Scacciadiavoli, vini di territorio con un tocco femminile

di Lucia Immacolata Migliaccio

Degustazione delle nuove annate della storica cantina di Montefalco. Il Sagrantino di Scacciadiavoli è firmato Liù Pambuffetti.

Liù Pambuffetti ha le idee chiare e un’azienda di famiglia, Scacciadiavoli, con un grande passato alle spalle, da portare nel futuro a suon di visioni, sperimentazioni e rispetto per la tradizione. Il suo scopo è dare eleganza e armonia a un vino, il Sagrantino, per tradizione austero e con regole precise.

Scacciadiavoli è situata a Montefalco, uno dei borghi più suggestivi e rappresentativi d’Italia, citato nelle opere di Byron, Carducci, Goethe, ma anche da Hesse che del suo viaggio in Italia nel 1907 scriveva: “Vidi Assisi e luoghi sacri, trasfigurati dalla grazia e dall’incanto che San Francesco e l’antica arte umbra hanno infuso in questa terra. E poi mi misi a inseguire le tracce di quest’arte francescana, oltre ad Assisi non c’è luogo che offra migliore opportunità di Montefalco”.

AZIENDA FAMILIARE
Il territorio di Montefalco è stato ed è tutt’ora l’elemento su cui abbiamo puntato – commenta Amilcare Pambuffetti -. Lavoriamo più per il futuro che per il presente. Questo è un mondo che si evolve, che cambia, tanto è vero che chi si occupa della cantina è mia figlia Liù assieme al cugino Iacopo. Siamo infatti un’azienda familiare”.

Nonostante i numeri – oltre 270 mila bottiglie prodotte per 20 mercati oltre quello locale – Scacciadiavoli è ancora famiglia, con un’impronta femminile che si avverte negli ultimi anni.

Le origini risalgono al 1884, quando il Principe Ugo Boncompagni Ludovisi decise di fondare lo “stabilimento” del vino: all’interno sono ancora visibili infatti le colonne in ghisa con le iniziali del Principe. Nel 1954 la famiglia Pambuffetti, già nota nel settore agroalimentare per i prodotti secchi, successe nella gestione della tenuta Scacciadiavoli. E oggi, la cantina, è giunta alla quarta generazione.

Estetica, imponenza e personalità sono parecchio evidenti – commenta Liù Pambuffetti – l’azienda è un grande edificio pensato come una fabbrica del vino. È come se si entrasse in un mondo moderno con un’accezione avanguardista, ma respirando la storia. È la nostra filosofia che ci è stata tramandata dal passato: conservare il territorio ma con una visione contemporanea impostata sin dall’inizio”.

LIÙ, DA BORDEAUX A MONTEFALCO
Laurea in economia aziendale alla Bocconi di Milano, studi enologici a Bordeaux e piglio sicuro e determinato. Liù Pambuffetti, forte anche dell’importante supporto dell’enologo Stefano Chioccioli, collabora nella gestione e in tutto il processo produttivo dell’azienda, apportando le sue idee e visioni. Dall’incontro tra esperienza e innovazione, in un contesto di accurata gestione dei vigneti e rispetto per l’ambiente, nascono vini di qualità.

Finalmente, nelle cantine si è fatta spazio, pian piano, l’imprenditoria femminile, con risultati spesso interessanti. In molti casi, come Scacciadiavoli, le aziende vitivinicole di famiglia hanno trovato nelle nuove generazioni al femminile, spunti diversi per costruire immagine e prodotti dell’azienda. La verità è che quando a capo di un’azienda vitivinicola c’è (anche) una donna, ne escono fuori idee interessanti che vanno ben oltre la mera passione per un buon vino.

Da 13 anni lavoro in cantina – commenta la giovane enologa – l’ambizione è alta perché il nostro territorio ha dei vitigni autoctoni molto intriganti con grandi potenzialità ma anche difficoltà oggettive e comunicative. Noi lavoriamo per farli esprimere, nella loro veste più autentica possibile, ma con il nostro timbro ovvero l’approcciabilità”.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Gli ettari vitati sono 40, dai 350 sino a 450 metri, in regime biologico da qualche anno ma non certificati. I terreni sono franco-argillosi mentre il clima è continentale, caratterizzato da inverni freddi ed estati calde, secche e ventilate.
Lo stile dei vini è oggi pulito, moderno e rispettoso del terroir, prediligendo finezza ed eleganza. Quest’ultima intesa non come sinonimo di vino esile in contrapposizione all’opulenza ma quale fattore fondamentale che convive con la struttura.

Spumante metodo Classico Brut Rosè
Uvaggio: 100% sagrantino
Vinificazione: in tank di acciaio a temperatura controllata.
Affinamento: in bottiglia sur lies per almeno 24 mesi

Rosa antico ravvivato da un luminoso e abbondante perlage. All’olfatto emergono fiori e frutta a polpa bianca, mela golden e pera abate. Il sorso è equilibrato, dotato di struttura e cremosità. Non ha acidità spinte. I polifenoli sono stati molto ben gestiti nonostante la complessa la realizzazione, è uno spumante mediterraneo.

Spoleto Doc Trebbiano Spoletino 2020 (anteprima)
Uvaggio: 100% trebbiano spoletino
Vinificazione: in anfora. Elevazione in anfora in botte di legno non tostato per 9 mesi
Affinamento: in bottiglia per almeno 9 mesi

Livrea dorata. Il corredo olfattivo ha una forte personalità: erbe aromatiche, ginestra, tiglio, ricordi di nocciola e santoreggia fusi in una profonda trama salmastra. Sorso interessante per stile e carattere, dall’approccio avvolgente e di volume.
Un vortice sapido si inserisce tra freschezza e morbidezza, dettando tensione e lunga persistenza. Gran bella evoluzione nel bicchiere. Lascia una scia balsamica.

Montefalco rosso Doc 2019
Uvaggio: 60% sangiovese, 25% merlot, 15% sagrantino
Vinificazione: in tanks di acciaio.
Affinamento: in barrique secondo passaggio e in tini tronco-conici grandi di rovere francese per 12 mesi. Seguono ulteriori 6 mesi di bottiglia

Delicata veste rubino, anticipa un bouquet declinato su cenni di prugna, ciliegia, rosa canina insieme a ricordi di alloro. Il gusto è caratterizzato da un’accattivante bevibilità, componenti fresche e tanniche sono ben integrate e anticipano il goloso finale dalla persistenza fruttata.

Montefalco Sagrantino Docg 2011
Uvaggio: 100% sagrantino
Vinificazione: 3-4 settimane in tini di rovere francese da 100 hl, temperatura durante la fermentazione alcolica controllata e mantenuta inferiore ai 30°C
Affinamento: 50% in barrique di cui il 10% nuove e il resto di secondo e terzo passaggio. 50% in botti di rovere francese da 30 hL per un minimo di 24 mesi. Seguono ulteriori 12 mesi di bottiglia.

Luminoso granato, il profilo olfattivo sussurra suggestioni terrose, raccontando poi di arancia rossa, legni aromatici, funghi, spezie, tabacco di pipa. La struttura imponente non appesantisce il sorso.

Montefalco Sagrantino Docg 2018 anteprima
Uvaggio: 100% sagrantino
Vinificazione: 3-4 settimane in tini di rovere francese da 100 hl, temperatura durante la fermentazione alcolica controllata e mantenuta inferiore ai 30°C
Affinamento: 50% in barrique di cui il 10% nuove e il resto di secondo e terzo passaggio. 50% in botti di rovere francese da 30 hL per un minimo di 24 mesi. Seguono ulteriori 12 mesi di bottiglia.

Si avverte il tocco femminile di Liù: snellezza ed eleganza, risultato di una minore estrazione durante la fermentazione e macerazione. La tonalità è rubino molto luminoso. Il naso è una sequenza di profumi, con sensazioni di piccoli frutti rossi, ciliegia croccante, arancia amara. Il sorso evidenzia una solida struttura, mai invadente grazie alla dinamicità creata dalla decisa freschezza e da un tannino preciso. In chiusura, ritorni balsamici.

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