Biodinamico, stop della Camera dei Deputati

di Daniele Becchi

Dopo i dubbi espressi dalla comunità scientifica Montecitorio blocca la controversa equiparazione tra biodinamico e biologico.

La tanto attesa discussione della legge sul biologico alla Camera dei deputati si è conclusa con lo stralcio da parte dell’assemblea di ogni equiparazione tra agricoltura biologica e biodinamica. Il testo così licenziato dovrà essere ora discusso dal Senato della Repubblica, con le associazioni di categoria che invocano l’urgenza di un testo fondamentale per regolare un settore sempre più cruciale per l’economia nazionale.

Fin dalla scorsa estate il testo della legge era stato oggetto di numerose critiche, che puntavano il dito verso un metodo, quello biodinamico, considerato da molti priva di fondamenti scientifici. In tal senso si era espresso anche il premio Nobel Giorgio Parisi, che, intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022 de La Sapienza con la lectio magistralis “Il senso della Scienza”, ha stigmatizzato le tendenze antiscientifiche che stanno prendendo piede nella nostra società. Esplicito il riferimento all’agricoltura biodinamica, da Parisi definita “una pratica francamente stregonesca”. Dagli scranni di Palazzo Madama si era invece espressa la senatrice a vita Elena Cattaneo, il cui intervento in occasione della discussione dello scorso maggio mirava a “eliminare almeno il richiamo esplicito e il riconoscimento in via preferenziale a pratiche non solo antiscientifiche, ma schiettamente esoteriche e stregonesche”.

Tali dubbi hanno trovato un’importante sponda nello stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo il quale questa “È una questione che sta in Parlamento e io, notoriamente, non posso pronunciarmi. Ma posso ben dire che, perché diventi legge, vi sono alcuni altri passaggi, anche parlamentari anzitutto, che rendono lontana questa ipotesi”. Questo cementarsi di autorevoli voci scientifiche e politiche, aggiunto a un contesto pandemico in cui le teorie populistiche hanno mostrato tutti i loro limiti, ha spianato la strada ai due emendamenti presentati dal presidente di Più Europa, Riccardo Magi, accolti quasi all’unanimità da una Camera dei deputati ben decisa a correggere la sua posizione sull’agricoltura biodinamica. Comprensibile la soddisfazione del senatore romano, che sui propri social ha così commentato l’esito della votazione “Vittoria! Questa mattina la Camera ha votato per eliminare i riferimenti alla #biodinamica dalla legge sull’agricoltura biologica. I miei sono stati gli unici emendamenti presentati in aula sul tema, caso più unico che raro. Bene che manderemo al Senato un testo migliore”.

Questa decisione non risolve il problema dell’impellenza di una disciplina ormai non più rinviabile, vista non solo la rilevanza economica della filiera biologica in Italia, che conta oltre 80mila operatori, ma anche la strategia comunitaria Farm to Fork, che punta ad avere un quarto delle superfici certificate bio entro il 2030.

Ed è per evitare ulteriori ritardi in quest’anno ormai non più rimandabile che le più importanti associazioni di tutela degli interessi bio hanno deciso di far sentire la propria voce. Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio ritiene “Questa legge urgente e fondamentale per supportare la transizione ecologica dell’agricoltura italiana e sostenere i giovani e le imprese che hanno scelto questo modello agricolo. Ci sembra comunque paradossale che il giorno dopo l’inserimento in Costituzione di riferimenti alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, si cerchi di umiliare un metodo produttivo basato sul totale rispetto della natura”.

“Il mercato del biologico e del biodinamico è in costante crescita a livello mondiale – afferma dal canto suo Roberto Zanoni, presidente di AssoBio – l’importanza di questo settore è da sempre riconosciuto e inserito nei regolamenti comunitari. Per l’Italia, il biologico è un fiore all’occhiello del settore agricolo italiano. Mi auguro che questo percorso si concluda nel più breve tempo possibile e che il Parlamento sappia dare una risposta concreta al territorio e alle imprese. Avanti con il disegno di legge sul biologico così come è stato oggi discusso e licenziato“. Conclude gli interventi Carlo Triarico, presidente dell’associazione Biodinamica, secondo il quale “L’agricoltura biodinamica è costitutiva del biologico, storicamente e giuridicamente. Continuerà a lavorare, come da ottant’anni, per il bene del biologico e dell’agricoltura italiana”.