Rinascimento a Montepulciano, nell’attesa della prima annata “Pieve”

di Andrea Guolo

La nuova menzione del Vino Nobile uscirà nel 2024 (raccolta 2021). Intanto i numeri raccontano un momento favorevole per la denominazione, con il boom del Rosso e con l’export in crescita nel mercato americano.

Cambia l’etichetta consortile (lo studio è stato affidato ad Aldo Segat), arriva la certificazione Equalitas (prima denominazione in Italia ad averla ottenuta) e volano le vendite. Per il Vino Nobile di Montepulciano è un periodo favorevole e al tempo stesso di forte cambiamento. Dopo anni di difficoltà, se non addirittura di declino – per la DOCG più antica d’Italia (la fascetta serie AA n° 000001, risalente al 1980 e rilasciata dall’allora ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, è conservata negli uffici del consorzio a Montepulciano) sembra essere giunto il momento della riscossa. Partendo, naturalmente, dai dati economici.

ROSSO ALLA RISCOSSA
Si calcola che il valore complessivo del Nobile sia di un miliardo di euro, considerando anche gli asset patrimoniali. Invece, il valore medio annuo della produzione vitivinicola è di 65 milioni di euro. Nel 2021 sono state immesse nel mercato 6,8 milioni di bottiglie di Vino Nobile (+21,4% rispetto al 2020) e 2,6 milioni di Rosso di Montepulciano (+6,4% rispetto al 2020).

Andrea Rossi, presidente del Consorzio di tutela, anticipa i dati del 2022. “I numeri sono incoraggianti: a oggi siamo in ulteriore aumento del 10%, con un picco del +25% per il Rosso di Montepulciano. Quest’ultimo dato ci fa particolarmente piacere perché testimonia la riscoperta di un prodotto accessibile, sul quale non abbiamo mai fatto comunicazione, e che avvicina al Nobile una nuova generazione di consumatori”. Rossi aggiunge: “I dati superano le aspettative. Dopo il balzo del 2021, le attese erano di un consolidamento e non pensavamo di poter crescere a doppia cifra. Invece, dopo il buon momento dei grandi produttori nel canale gdo, è arrivato il boom dei piccoli marchi legati alla ristorazione”.

UNA PIEVE PER IL PRESTIGIO
Se il Rosso viene considerato un investimento per la futura generazione, e il Nobile una sorta di benchmark del territorio, è sulla menzione Pieve che si fondano le speranze di upgrading qualitativo. Oltre 40 aziende, con la vendemmia 2021, hanno selezionato una partita di Vino Nobile di Montepulciano atto a divenire “Pieve”. E si prevedono 500 mila bottiglie in uscita per la prima annata disponibile (la 2024), pari al 10% circa della produzione di Vino Nobile di Montepulciano. “È il culmine della piramide. Non vogliamo e non possiamo arrivare a milioni di bottiglie, perché ciò andrebbe in contrasto con gli obiettivi qualitativi che ci siamo posti. E a tutela di questi obiettivi è stata creata una commissione selettiva che non concederà l’utilizzo della menzione, qualora i vini non dovessero essere all’altezza” ha quindi aggiunto Rossi.

USA E CANADA A TUTTO NOBILE
I dati dell’export raccontano la crescita sempre più rapida negli Usa, ormai secondo mercato estero di destinazione, e in Canada. Dall’export dipende il 70% delle vendite e questo dato testimonia al tempo stesso il recupero dell’Italia, che vale il 30% contro il 22% degli anni passati. Un motore importante si sta rivelando la vendita diretta in azienda, che nel 2021 ha raggiunto il 30%. La Germania continua ad essere il primo mercato del Nobile con il 39% della quota esportazioni.

Il secondo Paese di riferimento sono gli Stati Uniti arrivando a rappresentare il 26% dell’export del Vino Nobile di Montepulciano (+4% rispetto al 2019). Successo anche per i mercati asiatici, balcanici ed extra Ue con oltre il 4% delle esportazioni. Continua il trend di crescita del Canada che da solo vale il 4% delle esportazioni.

Un dato davvero significativo è la fetta di mercato del Vino Nobile di Montepulciano a marchio bio che nel panorama italiano vale il 42% delle vendite, mentre a livello internazionale rappresenta il 69%. Un dato che rispecchia anche la produzione biologica a Montepulciano (più della metà dei soci del Consorzio è ormai biologico o in conversione) e va nella direzione della certificazione Equalitas, ottenuta nel mese di maggio.

ERRORI COMMESSI E NUOVE STRATEGIE
Intanto, a Montepulciano, è in atto una corsa agli investimenti che lascia ben sperare per il futuro. “Le cantine hanno complessivamente stanziato 30 milioni di euro per migliorare ulteriormente il livello delle produzioni. Destinare capitali importanti su nuovi progetti offre notevoli margini di crescita. Non va dimenticato l’ingresso di Frescobaldi, che ha recentemente presentato a Milano il suo progetto su Montepulciano con l’acquisizione di Tenuta Calimaia”, rimarca Rossi. Riconoscendo poi come “la nostra denominazione resta la più sottovalutata della Toscana. In passato sono stati commessi diversi errori: abbiamo investito troppo nel mercato cinese, senza riuscire a trasmettere la conoscenza del nostro territorio, e abbiamo perso posizioni, per eccesso di sicurezza, nei mercati storici del nord Europa”.

Il nuovo corso del Nobile prevede lo stanziamento di risorse ingenti non solo nei mercati esteri di riferimento ma anche in Italia dove – evidenzia Rossi – “nelle carte dei vini dei ristoranti, dove la Toscana è ottimamente rappresentata, spesso non c’è traccia del Nobile”.

Per disporre di più risorse da destinare alla promozione e alla comunicazione del territorio (che “erano inferiori di 7-8 volte rispetto a quelle delle altre denominazioni, calcolo effettuato su media/bottiglia”) il Consorzio ha imposto il raddoppio del contributo annuo versato dagli associati. Una mossa che, assicura Rossi, è stata digerita senza particolari difficoltà.