L’enantio a piede franco diventa Presidio Slow Food

di redazione

L’antico vitigno autoctono della Vallagarina inserito nell’elenco dei presidi di Slow Food. Solo tre i produttori attualmente attivi.

Un nuovo Presidio entra a far parte di Slow Food, si tratta dell’enantio a piede franco, vitigno autoctono della Vallagarina, al confine tra le province di Trento e Verona, le cui piante hanno una caratteristica speciale. Nascono infatti per propaggine, correndo nel terreno senza bisogno di essere innestate.

ISTRUZIONI DI PROPAGAZIONE
Per dar vita al sistema della propagazione si prende un tralcio (ramo giovane) della pianta, lo si ripiega verso il terreno, lo si interra in una buca per circa 30 centimetri e poi lo si fa riemergere dal suolo per una spanna. Si riempie la buca e si aspetta che il tralcio cresca, mentre dalle gemme sotto terra le radici si propagano. Nel giro di due o tre anni il tralcio adulto verrà separato dalla pianta madre. Non vengono utilizzati né portainnesti esterni né materiali vivaistici, ma soltanto il patrimonio genetico della pianta stessa.

Le viti a piede franco hanno un’origine molto antica (le cita nel I secolo Plinio Il Vecchio). Prima dell’arrivo della fillossera, il disastroso parassita della vite proveniente dal Nordamerica e diffusosi in Europa nell’800, gran parte dei vigneti si basava sul metodo della propagazione. In seguito alla comparsa di questo insetto, si dovette procedere alla riproduzione per innesto per salvare le viti dall’estinzione.

QUESTIONE DI TERRENO
La propagazione resiste ancora oggi soltanto in pochissime parti d’Italia, dove la composizione del suolo oppure l’altitudine hanno impedito alla fillossera di proliferare. La Vallagarina, lungo l’asse del fiume Adige tra le province di Trento e di Verona, è uno di questi ambienti. Grazie alla struttura sabbioso-silicea del terreno, l’afide non è riuscito ad attaccare l’apparato radicale delle vigne e ancora oggi viene quindi coltivato l’enantio a piede franco. Sono rimasti però solo tre i produttori di questa particolare varietà, che oggi aderiscono al Presidio: l’azienda agricola Roeno della famiglia Fugatti di Brentino Belluno (Verona), Vallarom di Barbara Mottini e Filippo Scienza di Avio (Trento) e l’azienda agricola Lorenzo Bongiovanni di Sabbionara (Trento).

UN VINO RUSTICO
L’enantio ha una foglia frastagliata e il nome del vitigno richiama la natura selvatica e robusta della pianta. Caratteristiche queste, che si ritrovano anche nel vino, dal color rosso rubino intenso, gusto secco, acidità ben presente e patrimonio tannico ben equilibrato, che lo rendono adatto agli abbinamenti con i piatti rustici della cucina trentina, ma anche con salumi e formaggi stagionati.  La vendemmia è tardiva, solitamente collocata nella seconda metà di ottobre, e la resa contenuta.