Prowein 2022, il (quasi) flop dello slittamento a maggio

di redazione

Consorzi e aziende non si nascondono dietro il diplomatichese e confermano una limitata soddisfazione per la trasferta a Düsseldorf. Al netto delle manchevolezze organizzative, operatori sotto le aspettative.

Il Prowein torna “in sordina” nel 2022 e si rivela un quasi flop . Le voci arrivavano sottotraccia già nei giorni della fiera, attesissima, riportata in presenza dopo tre anni, ma al ritorno da Düsseldorf Consorzi e aziende non si nascondono dietro il diplomatichese e confermano la forte delusione.

La fiera ha dichiarato la presenza di circa 5.700 espositori (1.400 italiani) e 38mila visitatori professionali provenienti da 145 Paesi, numeri difficilmente comprabili con quelli del 2019, quando i visitatori erano stati poco più di 61mila, con circa 7mila espositori (1.700 italiani).

CONSORZI DELUSI…
Prowein ha rispettato le nostre previsioni, ma con un flusso minore di visitatori – rileva Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt)- sono mancate alcune tra le più importanti aree per l’export del nostro vino come l’Asia e l’America a cui si è aggiunta la mancanza di altri paesi strategici a causa della nuova collocazione temporale della manifestazione. La fiera tedesca, per la sua forte connotazione commerciale, non lascia spazio ad improvvisazione e iniziative estemporanee. La conseguenza è che le aziende strutturate e più organizzate hanno potuto portare a termine la propria agenda di appuntamenti, mentre i produttori più piccoli si sono di fatto trovati in difficoltà. Per questo auspichiamo che Prowein possa tornare il prossimo anno alla sua collocazione naturale, così da favorire il business di tutte le nostre imprese”.

Non duro, ma netto anche il commento di Christian Marchesini, presidente del Consorzio della Valpolicella. “Inaspettatamente abbiamo riscontrato alcuni disservizi e anche una disorganizzazione generale – rimarca – Il riposizionamento della fiera a maggio non ha garantito la presenza degli operatori che ci si aspettava. In sintesi, dopo 3 anni di attesa, ProWein purtroppo non ha colpito nel segno“.

Sulla stessa linea il Consorzio del Brunello di Montalcino: “Lo spostamento a maggio non ha di certo giovato alla fiera tedesca, che ha accusato gli effetti di un posizionamento successivo a Vinitaly e a Wine Paris & Vinexpo Paris. Le nostre aziende hanno rilevato una presenza professionale sotto media e purtroppo anche una certa disorganizzazione nei servizi”.

Senza dubbio un’edizione molto particolare – commenta Sandro Gini, presidente del Consorzio del SoaveEravamo tutti reduci da due anni di stop forzato, la calendarizzazione a maggio invece che a marzo, le tensioni internazionali, solo per citare i macro aspetti. La percezione generale è stata quella di una rassegna ‘sotto tono’, almeno per l’Italia, anche per la vicinanza con Vinitaly chiusosi ad aprile. Abbiamo rilevato qualche criticità sul fronte dei servizi offerti dalla fiera. Nell’insieme comunque le nostre aziende hanno lavorato, ragion per cui valeva la pena esserci. Speriamo di veder presto tornare gli operatori asiatici“.

ph prowein.com

… MA NON TROPPO
Nettamente più positiva l’esperienza del Consorzio Etna Doc, che per la prima volta si presentava in forze a Düsseldorf. “Dopo la partecipazione al Vinitaly, siamo altrettanto soddisfatti di essere stati presenti anche al Prowein con un gruppo di quarantadue produttori – dice il direttore Maurizio Lunetta – La ripresa in presenza di questi importanti appuntamenti fieristici contribuisce a tenere vivo un clima di fiducia e voglia di ripartenza dopo i due anni contrassegnati dall’emergenza pandemica”. “La distintività dei nostri vini – aggiunge il vicepresidente del Consorzio Seby Costanzoè ormai un tratto riconosciuto e che continua a suscitare curiosità e profonda attenzione da parte dei buyer internazionali, che sono alla ricerca di carattere, originalità e legame con varietà autoctone. E anche al Prowein abbiamo ricevuto ottimi attestati”.

Anche per Luca Pollini, direttore del Consorzio Doc Maremma, “nonostante la calendarizzazione non facile della fiera e le presenze complessivamente inferiori rispetto al solito, si è riscontrata un’ottima qualità degli operatori. I professionisti dal Nord Europa si sono soffermati al bancone consortile molto interessati agli autoctoni: Ciliegiolo Sangiovese, Vermentino e Alicante sono stati molto richiesti”.

Per Alessio Durazzi, direttore del Consorzio Morellino – che ha partecipato con un gruppo di 37 produttori – “torniamo da Düsseldorf con un bilancio positivo. Sebbene quest’edizione si sia svolta dopo il Vinitaly, e quindi non nelle sue date canoniche e con una minore presenza di operatori, a Prowein abbiamo avuto riscontri positivi nei tre giorni di fiera, soprattutto con operatori tedeschi e americani, che apprezzano la qualità delle nostre produzioni“.

Grande attenzione anche per i Vini d’Abruzzo. “Torniamo dal Prowein con la certezza che vi sia un sempre più grande interesse degli operatori internazionali per il pecorino d’Abruzzo – osserva il -presidente del Consorzio Valentino Di CampliMaggio non era di certo il periodo giusto, ma siamo stati contenti della partecipazione alla fiera che si conferma strategica per incontrare i player internazionali. Le aziende che si erano preparate con appuntamenti già fissati sono riuscite a lavorare bene con i buyer provenienti dai principali mercati di interesse”.

Per i Vini Euganeiè andata meglio di quello che si prevedeva – fanno sapere dal Consorzio – Ci si aspettava una fiera sottotono, con il rischio che fosse un flop. E in effetti è stato sottotono per numero di visitatori, ma per noi non è andata male perché abbiamo incontrato operatori interessanti. In particolare è stato positivo l’interesse dimostrato per il Fior d’Arancio dolce dal Nord Europa, mentre i tedeschi hanno rivolto l’attenzione sul Fior d’Arancio secco e sul Carmenere”.

Anche se, come ci si aspettava, si è trattato di un’edizione del ProWein in tono minore – osserva Franco Cristoforetti, presidente Consorzio del Chiaretto e Bardolinoda Düsseldorf sono arrivati segnali nettissimi sulla reputazione internazionale raggiunta dal Chiaretto di Bardolino, testimoniata dai buyer europei, americani ed asiatici che hanno frequentato lo stand consortile avendo già un’idea molto precisa delle caratteristiche del vino, spesso ricavata dalla stampa”.

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CANTINE PREPARATE, MEZZE SALVATE (E MEZZE DELUSE)
Sul fronte cantine, il polso è tutto sommato positivo. Come dire: si sapeva che sarebbe stato un Prowein sottotono, quindi tutto sommato è andata bene.

A ProWein abbiamo confermato le nostre aspettative – dice Lucia Barzanò di Mosnelcon piacere abbiamo rivisto di persona chi non incontravamo da oltre due anni e consolidato i rapporti con chi abbiamo conosciuto soltanto online, oltre che sviluppare nuovi contatti in nuovi mercati”.

Per Chiara Lungarotti (ad Lungarotti) “Prowein 2022 è stata un’edizione particolare: con risultati non simili alle precedenti, data la vicinanza con Vinitaly che l’ha anticipata. Allo stesso tempo questo afflusso più contenuto ha permesso una maggiore condivisione di momenti con buyer e colleghi“.

Giovanni Brumat di Cantina Toblino, parla di “Prowein della ripartenza”. “Non dobbiamo illuderci, non è tutto come prima – dice – ma sta a noi produttori, ai professionisti del settore e alle istituzioni ideare, progettare e realizzare la nuova normalità, anche in ambito fieristico. Con queste parole intendo semplicemente dire che da un lato è stata un’edizione comunque molto proficua per contatti nuovi e ormai consolidati con molti buyer provenienti soprattutto da Nord Europa, Europa Centrale, Nord America e Russia, con anche qualche mercato emergente come gli Emirati Arabi. Tuttavia la collocazione temporale a maggio, una leggera disorganizzazione all’interno e all’esterno della fiera, una modalità fieristica da rivedere e da innovare, non ci hanno soddisfatto al 100%. Spezzo però una grande lancia a favore del Prowein: le brevi interviste e i questionari per ottenere feedback dalle aziende e dalle persone partecipanti all’evento, sicuramente daranno un nuovo impulso all’edizione del prossimo anno che sarà ricollocata a marzo, un paio di settimane prima di Vinitaly, consentendo alla maggior parte dei buyer extra-EU di poter fare un unico viaggio presenziando ad entrambi gli eventi fieristici”.

Presenziamo dal 2012 a Prowein – rimarca Andreas Comploj, sales director di Monteverroper noi una piattaforma strategica, vista la nostra distribuzione particolarmente forte in centro Europa. Dopo due anni di assenza eravamo felici di poter riprendere la partecipazione ma non del tutto convinti dello spostamento a maggio, un mese in cui i clienti e le cantine hanno solitamente già impostato la programmazione per l’anno in corso. E in effetti, nonostante l’organizzazione sempre efficiente, abbiamo avuto l’impressione di una presenza minore di visitatori, poi confermata dalla stessa Messe Düsseldorf che ha calcolato 38000 visitatori, quasi il 40 % in meno dell’ultima edizione”. La partecipazione era comunque legata anche alla quota d’iscrizione già versata per il 2020, che non poteva essere rimborsata. “Partecipare all’edizione 2022 è stata quindi, quasi una scelta obbligata per gli espositori. Penso che l’ente organizzatore intuendo un’affluenza minore potesse concedere delle facilitazioni a coloro che hanno partecipato e che parteciperanno alle future edizioni regolarmente”.

Anche Marica Bonomo, commerciale estero di Monte del Frà, parla di “una fiera smorzata nelle quantità, forse per la scelta del mese di maggio, per la mancanza di una fetta importante come il mercato asiatico, per i problemi ancora attuali di pandemia, e dei principali Paesi dell’est per la guerra Ucraina-Russia”. Quello che ha stupito è stato anche un calo di presenza della gastronomia tedesca, “forse complice le riaperture e il bel tempo, ha preferito non essere presente e lavorare nei propri locali”. Come azienda conferma però la soddisfazione, “complice una scaletta di appuntamenti programmati già da tempo, che ci hanno permesso di poter rivedere partner dopo molto tempo e di porre le basi per nuovi mercati quali quelli baltici, negli Stati Uniti e in America Latina”.

È stato un Prowein perfettamente in linea con le nostre aspettative – chiosa Andrea di Fabio, direttore generale di Cantina Tolloabbiamo registrato un’edizione del più che soddisfacente. Appuntamenti ben organizzati, affluenza regolare e buyer veramente interessati hanno confermato, anche alla luce di quanto accaduto al Vinitaly, che le fiere hanno riportato all’attenzione l’aspetto umano del rapporto commerciale e diventano sempre più un appuntamento inderogabile dove si va a concludere affari”.

Per Villa Bogdano 1880 il Prowein 2022 è stato il debutto sulla piazza di Düsseldorf. “Per una start up come siamo noi è una ottima occasione di visibilità per promuovere la nostra filosofia riassunta dal nostro slogan: finest organic wines preserving biodiversity“, dice il responsabile marketing & sales Raffaele Foglia.

Prowein non partiva sotto i migliori auspici – osserva Filippo Mazzei, ceo di Marchesi Mazzeivisto che la Messe era stata costretta ad un posticipo a maggio quando, nel nostro mondo ormai spesso i piani di acquisto annuali sono già stati definiti. È mancata ovviamente la Cina, ma gli operatori importanti erano presenti, soprattutto hanno partecipato gli operatori dei paesi più lontani come Corea, India, Giappone che non erano venuti al Vinitaly. Ci aspettavamo una maggiore presenza di clienti tedeschi, ma nel complesso il giudizio sulla fiera è positivo”.