Maso Martis, o della scommessa (vinta) dello spumante

di Federica Borasio

Degustazione di due referenze emblematiche dell’azienda di Martignano che ha scelto di focalizzarsi sulla produzione di Trentodoc secondo un modello di viticoltura biologica

La fortuna aiuta gli audaci. È quello che viene in mente pensando alla storia di Antonio Stelzer e Roberta Giuriali, vignaioli lungimiranti che scelsero di giocare la carta dello spumante già nel 1990, epoca ancora scevra dai fasti di cui godono oggi le bollicine di montagna spinte dal successo del marchio Trentodoc. Una scelta da subito chiara nelle intenzioni dei titolari, che dopo aver preso il testimone dell’azienda agricola dal padre di Antonio, Giuseppe Stelzer, diedero avvio a quella che nel tempo è diventata una realtà di riferimento nel panorama spumantistico trentino.

Il Metodo Classico – spiegano Antonio e Roberta – è il vino che amiamo e che per noi rappresenta meglio il terroir del Trentino. Oggi la produzione di Metodo Classico è parte integrante della nostra quotidianità, che ha abbracciato negli anni una selezione e gestione particolare del vigneto, tutto di nostra proprietà”.

LA FILOSOFIA AZIENDALE

A 450 metri di altitudine, su una proprietà di 12 ettari compresivi di bosco e casa colonica, la famiglia Stelzer si prende cura dei vigneti a chardonnay, pinot nero, pinot meunier e moscato rosa, contando su terreni calcarei ricchi di scheletro e roccia rossa trentina e su una favorevole esposizione ai raggi del sole. Il loro impegno è quello di proteggere il territorio seguendo le pratiche della viticoltura biologica, naturale conseguenza di una filosofia che investe al massimo sulla qualità della vita. L’azienda – certificata ICEA – contribuisce alla valorizzazione della biodiversità favorendo la fertilità del suolo con interventi limitati ed evitando l’utilizzo di prodotti di sintesi e OGM. Un’attenzione ai dettagli che è frutto di un importante lavoro di squadra che inizia dalla vigna, con le competenze di Andrea Cristelloni e Daniele Tomasi, e arriva in cantina, dove la firma è dell’enologo Matteo Ferrari.Per noi  – raccontano i titolari –  è importante che ogni bottiglia rispecchi l’annata nella quale è stata prodotta e che l’attenzione con la quale curiamo la salubrità della vigna sia la stessa che poniamo nella tutela del nostro ambiente di vita quotidiano”.

LA TERZA GENERAZIONE

A fine 2021 la scelta di costituire una società semplice agricola con a capo Alessandra e Maddalena, le figlie di Antonio e Roberta, rispettivamente classe 1993 e 1996. Un passaggio “necessario e di grande soddisfazione” voluto per implementare la parte dell’accoglienza e la comunicazione aziendale anche sui canali web e social. Con diversi progetti tutt’ora in essere, tra cui l’ampliamento dei vigneti di proprietà attraverso l’acquisto di 2 ettari di terreni a 800 metri di altezza; la ristrutturazione del punto vendita e la sistemazione della sala degustazione in ottica enoturistica.

I NUMERI

Sono in tutto sei le referenze aziendali, per una produzione complessiva di 90.000 bottiglie cui si aggiungono circa 10.000 bottiglie di bianco fermo a base chardonnay divise su 2 etichette. Un fatturato da 1,5 milioni di euro nel 2021 con una crescita che nell’ultimo anno ha registrato un +32% rispetto al 2020 (nel 2020 era stata del +17%). Per le esportazioni, che pesano il 5% sul totale della produzione, i mercati di riferimento sono l’Europa, gli Stati Uniti e il Giappone.

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Trentodoc Blanc de Blancs Brut 

Uvaggio: 100% chardonnay

Vinificazione: conservazione in serbatoi di acciaio e imbottigliamento la primavera successiva alla raccolta con l’aggiunta di lieviti selezionati. Permanenza sui lieviti di 18-24 mesi, cui seguono il remuage e la sboccatura.

Giallo paglierino scarico, ha perlage fine e persistente con naso floreale intervallato a sentori di crosta di pane e note minerali. Il sorso è corrispondente e fresco, equilibrato, con la frutta che incontra una buona acidità accompagnando verso un finale piacevolmente sapido ed elegante.

 

Trentodoc Rosé de Noir Brut Millesimato Monsieur Martis 2017

Uvaggio: 100% pinot meunier

Vinificazione: lunga permanenza del vino di base sui lieviti, conservazione in serbatoi di acciaio e tiraggio la primavera successiva con l’aggiunta di lieviti selezionati. Invecchiamento di 48 mesi in bottiglia, remuage e sboccatura.

Prodotto in sole 2.160 bottiglie, la sua prima versione ha visto la luce nel 2015, in occasione del trentennale di Maso Martis. Rosa antico scarico con lievi riflessi aranciati, ha bolla finissima e persistente. Al naso emergono sensazioni di lieviti e crosta di pane, intrecciati a frutti rossi croccanti. In bocca è morbido e secco, con un’acidità vibrante che incontra sfumate note di tabacco e porta a un finale sapido e lungo.

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