L’identità sfaccettata firmata dal Garda

di Lucia Immacolata Migliaccio

I vini della Doc interregionale che fa perno sul più grande lago italiano raccontano il territorio e restituiscono vini multiformi. Appunti di degustazione di etichette non sempre comparabili.

Piacevolmente stretto tra pianura e montagna, il lago di Garda ha il respiro di un piccolo mare. Con i suoi 370 km quadrati tocca tre province di tre regioni: Brescia in Lombardia a ovest, Verona nel Veneto a est e Trento in Trentino a nord. Si realizza una sorta di micro sistema in cui il lago rappresenta l’elemento centrale, mitigatore della temperatura e crocevia di venti freschi che scendono dall’ imponente catena delle Alpi Dolomitiche a nord, e quelli più caldi in arrivo dalla Pianura Padana verso sud. Terra di luce, è proprio la luminosità l’elemento differenziale di questo melting-pot paesaggistico: l’energia radiante è infatti fondamentale per il buon funzionamento della pianta e per tutti i fenomeni di sintesi organica delle sostanze che si ritrovano nelle uve.

TERROIR FIRMATO GARDA
Ogni vino racconta il proprio territorio e la terra della Doc interregionale del Garda abbraccia un anfiteatro da Oriente a Occidente dello stesso lago , un’area che comprende 10 Denominazioni e si traduce in una superficie di oltre 31mila ettari idonei e 1800 ettari rivendicati a Doc Garda, per un totale di 20 milioni di bottiglie prodotte nel 2021.

Si tratta di terreni dalla composizione molto varia, che nella zona a Sud del lago si caratterizzano soprattutto con agglomerati morenici, ricchi di scheletro, fortemente calcarei, che beneficiano di una singolare luminosità e di un clima dalla mediterraneità attenuata con un temperato sub-continentale.

Osvaldo Failla e Luigi Mariani dell’Università degli Studi di Milano hanno identificato cinque sottozone agroclimatiche della doc Garda che si esprimono attraverso le molteplici sfaccettature e le attitudini enologiche dei vini varietali.
È estremamente complesso l’ecosistema viticolo dal punto di vista meteorologico – spiega il prof. Mariani – Edward Norton Lorenz, fisico dell’atmosfera segnalava che la foglia di vite emettendo umidità parla con l’intero pianeta e viceversa, l’intero pianeta parla con il vigneto”. “Tutto è turbolento perché sono turbolenti gli scambi da cui derivano le variabili che poi influiscono sul vino: temperatura, umidità, radiazioni, precipitazioni, vento. Ma, i benefici che il lago di Garda apporta in viticultura sono notevoli come la scarsa presenza di nebbia, che riempie invece la pianura Padana, e l’effetto riflessione sulla superfice che pur essendo difficilmente quantificabile influisce positivamente sulle uve. Come non parlare poi dell’umidità relativa cioè le brezze, dirette verso sud al mattino e verso nord il pomeriggio, che differenziano i prodotti della vite”.

UNA DOC DAI MOLTI VOLTI
Riconosciuta nel 1996, la Doc Garda nasce con lo scopo di valorizzare i vini varietali provenienti dalle produzioni delle dieci denominazioni di riferimento, tra la Lombardia e il Veneto: Valtènesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valdadige, Valpolicella, Durello e Soave.

La doc Garda nasce con lo scopo di tutelare le denominazioni storiche (non tutte limitrofe al lago) e, rimasta fino al 2015 abbastanza dormiente, si è ripresa con l’introduzione della tipologia spumante – dice Paolo Fiorini, presidente del Consorzio – Oggi si è intrapresa la strada della rivalorizzazione del varietale e vorremmo fare un ulteriore passo in avanti con l’introduzione del nome varietale sull’etichetta spumante. Sono state poi approvate delle modifiche alla denominazione che riguardano l’introduzione di tre nuovi vitigni atti alla spumantizzazione cioè garganega bianco, corvina rosè, chardonnay con la produzione di ‘metodo italiano’, riportato in etichetta. Verranno anche inserite due nuove varietà: rebo e müller thurgau, già coltivate ed utilizzate nella composizione dei vini bianchi e rossi, ma che non avevano una specificazione varietale”.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
L’arma in più di questa Doc – che per qualcuno potrebbe essere un limite in termini di identità – è forse la grande diversificazione tipologica: sotto l’ampio ombrello Garda ricadono infatti etichette che vanno dai vini fermi per lo più di monovarietali, ai blend e uvaggi per arrivare agli spumanti, metodo italiano, principalmente varietali, e metodo classico soprattutto in cuvée.

Ecco una selezione di assaggi dal territorio gardesano.

Perla del Garda, Metodo Classico – Cuvée Extra Brut
Uvaggio: chardonnay 100%
Vinificazione: pressatura soffice e prima fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata per circa 8/10 giorni
Affinamento: In bottiglia, permanenza sui lieviti per almeno 24 mesi con remuage a mano su pupitres

Veste dorata e fine perlage, al naso spiccano note di bergamotto, pesca bianca, fiori di tiglio. Teso al palato, è di spiccata freschezza e decisa sapidità al palato. Presenta una buona corrispondenza gusto olfattiva e chiude su eleganti sfumature minerali e agrumate.

Pratello, Donna Caterina – Metodo Classico Brut
Uvaggio: chardonnay 95%, erbamat 5%
Vinificazione: pressatura soffice delle uve intere e prima fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata
Affinamento: seconda fermentazione in bottiglia, permanenza sui lieviti per almeno 36 mesi.

Paglierino tenue, è attraversato da un perlage fine e persistente. L’olfatto è caratterizzato da sentori floreali di tiglio, erbette di campo, lieve nota di timo e nuance citrine. L’impatto gustativo è solcato da una piacevole trama sapida e da un dinamico gioco di equilibri.

Ricchi, Meridiano – Garda Chardonnay 2020
Uvaggio: chardonnay 100%
Vinificazione: le uve poste direttamente in piccole cassettine vengono lasciate riposare brevemente prima della pressatura soffice; il mosto ottenuto viene fatto fermentare a temperatura controllata
Affinamento: alle operazioni di travaso segue la maturazione in tonneau di secondo passaggio

Brillante giallo paglierino con striature dorate. Pesca gialla matura, fiori di acacia anticipano sottili sfumature di frutti tropicali. Palato morbido, compatto, a compensare la succosa freschezza che rende al beva elegante e sapida. Termina con effluvi fruttati e delicatamente minerali.

Santa Sofia, Le Calderare – Garda Pinot grigio 2021
Uvaggio: pinot grigio 100%
Vinificazione: in bianco con pressatura soffice delle uve. Fermentazione in acciaio a temperatura controllata.
Affinamento: In contenitori di acciaio. Circa 3 mesi in bottiglia.

Giallo paglierino dalle sfumature giovani. Dominano gli agrumi ben fusi a note di mela verde, pera Williams ed erbette aromatiche. Il sorso è dominato da sapori freschi e sapidi di buona fattura. La struttura è connotata da facilità di beva ed eleganza.

Villa Cordevigo, Chardonnay 2020
Uvaggio: chardonnay 100%
Vinificazione: fermentazione a bassa temperatura
Affinamento: in acciaio

Giallo paglierino di attraente luminosità, al naso si concede con eleganti effluvi di ananas, mela Golden matura e biancospino. Al palato, una morbida verve alcolica si contrappone a una piacevole freschezza minerale che si aggiunge nel finale lungo ed elegante, conferendo una solida personalità.

 

Consigliati