Bruno Verdi e Quarti due entrano nel Club Buttafuoco Storico

di Andrea Guolo

A 26 anni dalla fondazione, le due aziende sono entrate nel club, che ora conta 17 soci. Novità dell’anno: la grappa bianca e invecchiata e il vino Chinato di Buttafuoco Storico.

Sale a 17 il numero dei soci del Club del Buttafuoco Storico. Sono entrati infatti la storica azienda Bruno Verdi di Paolo Verdi, tra i fondatori del club, che lo scorso ha dato vita a una vigna dedicata al Buttafuoco Storico, e la società agricola Quarti due.

Il potenziamento del club presieduto da Davide Calvi (proprietario dell’omonima azienda vinicola di Palazzina di Castana) non è l’unica novità del 2022. C’è anche lo sviluppo di due linee di produzione firmate dal Consorzio: le grappe, la bianca giovane e l’invecchiata in legno limited edition, e il vino Chinato di Buttafuoco Storico, messo in commercio dopo oltre sette mesi di affinamento. Tutti e tre i prodotti sono attualmente in commercio con l’etichetta celebrativa del 25esimo anniversario del Consorzio.

EMBLEMA DELL’OLTREPÒ PAVESE
Fondato il 7 febbraio 1996 per iniziativa di undici viticoltori che puntavano a recuperare un vino della tradizione che stava andando perduto, il Club del Buttafuoco Storico oggi si pone come portabandiera di un prodotto emblema dell’Oltrepò Pavese, un rosso prodotto unicamente da uve autoctone: 50% Croatina, 25% Barbera e per il restante da Uva Rara e Ughetta di Canneto. Le 17 aziende conducono insieme il lavoro di ricerca, dalle caratteristiche storiche alle vigne più vocate, fanno gioco di squadra nella produzione controllata e certificata e nelle attività di comunicazione e promozione del vino prodotto.

I numeri? 23 ettari, 18 vigne tra i comuni di Castana, Canneto Pavese e Montescano, 90mila bottiglie prodotte (dato potenziale massimo raggiunto per l’annata 2020) destinate all’80% in Italia. L’affinamento minimo in botte dura 12 mesi, per poi passarne altri 6 in bottiglia. Le bottiglie del Buttafuoco Storico non entrano in commercio prima di 36 mesi dopo la vendemmia. Ed è un vino di grande struttura, capace di invecchiare per molto tempo, donando sempre più intensità e note nuove. Oltre alla produzione classica, dal 2015 si produce il “Vino dei Vignaioli”, una bottiglia istituzionale creata ogni anno dai Cru degli oggi 17 produttori, dalla prima annata 2011 alla 2017 di quest’anno.

Il marchio rappresentativo adottato per il Buttafuoco è composto da un ovale (rievocazione della botte tipica dell’Oltrepò Pavese) sostenuto dalla scritta Buttafuoco, dal quale si dipartono due nastri rossi rappresentativi dei due torrenti, il Versa e lo Scuropasso, che delimitano la zona storica di produzione. All’interno, la sagoma di un veliero sospinto da vele infuocate a ricordare che nella seconda metà del 1800 la Marina Imperiale austro-ungarica varò una nave dal nome “Buttafuoco”. Dal 1996 il Consorzio Club del Buttafuoco Storico opera per far conoscere il Buttafuoco Storico in Italia e all’estero raggiungendo negli anni i mercati del Nord Europa, Cina, Canada e Stati Uniti.

 

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