Monitor Distretti Agroalimentari, il vitivinicolo supera 1,4 miliardi di euro di export

di Giambattista Marchetto

Il report di Intesa Sanpaolo sul primo trimestre 2022 evidenzia per il mondo vino un risultato finora mai raggiunto in un trimestre (+17,7%), contrastando la crisi internazionale.

Nonostante il contesto difficile – tra costi energetici in aumento, difficoltà di reperimento di materie prime e problemi nella logistica – le esportazioni dei distretti agro-alimentari italiani continuano a crescere a ritmi sostenuti. Anche nel primo trimestre 2022, come evidenzia il Monitor dei Distretti agro-alimentari italiani, curato dalla Direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo.

Dopo il massimo storico del 2021 (22,6 miliardi di euro, +9,2% rispetto al 2020), i primi tre mesi del 2022 registrano un ulteriore balzo in avanti, con oltre 6 miliardi di export, 811 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2021 (+15,4%) e oltre 1,2 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

L’Italia conferma la sua vocazione agricola e anche in tempo di pandemia vede crescere il fatturato del comparto.

CRESCITA CONTRO GUERRA E INFLAZIONE
L’evoluzione dei distretti riflette quella dell’export agro-alimentare italiano nel suo complesso, che già lo scorso anno aveva superato i 50 miliardi di euro e che segna, nel primo trimestre del 2022, una crescita del 18,9%. Il risultato risente in parte della dinamica inflattiva: l’indice dei prezzi praticati sul mercato estero dei prodotti alimentari italiani è cresciuto infatti nel primo trimestre del 2022 dell’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2021, con punte del 18,5% per oli e grassi e del 13,9% per le carni, mentre per le bevande l’incremento è stato più contenuto (+2,7%).

All’alba della nuova crisi geopolitica, tutte le filiere si erano lasciate alle spalle la pandemia, anche quelle che erano rimaste più indietro perché legate al mondo della ristorazione, come l’ittico. Questi importanti risultati devono fare oggi i conti con nuove tensioni causate da un insieme di fattori di tipo congiunturale, geopolitico e speculativo, anche a causa dell’alto grado di dipendenza dall’estero dell’agro-alimentare italiano per molti approvvigionamenti critici.

Le esportazioni agroalimentari del primo trimestre sono cresciute a ritmi sostenuti nonostante le difficoltà legate sia allo scenario geopolitico sia ai fattori ambientali, in primis il lungo periodo di siccità”, rimarca Massimiliano Cattozzi, responsabile direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo.

Grandi Langhe 2020 conquista il pubblico

IL VINO È TRAINANTE
Pur a fronte di buone performance in quasi tutti i comparti, a trainare la crescita è stato soprattutto il mondo vino. I distretti vitivinicoli hanno guidato la cavalcata nel primo trimestre del 2022 superando 1,4 miliardi di euro di export in valori correnti, con un +17,7% che rappresenta un risultato mai raggiunto sinora in un trimestre.

Il distretto più importante in termini di valori esportati, con quasi 447 milioni di euro nei primi tre mesi del 2022, è quello di Langhe, Roero e Monferrato, che ha registrato un progresso dell’11,4% rispetto allo stesso trimestre del 2021. In recupero soprattutto il mercato inglese che, dopo i cali del 2020 (-8,6%) e del 2021 (-10,3%), cresce di 13,6 milioni di euro rispetto ai primi tre mesi del 2021 (+47,5%).

Registra un’ottima performance anche il distretto del Veronese (+19,4%), che chiude il trimestre con 284 milioni di export; crescite diffuse verso tutte le destinazioni commerciali, in particolare Germania (+2%) primo mercato di sbocco, ma anche Regno Unito (+33,8%), Stati Uniti (+44,7%) e Canada (+29,9%).

Il maggior contributo alla crescita dei distretti vitivinicoli viene però dal Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, con un progresso di oltre 49 milioni nel trimestre (+31,1%): Stati Uniti, Regno Unito e Germania, i tre mercati di destinazione che totalizzano oltre la metà delle esportazioni del distretto, crescono a due cifre (rispettivamente +12,9%, +50,9% e +27,2%); tuttavia il mercato britannico resta ancora sotto di quasi il 30% rispetto ai livelli del primo trimestre del 2019.

I primi dati del consueto rapporto economico rivelano la capacità dei produttori della zona storica del Prosecco di adattarsi alle mutate condizioni imposte dalla pandemia nel corso del 2020.