I vini “cesellati” in vigna di Podernuovo a Palazzone

di Lucia Immacolata Migliaccio

Degustazione delle nuove etichette sul mercato dell’azienda vitivinicola toscana della famiglia Bulgari, tra ecosostenibilità e sottrazione.

Perfettamente integrata nelle colline che ne tratteggiano il paesaggio, a ridosso del confine con il Lazio e con l’Umbria, nella Toscana meno nota, in provincia senese, la tenuta di Podernuovo a Palazzone, si presenta come un edificio dalle linee pulite ed essenziali. Progettata da Massimo Alvisi e Junco Kirimoto è un’architettura che rispetta e si adegua alla natura, inserendosi alla perfezione nell’ambiente circostante quasi completandolo.

Una casa non deve essere su una collina, o su qualsiasi altra cosa. Deve essere della collina, appartenerle, in modo tale che collina e casa possano vivere insieme, ciascuna delle due più felice per merito dell’altra”: questa citazione di Frank Lloyd Wright, ben declina la moderna espressione della cantina che sfrutta, sin da tempi non sospetti, impianti fotovoltaici e geotermia (cioè la temperatura costante del terreno).

FOCUS ECOSOSTENIBILITÀ
Podernuovo a Palazzone è un’azienda ecosostenibile e il suo cuore pulsante è la viticoltura che, forte di un terroir vocato per la coltivazione dei vigneti, seppur poco noto e vergine, ha dalla sua parte anche l’ausilio dell’enologo Stefano Piccio. Più recentemente è stato creato un orto dove vengono coltivate solo verdure stagionali che arrivano direttamente in cucina. Per intensificare l’ecosistema naturale della tenuta, l’azienda ha destinato alcuni ettari a foraggi e seminativi, ha inserito le api, collocando le arnie in un ettaro dedicato per permettere una produzione interamente biologica del miele.

L’entusiasmo verso la terra risale alla mia infanzia – racconta Giovanni Bulgari, alla guida dell’azienda col padre Paolo – il primo approccio al vino fu con un tremendo bianco, lo faceva mio zio. Ricordo che alla vendemmia partecipavamo tutti, era solo un ettaro di terra e si usava un piccolo torchio di legno. Zio portava il vino in America, dove viveva, e costringeva i suoi amici a berlo. Comunque, quel che mi ha portato sin qui è la passione verso l’agricoltura e penso che il vino ne sia la parte più artistica”.

GIOIELLERIA IN VIGNA
In fondo, il vino è un’opera dell’arte anche dell’uomo, che ne plasma la materia con la propria creatività e il proprio ingegno. E, il nobile savoir-faire, abbinato al rigore creativo da sempre firma della nota maison di gioielli, Giovanni Bulgari, li ha introdotti in ogni centimetro della proprietà, non tralasciando nulla al caso. La sfida in azienda è la stessa dell’alta gioielleria italiana, capace di conquistare il mondo mantenendo un legame ombelicale con il territorio, unico e irripetibile, che fa grande il Made in Italy. Così nel vino, che proviene da un terroir d’eccezione, nutrito anche da un ecosistema perfetto minuziosamente creato per offrire un prodotto originale che si distingua con stile. A Podernuovo c’è un esercizio estetico e sensoriale nella vigna e nel vino che connette il bello con il buono, il paesaggio incantevole con vini altrettanto incantevoli.

I 26 ettari di vigneto, a circa 300 metri slm, dove si trovano sangiovese, cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot, sono principalmente composti da argilla, limo e sabbia, con esposizione sud-est. A Corbara, in provincia di Orvieto, invece 4 ettari di suolo limoso e sabbioso sono dedicati a chardonnay e grechetto, che insieme, danno vita all’unico vino bianco prodotto dall’azienda.

In vigna, “less is more”: non si interviene se non strettamente necessario, la viticultura è orientata a pratiche agricole naturali, nella convinzione che un terreno con un’alta attività microbica mantenga le viti in una condizione di equilibrio. Così le uve esprimono al meglio le proprie peculiari qualità e diventano materia prima di vini dalla importante personalità. Meticoloso il lavoro in cantina dove regnano dal 2009 (anno della prima vendemmia) rigore e pulizia.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Nicoleo, bianco Toscana 2019
Uvaggio: 50% grechetto, 50% chardonnay
Vinificazione in acciaio a temperatura controllata e in barriques da 225 litri
Affinamento per 9 mesi in contenitori di acciaio e barriques da 225 litri, 5 mesi in bottiglia.

Paglierino luminoso con lampi verdolini dalla tenue cromaticità. Invitante e diretto l’esordio olfattivo: chiari sentori di mela granny smith si amalgano a fiori bianchi, citronella e salvia con una sfumatura minerale nel finale. Al sorso una gustosa freschezza dissetante, poi una sfumata morbidezza introduce un’idea di proporzione. La gradevole persistenza si chiude richiamando la frutta bianca percepita all’olfatto.

Nicoleo, bianco Toscana 2020
Uvaggio: 50% grechetto, 50% chardonnay
Vinificazione in acciaio a temperatura controllata e in barriques da 225 l
Affinamento per 9 mesi in contenitori di acciaio e barriques da 225 litri., 5 mesi in bottiglia.

Manto giallo verdolino, si apre senza alcuna esitazione con un ventaglio olfattivo giovane ma invitante: sensazioni agrumate di bergamotto, pesca nettarina e finissimi richiami di erbe aromatiche, timo e salvia. Si distende su soffusi accenti di erba cedrina. Al palato mantiene una gustosa leggerezza dove freschezza e sapidità si spalleggiano nel brioso equilibrio. Nel finale rilascia rimandi garbatamente ammandorlati.

Therra, igt rosso Toscana 2018
Uvaggio: 60% sangiovese, 20% cabernet sauvignon, 20% merlot
Macerazione sulle bucce per 18 giorni, fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata e fermentazione malolattica in barriques da 225 litri.
Affinamento per 10 mesi in Barriques da 225 litri. e botti in rovere da 3.000 litri.. 6 mesi in botti di cemento e 12 mesi di affinamento in bottiglia.

Rosso rubino di grande compattezza, al naso dominano ribes, confettura di amarene, petali di viola, grafite e cannella, chiusura delicatamente tostata e di cioccolato fondente. Il palato, voluminoso, si dimostra energico nella sua morbidezza iniziale, per poi lasciare emergere un connubio di trama tannica e tensione fresco-sapida che ravviva la beva. Persiste lungamente su echi fruttati.

Argirio 2016
Uvaggio 100% cabernet franc
Macerazione sulle bucce per 18/20 giorni, fermentazione alcolica in tini tronco conici di rovere da 1500 litri. a temperatura controllata e fermentazione malolattica in barriques da 225 litri.
Affinamento per 12 mesi in barriques da 225 litri., 4 mesi in botti di cemento e 12 mesi in bottiglia.

Rubino vivo e trama impenetrabile. Esibisce un’intrigante e lunga sequenza di profumi, mora, ribes, mirtillo, fiore di rosmarino, rosa rossa, pepe bianco e macis, e ancora foni fumè, cioccolato. Potente al palato, ricco di tannini suadenti e fusi nell’alcol. Una sottile freschezza è protagonista. Grande pienezza e lunghezza gustativa, con finale balsamico.

Argirio 2017
Uvaggio 100% cabernet franc
Macerazione sulle bucce per 18/20 giorni, fermentazione alcolica in tini tronco conici di rovere da 1500 litri. a temperatura controllata e fermentazione malolattica in barriques da 225 litri.
Affinamento per 12 mesi in barriques da 225 litri., 4 mesi in botti di cemento e 12 mesi in bottiglia.

Luminoso rosso rubino compatto. Al naso si apre raffinato con tratti balsamici di macchia mediterranea, bacche ribes, mora di rovo, speziatura esotica, te verde. In bocca ha stoffa da vendere, è un’esplosione di gusto, grande vivacità e freschezza, con un tannino di grana fine, potente, elegante. Lunghissimo finale. Una bottiglia che regalerà emozioni per lungo tempo.

Sotirio 2016
Uvaggio 100% sangiovese
Macerazione sulle bucce per 18/22 giorni, fermentazione alcolica in tini di rovere tronco conici da 1500/2500 litri e fermentazione malolattica in botti di rovere da 1000 litri.
Affinamento per 12/14 mesi in botte di rovere da 1000 litri e 20 mesi in bottiglia.

Rubino intenso e vivo, al naso propone con precisione una sequenza invitante e variegata: esordisce con confettura di frutti neri, mora ribes, poi tabacco kentucky, cardamomo, caffè in polvere. Sensazioni di sottobosco, eucalipto e radice di liquirizia. Il sorso è saporito e materico, con tannini di ottima fattura. Lungo finale impreziosito da accenni balsamici e speziati.

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