La crisi ucraina danneggia l’Asti Spumante

di Daniele Becchi

Il conflitto in corso mette a rischio il quarto mercato mondiale dello spumante a base moscato.

Le prospettive di sanzioni alla Russia potrebbero mettere a rischio anche il mercato dell’Asti spumante. A dirlo è Confagricoltura Asti, secondo il cui presidente, Gabriele Baldi, “La crisi ucraina, i venti di guerra e le prospettive, sempre più ravvicinate, di sanzioni commerciali alla Russia preoccupano fortemente gli agricoltori piemontesi”.  In base ai dati elaborati da Confagricoltura, nel 2020 l’Italia ha esportato in Russia vini per un valore di 297 milioni di euro, di cui 179,8 milioni di prodotto imbottigliato. Con un import di 12 milioni di bottiglie, il paese euroasiatico rappresenta un quarto del mercato dell’Asti spumante.

Flavio Scagliola, vicepresidente del Consorzio dell’Asti, ha commentato “Confidiamo nel lavoro delle diplomazie per prevenire la tragedia umanitaria, che è l’aspetto che ci preoccupa maggiormente, e anche per evitare di mettere in crisi il nostro sistema produttivo. Il Consorzio auspica un percorso di pace, che eviti inutili sanzioni, le quali ricadrebbero sulla parte produttiva, proprio in un momento in cui la filiera sta programmando attività non solo promozionali, ma anche in grado di dare la percezione di grande qualità della nostra denominazione, volte a ottenere stabilità economiche certe agli agricoltori e alle case spumantiere”.

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