Lady Penguin condannata per campagna diffamatoria contro competitor

di Eugenia Torelli

La top influencer cinese avrebbe indotto i propri dipendenti a lasciare recensioni negative fasulle sui prodotti dell’azienda concorrente Luoying.

Uno scivolone imbarazzante per Lady Penguin, aka Wang Shenghan, la top influencer cinese del vino, che qualche anno fa era salita agli onori delle cronache anche in Italia, per aver messo in piedi in Cina un business milionario attraverso i social media, coinvolgendo 1,5 milioni di follower e un wine club da oltre 8mila membri. Riporta la notizia la giornalista Natalie Wang su Vino-joy.com, portale di informazione sul mercato cinese del vino in lingua inglese.

Stando alle news, tra novembre 2020 e gennaio 2021, la KOL (Key Opinion Leader), avrebbe fatto scrivere ai propri dipendenti – tra cui il responsabile del proprio dipartimento hr – recensioni negative sulle bevande a bassa gradazione alcolica dell’azienda competitor Luoying. La corte competente avrebbe imposto all’azienda di Wang Shanghan (Beijing Lady Penguin Wine Company – 北京醉鹅娘酒业有限公司) un risarcimento di 120mila rmb (circa 17.750 dollari) in favore di Luoying, oltre alla pubblicazione di un messaggio di scuse sulla home page del proprio flagship store su Tmall.com, la principale piattaforma di e-commerce del Paese.

TOP INFLUENCER UNDER 30
Indicata negli scorsi anni come fenomeno da studiare e seguire, Wang era stata inserita da Forbes nella lista dei “30 under 30” più importanti in Cina e invitata a diversi appuntamenti dedicati al vino in Italia. Tra questi Wine2wine, dove nel 2018 ha partecipato come relatrice per parlare di come costruire una wine community in Cina.

Nel frattempo il business di Wang si era espanso dal vino ad altre bevande alcoliche come sake e cocktail, ma anche alle bevande a bassa gradazione alcolica, fino a sfiorare nel 2021 gli 8 milioni – dichiarati – di bottiglie vendute. Nel 2021 l’azienda della influencer aveva ricevuto finanziamenti per 10 milioni di RMB dopo aver raccolto nel 2017 investimenti per 15 milioni di RMB.

Si capirà presto se le questioni di 面子 (reputazione) influenzeranno partner commerciali, investitori e clienti, in un Paese in cui l’opinione pubblica sembra particolarmente sensibile alla comunicazione – ne sanno qualcosa Dolce & Gabbana, Toyota e diversi altri brand stranieri che hanno dovuto negli anni ritirate campagne pubblicitarie considerate offensive – o se prevarranno le più pragmatiche questioni di portafoglio.