Argiano gioca la carta della carbon neutrality, che diventa asset a bilancio

di redazione

Uno studio curato da SEACoop (UniTorino) evidenza la totale compensazione delle emissioni e la disponibilità di uno stock del valore di oltre 4 milioni di euro.

La sostenibilità non è solo questione di sensibilità per i temi ambientali o di attenzione all’impatto sul pianeta, ma è anche questione di asset finanziari a bilancio. Lo dimostra il primo Report di Sostenibilità presentato da Argiano. La storica azienda – a Montalcino dal 1580 – ha infatti commissionato a SEACoop (UniTorino) la valutazione dell’impatto ambientale delle sue attività produttive, la misurazione dei parametri di biodiversità e la capacità di cattura e stoccaggio della CO2 delle vigne e del bosco della tenuta.

UNO STOCK DI CO2 CHE VALE 4 MILIONI
Lo studio, coordinato per l’azienda da Dario Pettinelli, ha definito la baseline della sostenibilità di Argiano, un’ideale fotografia del momento attuale del rapporto fra azienda nel suo complesso e ambiente. E dimostra che “il capitale naturale di Argiano è già in grado di assorbire annualmente l’equivalente della CO2 generata, direttamente e indirettamente, dal ciclo di vita dei suoi prodotti”.

I risultati sono propedeutici al conseguimento delle certificazioni di sostenibilità – obiettivo definito nei progetti aziendali per il 2022 – ma dimostra altresì che (secondo i parametri attualmente vigenti) il valore economico dello stock di carbonio che l’azienda è riuscita a catturare e stoccare è pari a 3,22 milioni di euro, con un incremento annuale di 66mila euro, mentre il valore complessivo della biodiversità, tutela del suolo e degli acquiferi espressa dal capitale naturale è pari a oltre 824mila euro.

Questo significa che tecnicamente l’azienda può mettere a bilancio un valore complessivo del capitale naturale, relativamente ai servizi ecosistemici valutati, di circa 4 milioni di euro.

SANI: “EQUILIBRIO VIRTUOSO”
La fotografia che presentiamo oggi – rimarca il ceo di Argiano Bernardino Sanirestituisce l’immagine di un’azienda che registra i risultati positivi del lavoro condotto in questi ultimi anni e che è pronta per le sfide future. Il tema della sostenibilità aziendale non è più opzionale: l’ambiente soffre dell’impatto antropico e già oggi in alcuni mercati non è possibile vendere senza una certificazione. Argiano è stata pioniera a Montalcino nel condurre un dettagliato studio sulla microzonazione, è biologica e plastic free: tutto questo lavoro ci ha consentito di raggiungere un equilibrio virtuoso, l’equilibrio della biodiversità, che infatti è il nostro slogan. La relazione tra biodiversità e capacità di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica è provata, e infatti già oggi siamo in carbon neutralità”.

Il report apre anche lo scenario dei servizi ecosistemici “Già oggi, in valore economico, lo stock di CO2 dell’azienda vale oltre 4 milioni di euro complessivi e cresce grazie alle buone pratiche“, chiosa Sani.

A livello parametrico, i boschi e i suoli di Argiano – riferisce il report – conservano l’equivalente delle emissioni di circa 27.500 automobili in un anno. Considerando il solo accrescimento medio del 2% annuo, Argiano è in grado di compensare le emissioni di 550 automobili.

 

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