Mosnel, lo stile e la cura del tempo nei suoi Franciacorta

di Antonio Cimmino

Due secoli di storia tracciano uno stile unico e riconoscibile, che nel progetto Riedizioni rivela la sua massima espressività.

La storia di Mosnel e dei suoi Franciacorta è lunga, molto, e affascinante. Quasi due secoli da quando la famiglia Barboglio nel 1836 eredita a Camignone, borgo a sud del Lago d’Iseo sede di un piccolo insediamento monastico, una tenuta agricola dove la produzione di vino era già l’attività principale.

Della proprietà faceva parte la villa seicentesca, attuale sede dell’azienda, con al centro del suo giardino un cedro centenario, ancora oggi l’albero più grande della Franciacorta e punto di riferimento facilmente riconoscibile anche da molto lontano.

EMANUELA BARZANÒ BARBOGLIO E LA NASCITA DEL CONSORZIO
La svolta, non solo per Mosnel ma per un intero territorio, nel 1954 quando l’allora diciottenne Emanuela Barzanò Barboglio trasformò la tenuta in una azienda vitivinicola moderna, immaginandone il futuro ed intuendo il grande potenziale della Franciacorta enoica.

Promotrice del disciplinare di produzione del Franciacorta del 1967, il vigneto che per primo si fregiò della neonata denominazione fu il suo Roccolo. Socia fondatrice del Consorzio nel 1990, è conosciuta, stimata e riconosciuta da tutti come la “madre” del Franciacorta soprattutto per uno specifico episodio. Pur essendo Mosnel il leader di mercato nella produzione di metodo Martinotti (circa 200mila bottiglie annue) non pose il veto alla modifica del disciplinare che per puntare alla Docg prevedeva un Franciacorta prodotto solo con il metodo classico. Antepose così a dinamiche puramente economiche l’amore per il suo territorio, ne fu ripagata nel 1995 visto che fu suo il primo Franciacorta ad ottenere la denominazione di origine controllata e garantita.

QUINTA GENERAZIONE E LO STILE MOSNEL
Oggi alla guida di Mosnel, termine che in dialetto bresciano significa “pietraia”, ci sono i figli Giulio e Lucia Barzanò, la quinta generazione. E sono proprio le pietre il segno distintivo dei 41 ettari vitati, suddivisi in 18 parcelle quasi tutte raccolte intorno all’azienda, e condotti secondo i dettami dell’agricoltura biologica.

L’altitudine media si attesta intorno ai 250 metri, con il vento di caduta proveniente dalle Prealpi bresciane che caratterizza tutta la zona di coltivazione della cantina, tra le più fresche della Franciacorta. Un vento che soffia ogni giorno, in inverno aiuta a tener lontana la nebbia e in estate, anche grazie alla presenza del lago d’Iseo, mitiga afa e calura. Si crea così un microclima che abbinato al tipo di suolo è perfetto per donare un carattere unico e riconoscibile ai vini: minerali, eleganti, longevi, caratterizzati da freschezza, intensità aromatica e lunghezza.

Struttura importante ed acidità sostenuta che consentono inoltre una forte predisposizione a lunghe permanenze sui lieviti. Il tempo in un’azienda con quasi due secoli di storia e specializzata nella spumantizzazione con metodo classico rappresenta da sempre un valore prezioso, ed è proprio questo lento trascorrere dei mesi e degli anni che forgia lo stile Mosnel.

Uno stile che ad oggi trova la sua massima espressione ed espressività nel progetto Riedizioni lanciato a dicembre 2020: piccole edizioni limitate di vini caratterizzati da una lunga permanenza sui lieviti.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
La gamma di Mosnel comprende quattro Franciacorta senza annata, tre millesimati, una Riserva Pas Dosé e i tre vini del progetto Riedizioni già sul mercato. Ecco, quindi, 5 referenze che interpretano al meglio lo stile della cantina franciacortina, inclusa la nuova annata in anteprima del Satèn e il debutto assoluto della Riserva Pas Dosé in versione Riedizione.

Franciacorta Brut
Nato nel 1979, è il welcome wine di Mosnel, 60% di chardonnay, di cui la metà con vini riserva, 30% pinot bianco e 10% pinot nero. Dal 2022 la cuvée conterrà l’1% di erbamat, quantità simbolica a rappresentare il loro impegno nel recuperare e valorizzare l’antico vitigno autoctono bresciano.

Fermentazione 70% in acciaio e il restante in botti di rovere di piccole dimensioni a cui segue la malolattica. Dai 24 ai 36 mesi di affinamento sui lieviti per i differenti lotti di sboccatura.

Caratterizzato da un perlage sottile e vellutato, al naso sensazioni floreali di biancospino e sambuco, note di frutta gialla ed una nuance mandorlata che caratterizza il finale. Palato morbido, la freschezza acida degli agrumi lo vivacizza, sul finale il ritorno delle note fruttate che si allungano su una scia sapida.

Franciacorta Brut Satèn 2018
Prodotto per la prima volta con la vendemmia 1996, è uno chardonnay in purezza che per il 40% della cuvée fermenta in barrique esauste, circa 40 mesi la permanenza sui lieviti. Millesimo in anteprima in commercio entro le prossime festività natalizie.

Giallo oro intenso e luminoso alla vista. Al naso è inebriante, le note di frutta gialla si fanno più calde, esotiche. L’agrume del bergamotto si allunga su dolci e pizzicanti sensazioni di zenzero candito. Pan brioche e ricordi di crema pasticciera a chiudere l’olfazione. Il sorso è profondo, minerale, eleganza per nulla austera ma a tratti voluttuosa con quella cremosità che avvolge il palato con grande garbo. Un’incessante perlage ne sorregge la freschezza.

Franciacorta Extra Brut “EBB” 2016
Chardonnay in purezza, nel nome EBB l’omaggio di Lucia e Giulio non solo alla memoria ma all’eleganza e allo stile della loro mamma. 2003 il primo millesimo prodotto. Solo il mosto fiore di questo chardonnay in purezza è stato destinato alla spumantizzazione. La prima fermentazione avviene per il 90% in barrique di rovere da 225 litri, ivi rimane per cinque mesi fino alla primavera successiva senza svolgere la fermentazione malolattica. Seguono più di 4 anni di affinamento sui lieviti.

L’olfazione è dominata da giovani e radiose note agrumate di cedro, congiuntamente ad un floreale di verbena e gelsomino. Lo scorrere del tempo lascia spazio ad una frutta più matura, susine e ananas, e ad erbe aromatiche. Sensazioni gessose e una nuance iodata ne allungano il respiro. Il sorso è appassionante, coinvolgente, incalzante, il perlage trascina con sé la freschezza del limone e del gelso bianco. La mineralità si fa largo, sapido ma non salato, un lungo e persistente finale chiude con un delicato tocco balsamico di eucalipto ed il ritorno dell’agrume.

Franciacorta Rosé “Parosé” 2016
Trait-d’union tra rosé e pas dosé, il Parosé è un unicum del suo territorio e certamente pioniere nello stile, già a partire dalla prima annata del 2001. Tra i primi rosé pas dosé prodotti in Italia, 70% pinot nero e 30% chardonnay. Deve la sua tenue colorazione al pinot nero del vigneto Giardino, piccolo appezzamento situato accanto alla villa di famiglia, che è vinificato solo in barrique, mentre una piccola parte di chardonnay fermenta anche in acciaio. 50 mesi il riposo sui lieviti della referenza degustata.

Giocando col nome quasi un “non rosé” più che un “rosé non dosato”. Dal pinot nero eredita il profumo, il gusto, la struttura e la longevità. Eleganza, complessità, rotondità merito dello chardonnay.

Franciacorta Pas Dosé Riserva 2007 “Riedizione 2022”
La Riserva 2007 Pas Dosé era stata presentata originariamente nel 2014. Alcune bottiglie di questa riserva (circa 3.500, oltre a 320 magnum) sono rimaste a riposare nelle cantine di Camignone e degorgiate solo quest’anno, marzo 2022, dopo ben 14 anni a contatto con i lieviti. L’uscita sul mercato è prevista per il prossimo ottobre.

Frutto dell’assemblaggio di pinot bianco (40%), chardonnay (40%) e pinot nero (20%), la vinificazione è avvenuta in acciaio per il pinot bianco e in piccole botti di rovere francese per lo chardonnay e il pinot nero. Un lungo affinamento dona al vino intensità, sorso raffinato, freschezza tesa e slanciata ed una persistenza gustativa fuori dal comune. La passione, il sapere e l’eleganza di casa Mosnel.

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