Valpolicella, addio a Franco Allegrini

di redazione

È mancato un vignaiolo simbolo della Valpolicella Classica. Aveva raccolto ancor giovane l’eredità del padre Giovanni. Con il professor Ferrarini era stato fautore del Centro di Appassimento Terre di Fumane.

È scomparso all’alba del 23 aprile Franco Allegrini. Era malato da tempo, ma la notizia ha subito colpito la Valpolicella e il mondo del vino.

Classe 1956, nel 1983 ancora giovane aveva raccolto l’eredità del padre Giovanni scomparso prematuramente, iniziando ad occuparsi in prima persona della conduzione enologica dell’azienda di famiglia. Con il fratello Walter ha introdotto innovazioni nei vigneti e le sue intuizioni hanno portato il territorio verso un percorso innovativo. Con il supporto delle ricerche tecnico-scientifiche del professor Roberto Ferrarini, ha preso vita il progetto del Centro di appassimento Terre di Fumane, condiviso con un gruppo di amici produttori. “La sua eredità sarà portata avanti dai figli Francesco, Giovanni e Matteo“, riferisce una nota della famiglia Allegrini.

Assieme alla sorella Marilisa, è stato uno dei promotori dell’associazione Le Famiglie Storiche, che lo ricorda come “fautore di importanti innovazioni“. Franco Allegriniha promosso in vigna l’aumento dei ceppi per ettaro, sostituendo la pergola trentina con altre forme di allevamento, mentre le sue sperimentazioni sull’uva Corvina sono ancora oggi apprezzabili nel vino cult La Poja. In cantina ha ricercato l’integrità del frutto tramite l’uso di diversi tipi di legno per l’affinamento e contribuito alla revisione della tecnica del Ripasso con l’introduzione della seconda fermentazione, nonché alla modifica della tecnica di appassimento con la creazione di Terre di Fumane, fiore all’occhiello della Valpolicella”.