Prosecco, un Vinitaly all’insegna della sostenibilità

di redazione

Produzione +25% e quota export + 30% per le bollicine venete, che continuano il loro sforzo in campo verso la ‘durabilità’ di sistema.

Un Vinitaly importante – commenta il presidente Stefano Zanetteche simboleggia, dopo due anni di stop forzato, la ripartenza delle attività consortili all’insegna della socialità. Abbiamo lavorato bene, anche durante quest’ultimo difficile biennio, e nelle intense giornate di fiera abbiamo raccolto commoventi testimonianze di affetto e gratitudine per l’impegno da noi profuso in vari ambiti. Una delle nostre priorità è il raggiungimento della certificazione di territorio per i tre pilastri della sostenibilità. Un obiettivo inedito, difficile di per sé e, nel nostro caso, reso ancora più duro viste le nostre dimensioni, sul quale stiamo conseguendo risultati più che incoraggianti“.

Circa l’80% dei 627,5 milioni di bottiglie di Prosecco DOC venduti nel 2021 (+ 25% rispetto al 2020) comprensivi dei 71,5 milioni di Prosecco DOC rosé, varcano i confini per raggiungere oltre 150 paesi del mondo. La quota export nel 2021 è aumentata di quasi il +30% sull’anno precedente. Al primo gradino del podio troviamo il Regno Unito (24,5% del totale export con un + 6% sul 2020), seguito da Stati Uniti (+23,6% sull’export e +44%) e Germania (9,1% sull’export e +9%) che vedono la Francia, culturalmente solida in tema di bollicine, per cui viene avvalorato l’operato dei produttori, al 4° posto nella classifica dei top (5,6% sull’export e +34%).

Il successo della nostra Denominazione – chiosa Zanette – è certamente acclarato dall’imponenza dei numeri che, al momento, non sembra destinato ad arrestarsi, ma che deve comunque essere governato con estrema attenzione, grazie al coinvolgimento della autorità e dei produttori, per poter trasmettere questo patrimonio alle generazioni future. Appare evidente che quello che alcuni chiamano “fenomeno Prosecco” non è frutto né del caso né di una moda. Si tratta di risultati che sottendono un grande lavoro di squadra, un impegno che coinvolge tutta la filiera e che sta portando coscienza sulla coesione, elemento indispensabile per affrontare pesanti sfide come la conquista di grandi mercati. Ma il successo della nostra denominazione – conclude – non sta nei numeri, seppur ragguardevoli, che stiamo registrando, quanto sul fatto che essi confermano la lungimiranza delle scelte operate dal nostro sistema produttivo che attraverso l’Assemblea e il Consiglio, ha fatto scelte coraggiose e originali, per le quali oggi veniamo considerati come un riferimento dalle DO italiane”.

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