Il whisky con “anima veneta” firmato Poli

di Giambattista Marchetto

La storica distilleria vicentina presenta il primo whisky della sua storia, con una dedica al conterraneo monsignor Parolin. Affinamento in botti che hanno ospitato l’Amarone.

La parola ‘whisky’ deriva da ‘uisgebeatha’, traduzione in gaelico del latino ‘aqua vitae’. “È il nome con cui la grappa era nota agli albori”, osserva Jacopo Poli. Che scherzando aggiunge: “Quando si dice affinità di spirito…”. È con questo approccio che Poli Distillerie ha deciso di intraprendere la strada che ha portato, oggi, alla release del primo whisky.
Ci avviciniamo al mondo whisky con umiltà e rispetto per una tradizione secolare, alla ricerca di una nostra precisa identità”, specifica infatti Jacopo, che con i fratelli guida l’azienda fondata nel 1898.

Il Segretario di Stato nasce (e deriva il proprio nome) come una dedica a monsignor Parolin, illustre cittadino del borgo vicentino di Schiavon nominato ai vertici delle gerarchie vaticane. È un whisky di puro malto (francese) affinato in botti di Amarone: “uno spirito internazionale con un’anima veneta, proprio come il Segretario di Stato vaticano”, chiosano dalla distilleria.

DOPO IL GIN, LE SFIDE DELL’ALAMBICCO
Ci eravamo già messi alla prova con Marconi 46, il primo Distilled Gin Italiano – sottolinea Jacopo Poli – una sfida che ci aveva spalancato nuovi orizzonti produttivi. Abbiamo compreso che grappa, gin e whisky sono frutto di un contesto antropologico differente, ma che tuttavia c’è un aspetto che li accomuna: un alambicco che, nelle mani giuste, stilla gocce di piacere”.

Il Segretario di Stato è infatti distillato artigianalmente a piccoli lotti con Athanor, uno speciale alambicco con l’obiettivo di preservare ed esaltare le proprietà della materia prima. Dopo una maturazione di 5 anni in botti di rovere, è affinato per almeno un anno in botti di Amarone, che trasferiscono al distillato alcuni tratti di dolcezza e aromi fruttati.

L’acqua è un ingrediente fondamentale nella produzione del whisky e Poli attinge dalla falda acquifera del monte Grappa, massiccio di natura carsica considerato dall’Unesco una Riserva della biosfera.

ASSAGGIO E PROSPETTIVE
La bottiglia del primo whisky firmato Poli è elegante. Il nome Segretario di Stato e la pianta di piazza San Pietro raffigurata in etichetta sono state autorizzate dalla Segreteria di Stato della Santa Sede.

L’assaggio dal primo lotto – imbottigliato nel dicembre 2021 in edizione limitata – rivela morbidezze frutto dell’affinamento che rimanda all’Amarone, ma senza compromessi rispetto alla linea di un whisky autentico.

Il bouquet è intenso tra uvetta sotto spirito, frutta secca e un gioco elegante tra spezie e fumoir, ma in bocca rivela un’armonia tattile che porta in evidenza la torba del malto e, appunto, le dolcezze derivate dalle botti in cui aveva affinato un vino da uve in appassimento. Al netto di queste sfumature, è raffinato al palato e sinuoso.

Il privilegio di poter assaggiare un campione da botte prima dell’ultimo passaggio (tra i ricordi di Amarone) lascia immaginare una seconda etichetta, forse più essenziale senza l’arricchimento di un affinamento aromatico.