Firenze, la vigna urbana che si ispira a Michelangelo

di Andrea Guolo

Il nuovo urban vineyard nasce a Piazzale Michelangelo per iniziativa di Maria Fittipaldi Menarini, che presiede l’azienda agricola donne Fittipaldi. 

Vigneto in città con vista sul centro storico di Firenze. Nasce così la prima vigna urbana fiorentina, quasi due ettari che ospitano ulivi e alcuni vecchi filari affacciati sull’Arno, per iniziativa di Maria Fittipaldi Menarini, che presiede l’azienda agricola donne Fittipaldi di Bolgheri (Livorno) e che gestisce il terreno nei pressi di Piazzale Michelangelo.

Con le quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina, Maria Fittipaldi Menarini si è lanciata con convinzione ed entusiasmo in questo progetto. Nei suoi numerosi spostamenti all’estero Maria si era imbattuta nella vigna del Clos Montmartre, sormontata dalla chiesa del Sacro Cuore a Parigi, poi nelle vigne di Leonardo a Milano, nelle vigne della Tenuta Venissa sull’Isola di Mazzorbo a Venezia e della Villa della Regina a Torino. L’idea di emulare queste particolari colture nel proprio terreno, posto proprio al centro della culla del Rinascimento italiano, è sorta spontanea, così come spontaneo è sorto l’accostamento con Michelangelo Buonarroti che aveva acquistato una tenuta in Chianti, vicina alla torre Nectar Dei, poi diventata Fattoria Nittardi.

Il progetto prevede l’inserimento di un migliaio di piante da allevare con il sistema ad alberello, compatibile con la pendenza del terreno e con il paesaggio, da coltivare a regime biologico. Le varietà scelte sono Sangiovese (70-80 per cento) e altre presenti anche ai tempi di Michelangelo, come l’Abrostine o il Canaiolo nero, il Rasone, il Mammolo eletto. Lo scopo è rivitalizzare varietà in estinzione custodite nella banca del germoplasma della Regione Toscana, ottenendo una vigna che sia un vero e proprio ‘vitarium’, da iscrivere nell’elenco dei coltivatori custodi. Nel settembre 2025 si terrà la prima vendemmia per una produzione di circa 1.000 bottiglie di Michelangelo, col giglio di Firenze in etichetta, destinate ad aste benefiche.

Questa vigna rappresenta anche la mia infanzia – ricorda Maria – quando i primi di settembre, di ritorno dalla villeggiatura, amavo cogliere gli acini e anche alcuni grappoli per la tavola”. Poi, venti anni fa, nella sua residenza di Bolgheri scoprì il fascino del vino. Ed è la, in quel periodo, che nasce l’Azienda Agricola donne Fittipaldi. Da quel periodo, per quel progetto, decide di volere accanto a sé anche le quattro figlie che ancora oggi le sono vicine nel portare avanti l’azienda.

Il progetto è partito nell’autunno 2021 La vigna è vista come elemento in grado di ricomporre l’insieme di patrimonio rurale, storico e paesaggistico tipico di una comunità urbana ancora lontana dall’industrializzazione. Un elemento in grado di esaltare la biodiversità e di contribuire alla sostenibilità urbana. L’aspetto tecnico è seguito da alcuni tra i migliori professionisti della Toscana come l’agronomo Stefano Bartolomei e l’enologo Emiliano Falsini.