Torna a Cembra il Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau

di redazione

La 19. edizione dell’atteso appuntamento che mette a confronto la produzione alpina e internazionale dal vitigno. Annuncio dei vincitori l’1 luglio.

Il müller thurgau è uno dei simboli enologici della Valle di Cembra. Se un tempo schiava e nosiola dominavano i pendii scoscesi, oggi il 40% della superficie vitata di questo affascinante e selvaggio territorio a pochi chilometri da Trento è riservato al vitigno.

Il müller thurgau rappresenta perà una produzione internazionale, essendo quest’uva coltivata in diverse aree dell’arco alpino come in Sicilia, dal Pavese alla Valle d’Aosta, da Veneto e Friuli fino ad Austria, Germania, Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca e, addirittura Giappone.

Ecco perché da 19 anni la rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna ha istituito il Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, con cui si intendono confrontare le produzioni della Valle di Cembra con quelle delle altre zone vocate, in Italia e all’estero. Una competizione, così come la rassegna, aperta a tutte le cantine produttrici di questa tipologia di vitigno.

PREMIAZIONE UFFICIALE
Cresciuto nel corso degli anni, il concorso ha contribuito a diffondere la conoscenza di questo vino e a stimolare la condivisione di competenze sulle tecniche di coltivazione e vinificazione.

L’annuncio dei vincitori avrà luogo l’1 luglio nel corso della seconda giornata della XXXV rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, organizzata con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.

In occasione della rassegna, inoltre, in programma anche diversi momenti di approfondimento tra cui le degustazioni di vino e grappa organizzate rispettivamente da Onav e Anag regionali. Nell’ambito della manifestazione, verranno inoltre annunciati in anteprima i risultati di un’importante ricerca sul vitigno, realizzata da Fondazione E. Mach in collaborazione con sei università italiane.