Bonollo gioca la carta dei gin e vermouth Ballor

di Stefano Parisi

La distilleria padovana rilancia lo storico brand piemontese partendo da due prodotti premium destinati anche alla miscelazione.

A fine Ottocento la città di Torino iniziava la sua grande trasformazione verso la modernità e i liquoristi piemontesi godevano di fama internazionale grazie al periodo d’oro del vermouth. Facendo proprio questo entusiasmo, tre amici – Paul Ballor, Henry Freund e Emilie Roussette – crearono una delle aziende più all’avanguardia, dell’epoca che velocemente acquisì notorietà per la qualità dei suoi prodotti.

Fondata a Torino nel 1856, la Freund, Ballor & C.IA. torna a vivere dopo oltre 165 anni di storia e fascino grazie all’investimento della famiglia Bonollo di Padova – famosa nel mondo per la Grappa OF Amarone Barrique – sul rilancio del brand Ballor, icona storica del bere italiano.

UNA STORIA DI PRESTIGIO
Sulle etichette dei liquori, iniziavano a fare la comparsa le prime locomotive, simbolo della forza trainante dello sviluppo industriale. Già prima della fine del secolo la Freund, Ballor & C.IA spostò il proprio stabilimento a Cambiano lungo la tratta ferroviaria che collegava Torino a Genova: una mossa strategica per movimentare più velocemente le merci ed accrescere lo sviluppo commerciale.

Non solo vermouth, ma anche amaro, gin, cognac e vino chinato conquistarono non solo le tavole nobili del Regno di Sardegna, ma anche le esposizioni internazionali di Firenze, Londra, Dublino, Chicago e Parigi. La voce arrivò fino a Casa Savoia che nel 1902 nominò l’azienda liquoristica “Sovrintendente del Re d’Italia”.

Dal 1920 in poi il marchio passò a diverse proprietà, fino ad arrivare nei tempi recenti ai Bonollo di Padova.

RILANCIO PREMIUM
Sono passati 168 anni dalla nascita del marchio Ballor e oggi la famiglia Bonollo lo riporta alla luce con il lancio di nuovi prodotti che vogliono puntare sul “fascino edonistico” ricercato dai maestri distillatori e liquoristi dell’epoca.

Il nuovo corso di Ballor vede il debutto di due nuove referenze: il Vermouth di Paul e il Gin di Emilie.

Vermouth Ballor
Il vermouth era il liquore preferito da Paul Ballor. Il vino viene aromatizzato con erbe aromatiche raccolte ed essiccate all’aria, macinate e sottoposte a macerazione statica prima dell’infusione in due fasi (una più alcolica per estrarre le componenti aromatiche, la seconda per estrarre il gusto amaro dalle erbe) e della torchiatura soffice.

È intenso e corposo, con note speziate tra cannella e agrumi canditi, vira sul più sul dolce marsalato che su toni balsamici. In miscelazione va abbinato a un bitter secco o dai toni amaricanti.

Gin Ballor
Il gin vuole ripercorrere i viaggi di Emilie Roussette attraverso l’Italia. Le bacche di ginepro provengono da diverse regioni, per giocare su sensazioni non monotone, e dopo la macerazione statica vengono distillate con l’aggiunta di preparazioni aromatiche quali scorze di arancio, bergamotto, mandarino e pompelmo rosa oltre timo e basilico. Fresco e piuttosto delicato, il gin non spinge sulle note balsamiche ma vibra di macchia mediterranea. Piacevole in miscelazione, abbinato a una tonica delicata è rifrescante.