Anteprima Sagrantino alla sfida della freschezza

di Lucia Immacolata Migliaccio

L’Anteprima a Montefalco della vendemmia 2018 mostra equilibrio e bevibilità. Assaggi intriganti di trebbiano spoletino e spinta sul bio.

Trama fitta e impenetrabile, tanta frutta, esuberanza e concentrazione di tannini abbinata talvolta a una riequilibrante freschezza. Il Sagrantino 2018 si presenta all’Anteprima 2022 in una veste diversa ovvero con una prontezza di beva maggiore.

Dei 47 campioni in degustazione, 16 le prove di botte e 11 in affinamento – ai quali si applica il beneficio del dubbio perché progetti di vino in divenire che cambieranno ancora molto (il risultato sarà pienamente leggibile tra qualche tempo) – ma in generale i sagrantino sono sembrati armoniosi, intensi e dinamici.

L’annata 2018 è stata molto più fresca e senza i picchi calorici della precedente con aprile e maggio piuttosto piovosi. La maturazione delle uve è stata regolare grazie alle temperature estive non elevate e a un periodo asciutto e ventilato che si è protratto fino a metà ottobre. Le uve in cantina sono quindi entrate mature e con buoni livelli di acidità: vendemmia di eccellente auspicio per le etichette che dovranno garantire longevità.

Gli assaggi raccontano di un numero sempre maggiore di produttori che mira a ottenere vini con una maggiore piacevolezza di beva, più snelli rispetto al passato, alleggeriti: una moderna interpretazione della millenaria vocazione enoica dell’Umbria.

TRA PICCOLI PRODUTTORI E VITIGNI EMERGENTI
Piccoli che crescono, lo slogan potrebbe essere questo: colpisce l’incredibile affermazione del trebbiano spoletino che nel giro di pochi anni e partendo dal recupero di una vecchia varietà è assurto a vitigno di riferimento divenendo protagonista. Ha guadagnato identità e convince in misura crescente per la capacità di sfidare il tempo.

Così come il Montefalco rosso (non il fratello minore del Sagrantino) nel quale il sangiovese, presente in misura variabile tra 60 e 80%, conferma non essere retaggio di una viticultura passata: trasferisce nel calice le differenti sfumature territoriali con la finezza e tipicità consuete.

Dato incontrovertibile che non può che far bene a tutto il mondo del vino: sono moltissimi i produttori che esercitano una viticultura biologica, molti quelli in conversione. Il rispetto dell’ambiente oramai è un’esigenza diffusa e radicata e che si coniuga sempre di più con la ricerca della perfezione qualitativa. Perché il vino è buono quando è senza difetti.

Insomma, un’Umbria in salute, forte dei suoi vitigni autoctoni, di vini d’autore e artigianali. Un territorio che ha ancora tante cose da dire, sempre in modo pacato.

I MIGLIORI ASSAGGI DI TREBBIANO SPOLETINO

Le Thadee – +128+ 2020
Ottenuto da viti di impianto prefillossera maritate agli aceri, come voleva la tradizionale alberata, è di un giallo paglierino luminoso con riflessi dorati. L’approccio olfattivo imperniato su eleganza e pulizia, apre su sentori di pesca, note di zafferano, mentuccia, miele di acacia e spezie. Leggera sensazione solfurea. Morbido all’ingresso, si distende corrispondente. Fresco ed equilibrato chiude lento e sapido.

Perticaia – Del Posto 2019
Paglierino smagliante, il bouquet è complesso e raffinato con suggestioni di camomilla, polline e fiori gialli che fanno da corona e si fondono con mirabile coesione a profumi di pietra focaia e idrocarburi. La dimensione gustativa si rivela coerente con l’approccio gustativo, aggraziata ed elegante con affiatamento tra avvolgenza e freschezza. Persistente al sorso, chiude su di un lento e sapido finale.

Cantina Ninni – Poggio del Vescovo 2020
Delicato paglierino, si avvertono delicati sentori erbacei con ricordi iodati. Seguono sensazioni fruttate di scorza di agrumi con fiori di tiglio. L’ingresso svela freschezza mentre la sapidità si palesa nel sorso. Avvolgente, si rivela equilibrato in tutta la sua lunga persistenza e chiude lentamente supportato da freschezza e sapidità.

Scacciadiavoli – Trebbiano Spoletino 2020
Livrea dorata. Il corredo olfattivo ha una forte personalità: erbe aromatiche, ginestra, tiglio, ricordi di nocciola e santoreggia fusi in una profonda trama salmastra. Sorso interessante per stile e carattere, dall’approccio avvolgente e di volume. Un vortice sapido si inserisce tra freschezza e morbidezza, dettando tensione e lunga persistenza. Gran bella evoluzione nel bicchiere. Lascia una scia balsamica.

Antonelli San Marco – Trebium 2021
Veste paglierino lucente, nel corredo olfattivo spiccano note di agrumi, frutti e fiori gialli, erbe aromatiche. Assaggio splendido per la progressione gustativa incentrata su freschezza e sapidità e per armonia complessiva. Struttura solida e lunga persistenza con chiusura di bocca fruttata e speziata.

I MIGLIORI ASSAGGI DI SAGRANTINO DI MONTEFALCO

Antonelli San Marco – Chiusa di Pannone 2018
Fitta trama rubino luminoso. Intensi i profumi di fruttati di amarena, prugna, mirtilli, ribes, un tocco floreale di iris e rosa per chiudere con ricordi balsamici. Sorso dinamico e saporito, gradevole freschezza che anticipa un tannino ben gestito. Un buon equilibrio fa da preludio a una lunga persistenza.

Tabarrini – Colle Grimaldesco 2018
Rubino intenso, sfilano sensazioni di more, violetta, china e humus. Erbe aromatiche e soffi balsamici. Trama tannica presente ma non invasiva, accompagna il sorso grazie alla ricca freschezza gustativa.

Tenuta Bellafonte – Collenottolo 2018
Veste luminosa con tonalità rubino, al naso regala ricordi nitidi di ciliegia, mirtilli, ribes, sbuffi di spezie, pepe, violetta e sottobosco. Al palato il tannino è ineccepibile che si rapporta ottimamente con la generosa traccia calorica senza risultare invadente. Finale lungo e saporito.

Cocco Ilaria – Phonsano 2018
Rubino luminoso, propone profumi di mora di gelso, ciliegia, pepe ed erbette aromatiche Al gusto non tradisce le attese, esibendo un assetto dinamico con freschezza tonica, tannino ben estratto e saporito. Persistente, lascia spazio ad un indelebile ricordo pepato.

Arnaldo Caprai – Collepiano 2018
Rubino concentrato e luminoso, al naso emergono frutti di bosco, marasca, visciola, spezie, ricordi di alloro e fiori essiccati. Al palato è preciso nella trama tannica, di gran classe, che offre appoggio alla struttura e mitiga l’avvolgenza calorica. Finale lungo, fresco e sapido.

Bocale – Montefalco Sagrantino 2018
Rubino impenetrabile, rivela un profilo olfattivo ricco e sfaccettato, dominato da frutti neri, liquirizia, sbuffi di erbe officinali e un tocco ferruginoso. Il gusto è caratterizzato da un’accattivante bevibilità, componenti fresche e tanniche sono ben integrate: il sorso è dinamico e bilanciato.

Perticaia – Montefalco Sagrantino 2018
Fitto rubino, vivace, sprigiona sentori di frutti di bosco con delicati richiami speziati e tostati. Il sorso è equilibrato, preciso nella trama tannica che offre appoggio alla ricca struttura e mitiga l’avvolgenza calorica. Si sviluppa grazie al nerbo sapido e si allunga in una bella persistenza fruttata.

Romanelli – Terra Cupa 2018
Rubino luminoso, i profumi sono incentrati su frutta e spezie dolci. Emergono in successione mirtilli, more, ribes, visciola, bacche di ginepro. In bocca si apprezza la struttura e la personalità, le sensazioni fruttate e la dotazione calorica perfettamente raccordata a fresca impeccabile nell’approccio tattile e nel dispiego aromatico.

Scacciadiavoli – Montefalco Sagrantino 2018
Rubino luminoso, il naso è una sequenza di profumi, con sensazioni di piccoli frutti rossi, ciliegia croccante, arancia amara e note di frutta nera sono accompagnate da profumi di lauro; il tannino è levigato, il sorso fresco e saporito. Il sorso evidenzia una solida struttura, mai invadente grazie alla dinamicità creata dalla decisa freschezza e da un tannino preciso. In chiusura, ritorni balsamici.

Moretti Omero – Montefalco Sagrantino 2018
Rubino compatto, propone deliziosi profumi di frutti neri che si alternano a sentori di polvere di cacao e richiami ferrosi. In bocca è vibrante: freschezza e tannino si stemperano perfettamente nella scia calorica. Nel finale ritornano aromi di frutta e spezie.

Di Filippo – Etnico 2018
Veste un rubino vivido, il naso si compone di sensazioni ben fuse tra loro: prugne, more di rovo, spezie orientali, diffuse tostature e note di china fluiscono pulite e decise. In bocca mostra pienezza e vigore lasciando cogliere un certo slancio espressivo. Tannino presente che trova bilanciamento in morbidezza e calore.

Secondo Filippo Antonelli questa scelta lega ancora di più i vini al territorio di provenienza, rappresentando un valore aggiunto in termini di autenticità.

I MIGLIORI ASSAGGI DI MONTEFALCO ROSSO

Antonelli San Marco – Montefalco Rosso ris. 2018
Rubino scuro con riflessi molto luminosi, regala un bel profumo di piccoli frutti neri e rossi che si mescolano a richiami speziati, di rabarbaro e cardamomo, sostenuti da tipiche note di sottobosco. Freschezza e tannino offrono un sorso profondo ed elegante e non fanno pesare la struttura. Persistente, chiude speziato.

Perticaia – Montefalco Rosso 2018
Intenso rubino con luminose sfumature granato, il quadro aromatico si svela poco a poco seducendo con una miscellanea di ribes nero, confettura di ciliegia, liquirizia, rosa canina e ginepro. Il sorso è di impeccabile tenuta, concede rotondità d’insieme e una trama tannica ben modulata: lo sviluppo è marcato da una bella freschezza e da una vitale nota sapida.

Arnaldo Caprai – Montefalco Rosso 2019
Intenso rubino, il naso è di ottima finezza e precisione, è un rincorrersi di frutti rossi e spezie con diffusa balsamicità. Al palato ha compostezza, perfetto il tannino appenna accennato, è succoso e vitale, il sapore persistente propone intensi aromi fruttati.

Bocale – Montefalco Rosso 2019
Rubino, sprigiona sentori di piccoli frutti rossi fraganti, amarene, fragole selvatiche e more di gelso. La delicata speziatura ingentilisce il bouquet, donando profondità ed eleganza a un vino dal profilo olfattivo piacevolmente fresco. Il gusto trova una perfetta corrispondenza con l’olfatto. Tannino intenso ma integrato con finale fruttato.

 

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