Nasce il Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa

di redazione

Il battesimo al 54. Vinitaly, nasce dall’Istituto Nazionale Grappa in collaborazione con AssoDistil. Una ricerca di Nomisma evidenzia una ripartenza dopo la botta della pandemia.

L’Istituto Nazionale Grappa, in collaborazione con AssoDistil, si trasforma in Consorzio Nazionale di Tutela per l’Indicazione Geografica Grappa. Un progetto corale per la tutela e la promozione dell’acquavite ad indicazione geografica, eccellenza italiana che esprime storia, cultura e sapienza distillatoria.

La presentazione ufficiale del Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa è avvenuta in occasione del Vinitaly.

Con la creazione del Consorzio – evidenzia il neo-presidente Sebastiano Caffoil mondo dei produttori della Grappa potrà finalmente agire all’unisono per la tutela e la promozione del distillato di bandiera per eccellenza. Gli obiettivi che ci siamo prefissati potranno essere raggiunti solo con la cooperazione di tutti coloro che partecipano alla realizzazione della preziosa acquavite, che racchiude in ogni sorso la storia e le autentiche tradizioni italiane. La nascita del Consorzio segna, infatti, solo una delle tante tappe che ci attendono per l’affermazione della Grappa IG sul mercato”.

In una fase così delicata per le IG, nel mezzo della riforma UE del settore, continueremo a lavorare al fianco del Consorzio affinché le istituzioni riconoscano ufficialmente il ruolo di garanzia che la neonata realtà è chiamato a svolgere e supportino la promozione della pregiata IG”, commenta il presidente del Comitato Acquaviti di AssoDistil Cesare Mazzetti.

GRAPPA: CONSUMATORE OVER 40 E ALTOSPENDENTE
L’identikit del consumatore di Grappa in Italia è ben definito: uomo, over 40, alto spendente, amante della compagnia e attento alle qualità. Lo rivela una ricerca curata da Nomisma per AssoDistil.

Dalla fotografia scattata da Nomisma emerge un quadro tutto sommato positivo, in ripresa dopo l’impatto della pandemia.

L’emergenza pandemica scoppiata agli inizi del 2020 e la chiusura e i limiti nel canale horeca che ne sono conseguiti hanno avuto un impatto negativo sui consumi di spirits in Italia (-20% in volume nel 2020 rispetto al 2019), dato il ruolo rilevante che tale canale gioca per il settore. Nel 2021, contestualmente alla ripresa dell’economia nazionale e al venir meno delle restrizioni, i consumi di spirits hanno messo a segno un +13% sul 2020 trainati sia dalle vendite in gdo che soprattutto dai consumi fuori casa, cresciuti di oltre il +20%.

Con il graduale ritorno alla normalità e la ripresa delle occasioni di socialità, sono tornati a crescere anche i consumi di grappa al ristorante e in altri locali: secondo i dati NielsenIQ, nel 2021 le vendite nel Cash&Carry (proxy del canale Horeca) hanno messo a segno un +19%, un trend che prosegue anche nei primi mesi del 2022 (+33% a gennaio-febbraio. In parallelo, seppur a ritmi meno ferrati del 2020, nel 2021 è proseguita l’espansione della grappa nel canale e-commerce (+15% vs 2020), mentre sono risultate in leggero calo le vendite in GDO dopo il boom che aveva caratterizzato l’anno dello scoppio della pandemia. Negli ultimi 12 mesi il 61% degli italiani di età compresa tra i 18 e i 73 anni ha consumato in casa o fuori casa spirits, mentre il 29% grappa. A preferire la grappa sono gli uomini (43% vs 21% di donne), mentre a livello generazionale è scelta principalmente dai baby boomers (32%) e generation X (30%), seguiti da millennials (25%) e generation Z (19%).

Vi sono però delle leve per avvicinare le generazioni più giovani a questo prodotto eccellenza del Made in Italy – commenta Emanuele Di Faustino di Nomisma – Innanzitutto, il web, canale che trova maggiore utilizzo proprio tra i Millennials (età 26-40) sia per acquistare che per informarsi su metodo e luoghi di produzione della grappa, e poi la mixology, ossia il bere la Grappa mixata in cocktails, modalità che anche in questo caso desta interesse soprattutto fra gli under 40. Al pari di quanto avvenuto per altre bevande, anche nel caso della grappa l’e-commerce inizia a ritagliarsi un proprio spazio di mercato: il 9% dei consumatori ha acquistato grappa on-line, con valori superiori tra le generazioni più giovani (generation Z e millennials), donne e consumatori con una capacità di spesa alta. A conferma di ciò il prezzo medio del prodotto acquistato online è il doppio di quello venduto nei negozi fisici”.

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