Nals Margreid, nel 2022 1,1 milioni di bottiglie e ricavi 8,4 milioni

di Stefano Parisi

La cooperativa altoatesina (138 viticoltori per 160 ettari di vigneto) ha chiuso il 2021 con un fatturato di 8 milioni (+14,3%) e continua ad evolvere. Ultimo nato Nama, cuvée di chardonnay, pinot bianco e sauvignon.

“Siamo sempre in evoluzione”. L’amministratore delegato Gottfried Pollinger descrive così il carattere di Nals Margreid, la cantina che raccoglie 138 viticoltori per 160 ettari totali (70% vini bianchi) in Alto Adige. Il manager spiega la filosofia dell’azienda parlando della volontà di rappresentare l’autenticità di secoli di cultura vitivinicola dell’Alto Adige abbinata alla capacità di sperimentare.

L’ultima nata in casa Nals Margreid, lanciata ufficialmente nel 2021, è l’etichetta Nama, una cuvée pensata per sottolineare la qualità di terrori e vigneti della cantina. “Il progetto – spiega Pollinger – è nato nel 2010 e prevede l’assemblaggio al 90% di chardonnay, con un 6% di pinot bianco e un 4% di sauvignon, risultato di un’attenta selezione dei vigneti più adatti ed equilibrati e poi seguiti con cura artigianale secondo la filosofia dell’azienda”.

Nama Nals Magreid

“I vini dal carattere varietale di Nals Margreid esprimono in modo chiaro e preciso gli aromi e la varietà d’uva da cui sono prodotti”, conclude Pollinger. Incarnano lo spirito e lo stile della cantina “con un invidiabile equilibrio tra mineralità, energia e intensità e si distinguono per la loro freschezza alpina e frutto di una sapiente interpretazione, si svelano eleganti e fruttati”.

Nals Margreid ha chiuso il 2021 con un fatturato di 8 milioni di euro, in crescita del 14,3% rispetto ai 7 milioni di fine 2020. Per il 2022 la produzione dovrebbe superare il milione di bottiglie (circa 1,1 milioni), 100mila in più rispetto all’anno scorso e per questo il gruppo si aspetta di poter registrare ricavi per circa 8,4 milioni di euro (con un’ulteriore crescita del 5% rispetto al 2021).

Il mercato della società è quasi equamente diviso in terzi: il 38% arriva dalle esportazioni, con trentacinque Paesi toccati e con Germania, Nord America e Regno Unito in testa, un altro terzo (27%) dal resto d’Italia, con Milano e Roma prime tra tutti, e infine grazie al turismo il restante 35%, che è localizzato principalmente in Trentino Alto Adige con la distribuzione in hotel a 4 e 5 stelle.

 

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