Barbaione Metodo Classico, la bolla per l’Italia di casa Bacci Wines

di Antonio Cimmino

Presentazione e degustazione dello spumante prodotto esclusivamente da uve sangiovese nella tenuta chiantigiana, ultima acquisizione del gruppo in terra di Toscana. Nuovo focus sul mercato interno.

Era il 1996, gli 883 cantavano “Gli anni dei Roy Roger’s come jeans”, ma forse nemmeno loro potevano immaginare che anche grazie a quei jeans si deve la nascita dell’ultima novità in casa Bacci Wines, il Barbaione Metodo Classico 2016 da sangiovese in purezza.

Ufficialmente Bacci Wines nasce nel 1984 grazie a Marco Bacci che comprò Castello di Bossi in Chianti Classico, sia per i suoi interessi nel mercato immobiliare sia per la sua passione per il mondo del vino, ma che all’epoca considerava solo un hobby. Fiorentino di nascita, a 19 anni inizia a lavorare nell’azienda di famiglia di Campi Bisenzio specializzata in abbigliamento e in poco tempo la porta a diventare un simbolo in Italia nel campo della moda. Per molti anni si è occupato di fashion e vino nello stesso tempo, ma proprio in quel fatidico 1996 decide di dedicarsi esclusivamente alla cantina.

LA CONQUISTA DELLE DOCG TOSCANE
Nel 1998 acquista Renieri per produrre Brunello di Montalcino e nel 2001 Terre di Talamo, nella Docg del Morellino di Scansano. In questo modo le 3 principali Docg toscane sono coperte. Nel 2015 è la volta di Tenuta di Renieri e Barbaione, quest’ultima completamente ripiantata con lo scopo di produrre col tempo una linea dedicata al Chianti Classico. L’Etna come tappa successiva con i 6 ettari di vigneti, ed annessa cantina a Linguaglossa, aggiudicati ad un’asta giudiziaria.

Ad oggi le 5 tenute toscane si estendono per 900 ettari, di cui 200 vitati e a conduzione biologica. I rimanenti includono diversi uliveti, alcune riserve dedicate al tartufo ma anche un campo fotovoltaico di 8 ettari all’interno di Castello di Bossi che permette alla tenuta di essere completamente indipendente. dal punto di vista energetico.

FOCUS SUL MERCATO ITALIANO
La produzione annua si attesta su 1 milione e mezzo di bottiglie, per il 95% destinate all’estero. E proprio su questo mercato si è fatto le ossa Jacopo Bacci, che affianca il padre Marco nella conduzione del gruppo vitivinicolo, ma che rivela l’obiettivo principale di Bacci Wines adesso: crescere soprattutto in Italia. Simbolicamente il lancio di questa nuova etichetta, dedicata esclusivamente al mercato italiano, è solo il primo passo della nuova strategia commerciale.

Un metodo classico nato sì per la passione per le bollicine della famiglia Bacci ma anche per sfruttare al meglio le giovani vigne impiantate a Barbaione, non ancore pronte per regalare un Chianti Classico che rispecchi gli standard qualitativi degli altri vini. Infine il caso ha voluto che all’interno della tenuta fosse presente una cinta muraria datata “A.D. 1111” con una grotta di tufo perfetta per far riposare le bottiglie ad una temperatura costante di 13 gradi centigradi.

Per noi – racconta Jacopo Bacci – era fondamentale ottenere un prodotto di qualità, che rispecchiasse i valori della attuale gamma di vini che abbiamo in commercio. Un vino con un suo carattere che identifichi la zona di produzione, il Chianti Classico; dopo vari tentativi dal primo nel 2015, oggi finalmente è pronto per il mercato Barbaione, il metodo classico prodotto esclusivamente dal vitigno principe del Chianti Classico, il sangiovese”. Non è stato un percorso facile. “La parte più complicata del processo – ammette – è stata eliminare il sentore amaro, tipico del sangiovese poco maturo, dalla base che abbiamo scelto di spumantizzare. Per creare una base equilibrata, fresca e minerale è stato necessario effettuare micro vendemmie molto accurate e non un semplice diradamento dei grappoli”.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Barbaione, Metodo Classico Millesimato 2016
Uvaggio: sangiovese 100%
Vinificazione e affinamento: il sangiovese da cloni tardivi viene raccolto abbastanza precocemente per preservare l’acidità che si attesta intorno ai 10g/l. Pressatura a grappolo intero, decantazione a freddo per una notte del mosto prima del travaso in tini di acciaio dove avviene la fermentazione che dura circa 2 settimane. Non effettua fermentazione malolattica. 4 anni di affinamento sui lieviti, sboccato e non dosato, riposa ulteriori 6 mesi prima della commercializzazione.

Alla vista si presenta di un giallo paglierino brillante dal perlage fitto e molto persistente. Il bouquet olfattivo è prezioso, elegante e di estrema pulizia aromatica. Al naso intensi aromi di uva spina, una punta di grafite e sentori agrumati che si fondono ad accenni di pasticceria e note tostate. Al palato è diretto, tagliente. Tensione e complessità gustativa. Giusto equilibrio tra piacevolezza ed eleganza. La nota salina allunga il finale, per nulla amaricante, richiamando ad una beva compulsiva. Un vino che va un po’ oltre gli stereotipi di un metodo classico da sangiovese in purezza.