Sostenibilità, obiettivo carbon neutrality entro il 2030 per Schenk Italia

di Giambattista Marchetto

Dal 2019 il progetto green del colosso altoatesino ha ridotto utilizzo di acqua (-19%) e di energia (-10%).

L’attenzione alla salvaguardia dell’ecosistema proviene da decenni di sostenibilità”. È una premessa senza mezzi termini quella con cui Daniele Simoni, amministratore delegato di Schenk Italia SpA, annuncia i risultati di un triennio dedicato alla progettualità green per il colosso altoatesino.

Già nel 2001 – specifica il manager – Schenk Italia aveva ottenuto la certificazione biologica e iniziava la produzione e commercializzazione di vini biologici. Dal 2019 abbiamo introdotto e sviluppato nelle aziende del gruppo azioni concrete con l’obiettivo di salvaguardare la terra che dà qualità al nostro vino e di restituirle parte di ciò che ci dona ogni giorno. Un percorso di investimenti virtuosi a favore della sostenibilità aziendale che ha preso il via dalla sede centrale di Ora per poi estendersi alle altre cantine”.

Il progetto green di Schenk si è sviluppato sui tre vettori: economico, sociale e ambientale, portando il gruppo ad ottenere la certificazione Equalitas e a ridurre, in tre anni, il consumo di energia elettrica (-19%) e di acqua corrente (-10 %). “Da qui, la volontà di proseguire nella strada dell’innovazione tecnologica per incidere su una produttività sempre più sostenibile”, conclude l’ad.

I NUMERI DEL PROGETTO GREEN
Tra i principali protagonisti del mondo vitivinicolo italiano, con oltre 54 milioni di bottiglie prodotte e un fatturato che nel 2021 ha sfiorato i 130 milioni di euro, Schenk Italia ha scelto di varare un progetto per la rivalutazione dei propri metodi di lavoro e la raccolta di informazioni e dati sui consumi aziendali.

A partire dalla sede centrale di Ora (BZ), sono state messe in atto azioni concrete supportate da investimenti mirati alla responsabilità ecologica, alla sostenibilità aziendale e all’efficacia economica, come la sostituzione in cantina dell’illuminazione al neon a favore di una a LED, l’installazione di un sistema di distribuzione con motori inverter, l’introduzione nel confezionamento di capsule derivate dalla canna da zucchero e prodotte a emissioni zero di CO2, i CIP (Clean in Place) di lavaggio per i vari strumenti e l’implementazione del sistema 4.0 sulla produzione. Sono seguiti anche investimenti per la sostituzione delle linee di imbottigliamento (la prima nel 2020 e la seconda nell’anno in corso), l’abbattimento della rumorosità in azienda, la progettazione di impianti fotovoltaici per l’autosufficienza energetica e, in generale, il miglioramento dei processi per diminuire i consumi di acqua ed energia elettrica.

Il progetto ha interessato la Cantina di Ora – sede di Schenk Italia SpA – e le cantine Bacio della Luna a Vidor (TV), Lunadoro a Valiano di Montepulciano (SI) e la pugliese Tenute Masso Antico che, nel 2021, ha acquisito ulteriori 100 ettari di terreno coltivati a biologico.

CARBON NEUTRALITY ENTRO IL 2030
Per ridurre il proprio impatto ambientale, Schenk Italia ha condotto un’analisi dei dati su processi, materiali e prodotti per definire la propria impronta di carbonio. Dati alla mano, l’azienda ha intrapreso un percorso di scelte etiche, investimenti e ricompensazioni che hanno come obiettivo la carbon neutrality nel 2030.

Se infatti da un lato interventi strutturali riguardano le linee di imbottigliamento, il fotovoltaico, coperture verdi, l’azienda si impegnerà nell’acquisto del restante 40% di energia da fonti rinnovabili e metterà in atto un’attenta selezione dei propri fornitori, prediligendo coloro che hanno già intrapreso una trasformazione dei propri processi produttivi in ottica sostenibile. A ciò si aggiungeranno interventi di carattere compensativo quali l’acquisizione di quote di terreno da riforestare per pareggiare il quantitativo di anidride carbonica emessa.

 

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