc Prosecco. Questo è il grande, imprescindibile lavoro che ci attende per coinvolgere l’intero sistema produttivo verso una crescita condivisa e uno sguardo attento al consumatore, al territorio e alle sue comunità. Un piano ambizioso per guardare al futuro con nuovi stimoli e una nuova visione che consenta al Consorzio di coinvolgere il maggior numero di player possibili”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “L’attività di formazione della filiera è imprescindibile per tendere a risultati qualitativi e d’immagine ogni anno più ambiziosi. Abbiamo sviluppato corsi in più livelli, adatti alle diverse tipologie di operatore di filiera: viticolo, di cantina, confezionamento del prodotto e mercato. Le azioni di formazione verranno integrate a livello internazionale da attività di comunicazione, promozione e tutela della Denominazione”.

Consorzio Roero
Risponde Francesco Monchiero, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Il 2021 è stato un anno incredibilmente positivo per la denominazione con vendite che superano i 6,7 milioni di bottiglie per il Roero Bianco e un incremento sull’anno precedente di oltre il 38%. Dalla fondazione del Consorzio di Tutela la crescita si attesta al 46%. Numeri che vengono confermati anche per il Roero Rosso con una produzione di oltre 600.000 bottiglie, in crescita del 26% rispetto all’anno precedente. Con questi numeri il Roero è la Docg più rivendicata della provincia di Cuneo, seconda solo al Barolo”.

Quali sono le attese per il 2022? “Vogliamo mantenere questo trend di crescita e consolidare le posizioni di mercato create negli anni. Al contempo continueremo a tutelare il lavoro dei viticoltori in modo che il valore delle uve resti una priorità. Stiamo inoltre lavorando per l’edizione 2022 dei Roero Days che si svolgeranno alla Reggia di Venaria il 22/23 maggio: dopo due anni di stop forzato desideriamo ripartire dai nostri territori, coinvolgere giornalisti e operatori facendo loro sperimentare in prima persona le meraviglie della nostra Regione e contribuire a dare nuovo impulso ai flussi turistici”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Lo scorso anno sono stati ideati e realizzati i Roero Wine Tour, 4 percorsi enoturistici da fare in bicicletta o a piedi che percorrono le colline del Roero dove, guidati da un’app gratuita, si possono scoprire i cru e le curiosità del territorio. Quest’anno lavoreremo all’ampliamento dell’offerta con nuovi tour e a un progetto che unisce enogastronomia e cultura: nel centenario della nascita di Beppe Fenoglio realizzeremo un calendario di appuntamenti in cui verranno coniugate le opere dello scrittore albese, i vini del Roero e la gastronomia locale”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Lavoriamo per contribuire alla formazione e abbiamo recente organizzato un corso di public speaking incentrato sulla vendita del vino, per supportare le aziende nel contatto diretto con potenziali clienti o con operatori di settore. Parallelamente, abbiamo promosso un’azione volta ad analizzare e migliorare l’accoglienza e la ricettività in cantina, attività che intendiamo continuare a proporre anche quest’anno”.

Consorzio Romagna
Risponde Ruenza Santandrea, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “La Romagna ha più Denominazioni. Non tutte hanno avuto lo stesso andamento, ma in generale c’è stata una riduzione contenuta (-1%) . Durante l’anno, i primi mesi hanno penalizzato molto, evidenziando una riduzione importante che poi è stata quasi completamente recuperata nei mesi estivi e autunnali, con la ripresa della pandemia che ha causato un peggioramento dei numeri nel mese di dicembre”.

Quali sono le attese per il 2022? “Riteniamo si possa tornare alla normalità pre-Covid, con qualche miglioramento se l’economia avrà andamento positivo”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Nel 2022 verrà presentato un nuovo progetto strategico di cui è in preparazione il lancio. Per quanto riguarda l’enoturismo, c’è stato un andamento molto positivo negli ultimi anni, avendolo sostenuto attraverso un sito apposito di nostra ideazione “cartolinedallaromagna.it”, corroborato da corsi per le aziende interessate all’enoturismo”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Ogni anno facciamo formazione alla filiera insieme a enologi e sommelier. Anche quest’anno sono previsti due incontri di aggiornamento tecnico, oltre ad alcuni corsi in via di creazione sulla gestione di cantina”.

Consorzio Suvereto e Val di Cornia
Risponde Nico Rossi, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Il percorso delle tre denominazioni tutelate inizia per noi quest’anno, con il riconoscimento ministeriale ‘erga omnes’ appena firmato. Complessivamente siamo chiamati a gestire una filiera di circa 40 aziende, per 850 ettari che si sviluppano su 5 comuni della Val di Cornia. Numeri piccoli, ma di qualità”.

Quali sono le attese per il 2022? “Il nostro compito odierno è gettare il seme consortile tra le aziende associate. Il potenziale c’è ed è evidente, a noi tutti il compito di convogliarlo in un’attività di sistema che faccia propendere le aziende verso le rivendicazioni a Doc e Docg. In tal senso i primi dati della vendemmia 2021 sono confortanti. Obiettivo a medio termine è raggiungere il milione di bottiglie rivendicate”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “In questo preciso momento stiamo definendo l’architettura complessiva della filiera locale degli anni a venire. Nel farlo ricerchiamo un metodo partecipato e condiviso, affinchè tutti si sentano coinvolti. Essendo l’enoturismo una componente non trascurabile, anch’esso troverà la sua dimensione, che sarà moderna e orientata a un’esperienza customizzata”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Una filiera giovane come la nostra ‘pretende’ formazione. Sul nostro tavolo ci sono interessanti progetti finalizzati a una crescita delle competenze in materia di accoglienza, asset su cui puntiamo molto in virtù del grande fascino che caratterizza Suvereto e la Val di Cornia”.

Consorzio Terre di Pisa
Risponde Nicola Cantoni, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “Il Consorzio è molto giovane e fare dei bilanci ad oggi non è facile. I due anni di pandemia non ci hanno aiutato sicuramente nella realizzazione di alcuni progetti che ci eravamo prefissi. In realtà però il numero dei consorziati è raddoppiato rispetto al 2018 e così anche la produzione. In quest’ultimo anno le aziende si sono preparate per uscire sul mercato con dei vini che oggi rappresentano appieno questo spaccato di territorio pisano”.

Quali sono le attese per il 2022? “Siamo ottimisti e pensiamo che ogni piccola azione fatta per valorizzare il nostro lavoro ci possa portare nel tempo grandi soddisfazioni”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Il Consorzio si è dato obiettivi ambiziosi. Si confida nell’approvazione del cambio del disciplinare di produzione, che prevede l’introduzione delle categorie: bianco, vermentino e rosato. Sono già in programmazione alcuni panel di assaggio presso i monopoli di Paesi del Nord America ed eventi dedicati a giornalisti nei Paesi del Nord Europa, ma vorremmo anche incentivare l’incoming di giornalisti stranieri. Sarà fatta una campagna per l’acquisizione di nuovi soci e si inizierà l’iter per ampliare le zone di produzione della Doc. Ovviamente stiamo cercando di reperite fondi tramite PSR Regionali e Bandi del Ministero”.

Consorzio Tullum
Risponde Tonino Verna, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “Il 2021 è stato l’anno della ripresa, segnando un incremento significativo rispetto al 2020. Un risultato importante per la denominazione, con il perdurare della pandemia da Covid-19 e con una distribuzione focalizzata solo sul canale horeca, che più di tutti ha subito l’influenza delle restrizioni”.

Quali sono le attese per il 2022? “Le prospettive per il 2022 sono positive: ci aspettiamo una ripresa, seppur lenta, del comparto horeca, nonché la possibilità di attivare nuovi progetti di incoming nel territorio di Tollo, per la promozione e la tutela della denominazione”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “L’inaugurazione, nel 2021, della nuova sede-museo a tutela dei resti della villa romana rinvenuta a Tollo nel 2013 ha fornito al Consorzio di Tutela della Docg Tullum un importante strumento di promozione della denominazione: un progetto eno-archeologico unico, un ritrovamento di assoluta valenza storica, che ci permetterà nel 2022 e negli anni a venire di entrare sempre più nel circuito enoturistico”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Si, lo stiamo già facendo e lo faremo in futuro. È importante per noi mantenere degli alti standard di qualità sia in termini di prodotto ma anche di sostenibilità sociale e ambientale”.

Consorzio Valpolicella
Risponde Christian Marchesini, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Ci lasciamo alle spalle un 2021 da record, dove il mercato dei vini della Valpolicella sembra aver retto con decisione la situazione di crisi, con gli imbottigliamenti in crescita a doppia cifra, come pure il prezzo medio delle uve e dello sfuso. Una chiusura di anno da ricordare, che rischia però di trasformarsi in agrodolce a causa dell’aumento senza precedenti delle materie prime legate alla produzione e alla commercializzazione del vino. Una denominazione in piena salute, ma minacciata da una congiuntura che rischia di provocare distorsioni di mercato. L’Amarone continua a fare la parte del leone”.

Quali sono le attese per il 2022? “Obiettivo ‘nuova normalità’, associando i nostri piani di comunicazione con gli eventi in programma per il 2022. Dalle fiere agli eventi collaterali che ci vedranno impegnati in attività in collaborazione con l’alta ristorazione e di incoming, senza però dimenticarci del rapporto con la base associativa, con incontri sul territorio, per i nostri soci. Promozione del territorio nel mondo, attraverso canali come WeChat, nuovo sito in cinese, lancio video istituzionale e tanto altro ancora. Altro aspetto importante la tutela della denominazione”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? “Siamo stati costretti a posticipare Anteprima Amarone 2017, ma stiamo già iniziando a lavorare in grande, per creare un evento a giugno che permetta a tutti di presenziare in sicurezza, dai produttori alla stampa. Poi è in cantiere un nuovo progetto sul Valpolicella Superiore per dare ancora più identità a questo vino, una sfida di gestione della produzione per aumentare il valore”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Certamente, dal 2018 abbiamo avviato il Valpolicella education program, dei corsi altamente specializzati sui vini del territorio per esperti internazionali che devono affrontare degli esami per diventare nostri ‘specialist’ e diffondere la conoscenza del nostro territorio nei loro paesi di appartenenza”.

Consorzio Venezia
Risponde Stefano Quaggio, direttore

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Si è chiuso veramente bene, sia in termini di volumi imbottigliati (oltre 89mila hl per 11,8 milioni bottiglie) sia in termini di valore del prodotto. Abbiamo registrato rispetto al 2020 un incremento dell’imbottigliato pari a +4,04% in merito alle 5 Do complessive. Abbiamo registrato anche un incremento del valore, grazie ad alcune misure come lo stoccaggio del Pinot Grigio Venezia Doc e al blocco degli impianti”.

Quali sono le attese per il 2022? “Le aspettative principali sono quelle di incrementare i volumi imbottigliati, cercando di stabilizzare il valore del prodotto. Rimane costante l’intenzione di partecipare a fiere internazionali come il Prowein e il Vinitaly”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “L’obiettivo in questo 2022 è quello di creare relazioni facendo incontrare realtà online e offline. La valorizzazione del territorio è il nostro focus principale, vogliamo sfruttare a pieno la potenza dei social network come strumento di divulgazione e community. Le persone saranno al centro di questa nostra comunicazione”.

Consorzio Vermentino di Gallura
Risponde Daniela Pinna, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Per le cantine della Gallura e il Vermentino di Gallura Docg in particolare, molto bene: stagione turistica da manuale e anche il fine anno molto bene, crescita a +20% rispetto al periodo antecedente la pandemia”.

Quali sono le attese per il 2022? “Il riscontro positivo del vermentino, soprattutto di Gallura, continua a crescere tra i consumatori e questo fa ben sperare in un trend positivo per tutto il 2022”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Il progetto dedicato alla promozione del territorio Gallura è stato studiato ed è iniziato con creazione di un nuovo sito www.vermentinogallura.wine, redazionali su riviste nazionali e internazionali, pagine pubblicitarie su riviste di viaggi”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Sì, il 2021 è stato un anno ricco di progetti alcuni di questi riguardano la formazione, per esempio con l’obiettivo di convertire tutte le aziende che producono Vermentino di Gallura Docg e che ancora non lo hanno fatto, al biologico o a un sistema di coltivazione integrato”.

Consorzio Vernaccia di San Gimignano
Risponde Irene Guicciardini Strozzi, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati? “Per il Consorzio Vino Vernaccia di San Gimignano il 2021 ha confermato un trend di crescita, malgrado il perdurare della pandemia e della situazione generale di incertezza. I dati ufficiali registrano un aumento del 13% rispetto al 2020, un risultato superiore anche agli anni cosiddetti pre-covid del 2019 e 2018”.

Quali sono le attese per il 2022? “Come tutti, auspichiamo che il 2022 possa essere un anno di ripresa totale, anche se il perdurare dell’epidemia mantiene ancora una grande incertezza. Sicuramente sarà un anno di convivenza con gli effetti di lunga durata del covid, durante il quale non mancheranno sfide che, se colte nel modo giusto, si trasformeranno in significative opportunità”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? “Oltre a confermare gli appuntamenti sul territorio “strategici” per il nostro Consorzio, quali l’Anteprima o calici di stelle, come è successo nei due anni passati gran parte dei nostri progetti per il 2022 saranno incentrati sulla promozione e divulgazione della Vernaccia di San Gimignano tramite la prosecuzione del progetto di comunicazione iniziato alla fine del 2020, con appuntamenti costruiti ad hoc, virtuali o in presenza dove possibile, che permetteranno di conoscere o riscoprire la Vernaccia, per noi la Regina Bianca in una Terra di Re Rossi”.

Consorzio Vitica (Doc Aversa, Falerno del Massico e Galluccio; IGP Roccamonfina e Terre del Volturno)
Risponde Cesare Avenia, presidente

Come si è chiuso il 2021 in termini di risultati per la denominazione? “Risultati in crescita del 20% che hanno consentito di riportarsi ai valori del 2019 recuperando l’impatto devastante che il Covid ha avuto nel 2020, soprattutto per le maggiori vendite verso il settore horeca, rispetto al canale gdo delle aziende della nostra provincia”.

Quali sono le attese per il 2022? “L’outlook per il 2022 è cautamente positivo, essendo ampiamente influenzati dallo sviluppo della crisi dovuta alla pandemia. La situazione al momento sembra indicare una significativa riduzione degli impatti in considerazione dell’andamento delle ultime settimane che hanno mostrato un rallentamento degli indici di trasmissibilità”.

Quale nuovo progetto strategico nel 2022? Avete progetti dedicati all’enoturismo? “Porteremo avanti l’obiettivo strategico di fare fronte comune con gli altri consorzi di tutela campani, per affermare la forza dell’offerta dei vini campani e della ricchezza delle varie denominazioni di tutti i territori. Prevediamo la partecipazione alle manifestazioni specializzate del settore a partire dal Vinitaly e di completare il Progetto ‘Alberata Aversana’”.

Prevedete azioni di formazione per la crescita della filiera? “Al momento è previsto un progetto di formazione nell’ambito del Progetto Alberata Aversana, ma intendiamo allargare a tutte le denominazioni la formazione in ambito agronomico ed enologico”.