Cantina Valle Isarco, la montagna in un calice di kerner

di Antonio Cimmino

Le diverse interpretazioni del vitigno della cooperativa della Valle Isarco svelano vini di montagna freschi, verticali ma anche di grande struttura, capaci di acquisire carattere e complessità nel tempo.

L’Alto Adige-Südtirol, seppur una delle aree vinicole più piccole d’Italia, con la sua ubicazione geografica a cavallo tra la zona alpina e quella mediterranea, fra la cultura italiana e quella tedesca, è una delle zone di produzione più ricche di sfaccettature ma soprattutto di “qualità diffusa”. Grazie anche alla presenza radicata di cantine cooperative sinonimo di eccellenza e riconoscibilità di un terroir alquanto unico.

Una delle sette zone vinicole della regione è la Valle Isarco, l’area vitata più settentrionale d’Italia. E la cantina sociale di riferimento è Cantina Valle Isarco (Eisacktaler Kellerei), la più giovane cooperativa vinicola altoatesina.

RISCOPERTA DEL KERNER
Vino e Valle Isarco è un connubio che si perde nella storia stessa di questo territorio. E dopo anni di abbandono, la viticoltura ha ritrovato una nuova fiorente vita a partire dal 1961 grazie a 24 famiglie che si riunirono per fondare proprio Cantina Valle Isarco.
Negli ultimi anni la cantina sta puntando sempre più sul vitigno principe della valle, il kerner, in tutte le sue diverse interpretazioni: un classico welcome wine, un vino selezione, un cru, un passito dolce, addirittura una grappa e qualche “esperimento” con tecniche di vinificazione inusuali sia per il vitigno che per la cantina stessa. Il tutto per tener fede anche alle promesse fatte ai soci e confermare la costante crescita del fatturato che prevede di chiudere il 2022 con un +15%.

Nel corso degli anni, il kerner è diventato il vitigno più rappresentativo sia per la cantina (30 ettari coltivati su 135 totali a bacca bianca) sia per l’intera valle (il più vitato con 85 ettari).

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Nato nel 1929 in Germania per mano dell’agronomo August Karl Herold dall’incrocio tra schiava grossa (trollinger) e riesling renano, il vitigno porta nel nome la dedica al medico e poeta tedesco Justinus Kerner grande appassionato di vino e autore di svariate poesie sul tema.

In degustazione solo vini da kerner in purezza di Cantina Valle Isarco.

Kerner 2021 linea classica Alto Adige Valle Isarco Doc
Vinificazione e affinamento: raccolta manuale, breve macerazione sulle bucce durante la pressatura soffice; fermentazione in acciaio; affinamento sulle fecce fini per circa 3 mesi; fermentazione malolattica non eseguita

Giallo paglierino dalle screziature verdognole il suo colore. Al naso è fresco e delicato, note speziate si fondono alla fragranza dell’uva e alla freschezza delle erbe aromatiche e degli agrumi. Il sorso, agile, elegante e rotondo, rimanda ad una frutta gialla matura, la noce moscata timbra una chiusura di buona lunghezza.

Kerner Aristos 2020 Alto Adige Valle Isarco Doc
Vinificazione e affinamento: raccolta manuale, breve macerazione sulle bucce durante la pressatura soffice; fermentazione in acciaio; affinamento sulle fecce fini per almeno 7 mesi; riposo in bottiglia di 6 mesi

La cantina è tra le prime in Alto Adige a proporre (dal 1990) una linea selezione con vini prodotti esclusivamente da varietà in purezza, da 20 parcelle dedicate di 20 soci. Una ricerca di verticalità, lunghezza e sapidità a scapito di struttura e potenza. Alla vista spicca il suo luminoso giallo verdognolo tendente al paglierino. All’olfatto presenta un frutto delicato ed elegante, fresche note di bergamotto, lime e zest d’arancia, ricordi di sambuco e dolci sentori di camomilla. I primi accenni gessosi e di pietra focaia li ritroviamo al palato, che si presenta teso e vibrante. Di pregevole fattura la chiusura, lunga e sapida.

Kerner Sabiona 2019 Alto Adige Valle Isarco Doc
Le uve di kerner provengono da una single vineyard dentro le mura dell’antico monastero benedettino di Sabiona, che si erge su una rupe di origine vulcanica, dove si è sempre prodotto vino. Nel 1961 diventa uno dei soci fondatori della cantina cooperativa, le suore di clausura hanno gestito la vigna in autonomia fino al 2008 anno in cui il vicepresidente della cantina la prende in affitto con l’intento di vinificare le uve separatamente dando vita a questo vero e proprio cru di solo 3.000 bottiglie prodotte.

Dal 2018 un deciso cambio di stile nella vinificazione: fermentazione in botti di legno di acacia; affinamento parte in acciaio e parte in tonneau per un anno; assemblaggio in inox per 3 mesi e riposo in bottiglia per ulteriori 9 mesi. Ben due anni dalla vendemmia per abbandonare il classico timbro fruttato e agrumato e donare maggiore complessità e longevità, mostrando le vere potenzialità del vitigno.

Nel calice si presenta di un giallo paglierino impreziosito da brillanti riflessi dorati. L’olfazione è intensa ma raffinata, sentori di erba appena tagliata, floreale di montagna ed una nota speziata a tratti mentolata. Il sorso è più potente, deciso, una leggere nota fumé accompagna una maggiore cremosità, un’acida freschezza ben sorregge una spiccata alcolicità. Un vino vivo che evolve nel bicchiere, dotato di lodevole lunghezza e persistenza, con il frutto che piacevolmente ritorna sul finale molto sapido.

Kerner 2020 (prova da botte, con fermentazione sulle bucce)
Un nuovo esperimento in cantina da una prova da botte di kerner 2020. Fermentazione spontanea per 3 settimane sulle bucce in due tonneau completamenti aperti e senza controllo di temperatura. Seguono almeno 18 mesi di maturazione in barrique. Saranno solo 500 le bottiglie di questo orange wine non filtrato che al naso risulta pulitissimo e per nulla ossidato. Palato morbido e avvolgente, è dotato di una notevole persistenza gustativa. Un vino che vedrà la luce nei prossimi mesi, con nome ed etichetta ancora da definire e non sotto, per ora, il cappello Alto Adige Doc ma semplicemente vino generico.

Kerner Aristos 2002 Alto Adige Valle Isarco Doc
A 20 anni dalla vendemmia un vino che porta con fierezza il trascorrere incessante del tempo. Tempra e nerbo acido ancora ben riconoscibili, benché rimanga più magro rispetto agli assaggi precedenti. Al naso è prevalente l’evoluzione terziaria verso le classiche note di idrocarburo, proprie di quel riesling “papà” dell’incrocio da cui è nato il kerner.


Nectaris Kerner Passito 2019 Alto Adige Valle Isarco Doc
Una vera rarità, sia per il numero di bottiglie, 1.500 da 375 ml, sia perché di passiti da uve kerner non ne è pieno il mondo. Una vendemmia tardiva a cui segue un appassimento in un fienile molto ventilato di circa 5 mesi. Tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo avviene la pressatura soffice. Lenta fermentazione in una barrique ed in un tonneau per circa 2 mesi, negli stessi contenitori in legno affinano per un anno. Segue assemblaggio finale e travaso nelle mezze bottiglie. Un tenore zuccherino importante, 220 g/l, ottimamente bilanciato dall’acidità totale che si assesta intorno agli 8 g/l, donando una certa bevibilità, supportata sul finale da una sapidità ancora percettibile che invita ad un altro sorso.

Grappa di Kerner 2019
Dalla lavorazione delle migliori vinacce di kerner, utilizzate nel processo di produzione della cantina e poi selezionate accuratamente da Florian Rabanser, il mastro distillatore della piccola Distilleria Zu Plun di Castelrotto, una grappa di montagna che si presenta di colore bianco lucido, al naso un fruttato giallo che ricorda la pesca e l’albicocca. Il gusto si contraddistingue per il sapore aromatico e pieno.