Chianti, vendemmia verso gli 800mila ettolitri, ma appello alle banche per i rincari

di redazione

Il Consorzio elegge i nuovi membri del consiglio e fa il punto della situazione in tema di energia e materie prime.

Sale la preoccupazione per l’aumento dei costi di energia e materiali (+10%) in Chianti. Il presidente del Consorzio, Giovanni Busi, fa appello al sistema bancario.
Sguardo positivo invece sulla fine delle restrizioni per il Covid e la prossima vendemmia, che potrebbe riportare la produzione intorno agli 800 mila ettolitri, dopo cinque anni di calo.

TRA PREOCCUPAZIONE E ASPETTATIVE PER LA VENDEMMIA
Questa situazione con alti costi per l’energia e per i materiali, come bottiglie, sughero e imballaggi, sta indubbiamente portando problematiche alle aziende – ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, nella sua relazione ai soci -. Abbiamo calcolato un rincaro di circa il 10% sui prezzi che sta frenando il mercato del vino e questo non è certo di buon auspicio visto che tra pochi mesi siamo in vendemmia e questa situazione porta molti pensieri”.

I rincari legati alla guerra in Ucraina e alla mancanza di materie prime pesano sulle aziende che, però, non scaricano i rialzi sul prodotto finale assorbendo loro stesse i costi aggiuntivi e mettendo a rischio la propria redditività. “Fare degli aumenti di costi sullo scaffale del 10% è improponibile – continua Busi -. Anche il prodotto sfuso è aumentato da 130 euro a ettolitro fino a 180-200 a ettolitro. E’ impensabile che il mercato possa accettare un prezzo così elevato”.

Per non frenare le vendite, quindi, le aziende assorbono i rincari, ma rischiano pesanti ripercussioni sulla propria liquidità. Per questo il presidente del Consorzio ha lanciato un appello e una richiesta di aiuto al sistema bancario. “Ci auguriamo che il sistema bancario ci possa dare una mano per traghettare le aziende fuori da questo momento. Chiediamo più erogazione di finanziamenti, la possibilità di posticipare le rate dei prestiti e altre forme di sostegno. La priorità adesso è riuscire a reggere di fronte a questa ulteriore tempesta, che sappiamo essere passeggera, per andare verso un 2023 che sarà più roseo”.

Se da una parte c’è il problema dei prezzi, dall’altra però il mondo si sta riaprendo dopo oltre due anni di pandemia. Durante l’emergenza pandemica il Chianti ha visto aumentare notevolmente le vendite, grazie soprattutto alla spinta proveniente dalla grande distribuzione. “Significa – continua Busiche la gente apprezza il Chianti e quindi il graduale ritorno alla normalità porterà una nuova crescita del mercato. Anche le aziende enoturistiche stanno vedendo una ripresa, il turismo è in crescita in tutte le zone del Chianti con tantissimi turisti che chiedono di fare tour delle cantine e degustazioni. Senza restrizioni è chiaro che si marcerà più velocemente”.

Altra nota positiva, infine, arriva dalle vigne che quest’anno promettono una vendemmia come non se vedono da cinque anni. “La produzione quest’anno c’è – dice ancora Busi .- Da qui a settembre dobbiamo solo sperare che non ci sia siccità, né le grandinate del passato. Se tutto va bene, l’uva quest’anno c’è e dopo cinque anni si dovrebbe tornare a una produzione normale, intorno agli 800mila ettolitri, e anche questa sarebbe una bella boccata di ossigeno per le aziende della Denominazione”.
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I NUOVI CONSIGLIERI ELETTI
Nel frattempo, sul fronte amministrativo, vengono eletti i nuovi consiglieri del Consorzio. Tra i nomi, Davide Ancillotti delle Chiantigiane, Ritano Baragli di Cantina sociale Colli Fiorentini, Rolando Bettarini di Fattoria di Piazzano, Gianluigi Borghini Baldovinetti di Fattoria San Fabiano, Luca Brunelli di azienda agricola Martoccia, Giovanni Busi di Fattoria Travignoli, Bernardo Guicciardini Calamai del Castello di Poppiano, Vittorio Fabio Carone di Ruffino, Cino Cinughi De’ Pazzi dell’azienda De’ Pazzi Cinughi Cino, Angiolo Del Dottore di cantina Senesi Aretini, Stefano Fantechi di Cantina sociale Vicas, Marco Ferretti de La Querce, Leonardo Francalanci di Fattoria San Michele a Torri, Filippo Gaslini della società agricola Fondiaria S.A.F.T., Francesco Gera di Castelli del Grevepesa, Malcolm Leanza di Vivito società cooperativa agricola, Tullio Marcelli de La Torre, Maurizio Masi di Cantine Bellini, Mario Mori di Cantina dell’Etruria, Massimo Peruzzi di Cantina vini tipici dell’Aretino, Mario Piccini di Gestioni Piccini, Filippo Rocchi di Fattoria Castelvecchio, Andrea Rossi di Vecchia Cantina di Montepulciano, Giovanni Sani di Marchesi Frescobaldi, Massimo Sensi di Sensi Vigne e Vini, Vasco Torrini di azienda agricola Torrini, Giovanni Trambusti di Chianti Trambusti, Alessandro Zanette del Gruppo Italiano Vini e Gianni Zipoli di Cantine Leonardo Da Vinci.

 

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