Engine, i profumi del primo gin bio e artigianale in latta

di Giambattista Marchetto

La sua estetica celebra un immaginario legato al mondo dei motori e agli anni Ottanta. Il nuovo distilled gin nasce da un’idea di Paolo Dalla Mora, in degustazione regala un bilanciamento di profumi mediterranei.

Un’estetica che celebra un immaginario legato all’universo dei motori e agli anni Ottanta. Engine è il gin italiano (e biologico) che unisce metodi tradizionali artigianali e un’immagine peculiare, ispirata da un mondo fatto di lattine di olii e carburanti, gare di motocross e veicoli da corsa. È proprio da qui che nasce l’idea di Paolo Dalla Mora, creatore di Engine, imprenditore nel settore della moda, della ristorazione gourmet e degli spirits, da sempre appassionato dei grandi miti degli anni ‘80 come l’intramontabile Dodge Charger, l’auto ribattezzata Generale Lee nella fortunata serie tv Hazzard.

L’ISPIRAZIONE DEI MOTORI
Ogni dettaglio del progetto (a partire dal nome, che significa appunto “motore”) è un omaggio a quel mondo di auto e officine caro agli appassionati, ma anche parte di una memoria collettiva più ampia. Engine non si presenta nella classica bottiglia, ma è contenuto all’interno di una tanica di latta da mezzo litro – con tappo a vite – che evoca l’iconico contenitore per l’olio delle macchine o per la miscela della Vespa. Il packaging è impattante anche nella grafica con un tributo alla spia dei vecchi Land Rover, e il numero 01 che richiama le auto da corsa e la Lancia Delta S4. E ora Engine lancia il nuovo sito Engine.Land con una gas station virtuale in 3D brandizzata e arricchita da sezioni interattive.

L’idea di creare Engine – spiega Dalla Mora – nasce dall’unione di due mie grandi passioni, il mondo dei motori e quello degli alcolici. Da tempo avevo in mente un progetto e un bel giorno, mentre stavo lavoravo nel mio garage a Barbaresco, bevendo una tazza di acqua calda, con scorze di limone e foglie di salvia (il tradizionale digestivo della Langa) ho pensato sarebbe stato estremamente interessante riprodurre quegli stessi sapori in una versione alcolica e gustarli in un long drink”.

Una volta definita la formula con l’aiuto di mani esperte e disponendo di una ricca tavolozza di colori, “ho iniziato a immaginare quale sarebbe stata la parte estetica del mio progetto – prosegue – Considerando che il tutto è stato creato nel mio garage, ho pensato a un’identità per Engine che andava in un’altra direzione rispetto a quel concetto di trasparenza che viene ricercato oggi nel mondo degli alcolici, qualcosa di sporco, ruvido, inaspettato, capace di distorcere completamente il concetto di bottiglia”.

Engine è allora il primo gin a indossare un contenitore di latta. Un progetto di marketing volutamente disruptive, che Dalla Mora racconta in una lunga intervista a Spirito Autoctono.

DURO, MA PULITO (E BUONO)
Nonostante questa estetica “dura”, Engine è un distilled gin (42 gradi alcol) molto pulito, creato in modo artigianale dai maestri distillatori in piccoli lotti e imbottigliato a mano in un laboratorio dell’Alta Langa. La sua formula, legata alla cultura italiana e piemontese, rende omaggio alla tradizione dei rosoli e dei cordiali a base di salvia e limone famosi da sempre sia come rimedi digestivi sia come pozioni per il buon umore.

Engine è prodotto con ingredienti 100% biologici, da filiera controllata e certificata: alcol di frumento, ginepro della Toscana, salvia del Piemonte, limoni di Sicilia, radici di liquirizia dalla Calabria, rosa damascena fiorita in Piemonte e acqua dalle Alpi.

La distillazione avviene sottovuoto a bassissime temperature in un John Dore Copper Distiller, un processo che consente un’elevata concentrazione di aromi e profumi totalmente naturali. Alla fine, tutti gli elementi vengono miscelati con l’acqua di sorgente delle Alpi.

APPUNTI DI DEGUSTAZIONE
Engine ha un carattere deciso, tra profumi balsamici che rendono giustizia al ginepro e note agrumate, profumi di salvia e di macchia mediterranea. Non manca qualche morbidezza, che equilibra il sorso, conferendo maggior grazia al palato. Piacevole la corrispondenza del gioco di aromi, che torna in retronasale.

Nella mixology il prodotto funziona molto bene in cocktail classici come il gintonic o nei Martini, ma anche per dare un tocco profumato a un Negroni, rendendolo meno ‘acuminato’. Per dirla con il motto di Engine, “sul ghiaccio fa faville, con la tonica fa scintille”.

 

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