Vigneto Alto Adige, l’annata d’oro 2021

di Alessandro Ricci

Conferme dalla degustazione di alcune referenze, in particolare per i vini bianchi, ma anche dai buoni assaggi al Vinitaly.
L’annata 2021 sta arrivando sul mercato e anche l’Alto Adige non manca all’appello. Con buone prospettive. A confermarlo la degustazione di referenze dell’annata e dal Vinitaly, dove le cantine hanno portato campioni già espressivi e pronti, dal futuro interessante.

LA “FORMICA” DI PESO
L’Alto Adige è una formica, nel panorama vitivinicolo italiano, ma la sua rilevanza trascende le cifre. I suoi 5600 ettari di superficie vitata rappresentano infatti meno dell’1% del vigneto Italia. 40 milioni le bottiglie annue prodotte, ma di queste ben il 98% rientrano nell’unica DOC (Alto Adige), mentre la produzione biologica arriva all’8%. 20 i vitigni coltivati, con netta prevalenza di quelli a bacca bianca (64%).

Il più presente è il pinot grigio (11,9%), seguito da schiava (11,4%), pinot bianco (10,9%), gewurztraminer (10,9%), chardonnay (10,3%), pinot nero (9,9%), lagrein (8,8%) e sauvignon blanc (8%). Curiosità: meno di vent’anni fa (nel 2003) i vini rossi erano ancora prevalenti nella produzione provinciale. Oggi invece rappresentano soltanto il 36%. 300 le giornate di sole annue: un dato ottimo per la viticoltura, al pari dell’escursione termica tra giorno e notte che caratterizza molti mesi dell’anno, e che ritroviamo nel bicchiere sotto forma di un’eleganza aromatica caratteristica.

NOTE DI DEGUSTAZIONE DALL’ANNATA 2021
Sotto il profilo climatico, l’annata 2021 è stata contraddistinta da un inverno caldo nei mesi di gennaio e febbraio. Poi una primavera complessa, con pioggia, neve e gelate tra marzo e aprile, che hanno lasciato qualche segno. Dopo un giugno insolitamente piovoso, condizioni climatiche perfette fino alla vendemmia, ritardata di una decina di giorni rispetto agli ultimi anni.

Tenuta Kornell – Sauvignon Blanc Cosmas 2021, Alto Adige Doc
Colore giallo paglierino, nei profumi convince per la sua eleganza. Scordiamoci le note più marcate di molti sauvignon, per trovare frutta esotica (mango e ananas), una parte citrica (buccia di pompelmo), e poi fiori (sambuco) e note vegetali (ortica). All’assaggio il sorso è ancora giovane, meno intenso rispetto al naso ma di buona freschezza e mineralità.

Kellerei St. Pauls – Pinot Bianco Plötzner 2021, Alto Adige Doc
Da vigneti esposti ad est, proprio sotto il paese di San Paolo, ecco questo Pinot Bianco didascalico nella sua espressione, che punta moltissimo sulla parte strutturale del corpo. Al naso i profumi sono delicati, ma non banali: mela verde e pesca bianca in prima battuta, poi note di fiori bianchi (biancospino). Al sorso, esprime un bel corpo, fresco, con chiusura sapida. Un vino coerente e da pasto.

Kellerei Kurtatsch – Gewürztraminer Arenis 2021, Alto Adige Doc
Ecco un buon esempio di come i gewürztraminer siano cambiati negli ultimi 10 anni, abbandonando in molti casi aromaticità “muscolari” per cercare una via più “bevibile” ed elegante. I profumi restano comunque molto intensi: di frutto della passione e litchi, ma anche rosa e una particolare speziatura che vira tra il pepe bianco e il chiodo di garofano. In bocca è altrettanto espressivo, in equilibrio tra intensità ed eleganza, di freschezza inaspettata. Il nome Arenis deriva dal termine “arenaria rossa”, la roccia che dà ai terreni limo-sabbiosi esposti a est il loro colore sorprendente.

Abbazia di Novacella – Kerner 2021, Alto Adige Valle Isarco Doc
L’Abbazia di Novacella festeggia quest’anno gli 880 anni di fondazione (e viticoltura). E lo fa (anche) con questa bottiglia che rappresenta la varietà più importante per l’azienda. Il kerner – incrocio tra riesling e schiava, ottenuto nel 1929 – è il vitigno più diffuso in Val Isarco, dove trova le condizioni migliori per esprimere la sua particolare aromaticità, senza perdere in freschezza. Anche questo campione lo conferma: al naso tanta frutta gialla (pesca e albicocca), ma anche una parte citrica, seguita da note di pera e di nocciola. In bocca è molto piacevole, perché freschezza e corpo si sostengono a vicenda, con finale sapido.

Nals Margreid – Pinot Grigio Hill 2021, Alto Adige Doc
Realtà sociale importante nel panorama altoatesino. I vigneti di questo Pinot Grigio si estendono su una collina a sud di Magrè. Giallo paglierino carico, evidenzia un’aromaticità più spinta rispetto ai canonici Pinot Grigio. Al naso ecco mela, pera, una leggera nota di lime e pompelmo rosa e una sottile speziatura. In bocca, il sorso è cremoso e strutturato, innervato da buona acidità e un finale minerale piacevole. Gran bel vino.

Rottensteiner – Schiava Vigna Kristplonerhof 2021, Alto Adige Doc
Una delle poche Schiava da unico vigneto: le uve, infatti, arrivano tutte dal maso “Kristploner”, che si trova a Guncina, sui pendii del Monsocolo, con esposizione a sud-est e terreni porfirici. Un vecchissimo impianto su pergola che regala una Schiava conviviale e verticale (“innocente” l’ha definita la produttrice Judith Rottensteiner). Piacevolissime le note fruttate (di ciliegia, mora, mirtillo) ammantate da una nota balsamica (rosmarino) intrigante. Al sorso, è evidente la sua propensione conviviale: franco nella sua espressività, con un invito gioioso a riempire il bicchiere.
L’acidità piacevole e la buona tannicità sottolineano il suo potenziale di invecchiamento: 10/15 anni sono un orizzonte temporale plausibile.

 

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