La Campania autoctona in crescita

di Lucia Immacolata Migliaccio

Dagli assaggi di Campania Stories, bella performance di piedirosso, falanghina e pallagrello. Ecco una selezione dei calici più convincenti.

Una regione in costante crescita, la Campania. È quanto emerge anche quest’anno dalle degustazioni di Campania Stories, tra conferme e interessanti novità.

Terra ospitale, generosa, gioviale e vini che paiono riflettere l’indole della sua gente: spumeggianti, disinvolti e divertenti, fermi, concreti e riflessivi, più spesso capaci di accarezzare il palato con sensazioni decise o delicate, restando sempre eleganti e genuini.

Sono 26 mila gli ettari di vigneto, ripartiti tra le 4 province e la città metropolitana di Napoli (di cui Benevento vanta il 40,6% della superfice) mentre 751.000 gli ettolitri di vino stimati da Assoenologi UIV-ISMEA per l’anno 2021 a fronte dei 715.000 ettolitri rivendicati per la campagna 2020 e dei 778.000 della 2019.

Un’annata complessa la 2021 vissuta dalla Campania, contrassegnata da condizioni climatiche peculiari: eccessive le temperature di inizio luglio con successivi abbassi repentini seguiti da anticicloni di origine subsahariana. Ne sono derivate notevoli difficoltà nella gestione delle maturazioni e dei tempi di vendemmia ma, similmente alle due precedenti annate (2020 e 2019), anche nella 2021 pare spiccare il carattere mediterraneo dei vini (nonostante il risultato sarà pienamente leggibile solo tra qualche tempo). Come ogni millesimo, anche quest’ultimo infatti può esprimere emozioni se interpretato nel modo giusto e questa è la sfida del viticultore di oggi.

SPERIMENTAZIONI AUTOCTONE
Voglia di sperimentare, nuovi interpreti e media qualitativa sempre più alta: c’è sicuramente fermento in terra felix, regione che fa dell’eterogeneità dell’offerta i suoi tratti distintivi. Grandiosa la prestazione del piedirosso flegreo, tutto cuore e passione che si dimostra un vitigno in grande spolvero. I produttori hanno infatti raggiunto un livello qualitativo tale da conferirgli una fortissima identità territoriale. Immancabile richiamo al mediterraneo attraverso deliziose note fruttate, delicate speziature, freschi rimandi vegetali e infinite sapidità. Un vino che conferma la sua natura straordinaria ma manca ancora una valorizzazione adeguata.

Arricchiscono il panorama tanti vitigni autoctoni, quali il caprettone, il casavecchia, l’aspirino e il pallagrello nelle versioni nero e bianco, quest’ultimo oggetto di un’attiva sperimentazione enologica che ne sta svelando le migliori potenzialità. Nota di merito per le bollicine che nel fervore nazionale per gli spumanti si stanno ritagliando un posto ancora piccolo ma di rilievo.

Numerose le falanghine di personalità e sicura eccellenza, testimonianza che la volontà nel costruire un’identità di terroir porta a risultati positivi: si è raggiunto un livello che mette in risalto in modo ottimale le notevoli differenze tra la falanghina dei Campi Flegrei e quella del Sannio. Difficile decifrare invece i fiano di Avellino 2021 proposti che saranno pienamente leggibili tra qualche tempo.

Infine occorre ricordare i risultati eccellenti di diversi vini dell’annata 2017, definita “minore”. Il tempo e la capacità dei vignaioli della Campania stanno dimostrando il contrario, poiché le annate difficili hanno bisogno di tempo per esprimere appieno il loro valore.

Insomma, la varietà degli areali e delle tipologie è la vera ricchezza della Campania del vino la cui qualità complessiva rafforza la convinzione che questa porzione di terra vada collocata tra le grandi aree enologiche mondiali. Avanti così.

I MIGLIORI ASSAGGI
Una scelta difficile tra le etichette di 92 cantine, nel calice 190 vini bianchi e 147 rossi proposti in assaggio. Ecco i 15 che in degustazione hanno convinto maggiormente.

Casa Setaro, Pietra Fumante, Caprettone Spumante Metodo classico brut nature 2017
Uvaggio: 100% caprettone
Fermentazione di circa 18/24 giorni in acciaio inox a temperatura controllata. Successiva addizione di liquer de triage per la presa di spuma con conseguente rifermentazione in bottiglia sui propri lieviti per circa 30 mesi.

Paglierino brillante con infinite catenelle sottili. Palesa vivide note agrumate, di cedro e bergamotto accompagante da ginestra, zagara e da un’avvolgente mineralità. Sorso di spiaccata coerenza gusto-olfattiva con stuzzicante freschezza e delicata sapidità.

Scala Fenicia, Capri Bianco dop 2019
Uvaggio: Greco 50%, Falanghina 30%, Biancolella 20%
Fermentazione di circa 10/14 giorni a temperatura controllata in acciaio
Affinamento: 4 mesi in serbatoi di acciaio

Manto paglierino vivo, emergono in primo piano profumi fruttati di albicocca, susine, sorbo con rimandi floreali. Ingresso al palato di spiccata freschezza che lascia poi spazio alla sapidità di corroborante intensità. Di ottimo equilibrio, elegante e armonico.

Cantine Olivella, Katà, Catalanesca del Monte Somma Igp 2021
Uvaggio: 100% catalanesca
Fermentazione e maturazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata
Affinamento sur lies in acciaio per tre mesi e bottiglia.

Luminoso giallo paglierino, profuma di albicocca, ginestra, foglia di pomodoro e mandorla. Piacevolmente sapido e fresco alla beva, equilibrato e di buon corpo, spicca la vena minerale che rispecchia l’origine vulcanica.

Sammarco Ettore Vigna Grotta Piana, Costa d’Amalfi Ravello Bianco dop 2021
Uvaggio: ginestrella 40%, falanghina 30%, biancolella 30%
Vinificazione: prolungata criomacerazione in silos refrigerati, pressatura soffice dell’uva ricavando solo mosto fiore
Affinamento: 3 mesi in acciaio e 3 mesi in barriques di rovere francese su fecce fini

Giallo paglierino smagliante, offre un raffinato e complesso bouquet con suggestioni di erbe officinali, fiori gialli che fanno da corona e si fondono con coesione a profumi di pesca, susina, albicocca. La dimensione gustativa si rivela coerente con l’approccio olfattivo con grande affiatamento tra avvolgenza e freschezza. Il sorso è di ottima persistenza e chiude su di un sapido finale.

Alois, Morrone Terre del Volturno Pallagrello bianco igp 2020
Uvaggio:100% pallagrello bianco
Vinificazione in acciaio con maturazione per 2/3 in acciaio a temperatura di 13°/14° C per 1 mese e 1/3 sulle fecce fini in barrique per 9 mesi. Affinamento in bottiglia per 12 mesi.

Colore paglierino leggero e limpido, l’olfatto è scandito da una intrigante sequenza di pesca, ginestra e mandarino, screziato da erbette aromatiche della macchia mediterranea: tiglio, salvia, rosmarino. Il palato è sobrio, essenziale, laminato e tonico con progressione gustativa di erbe, fiori, sapori minerali. Inizia con un adagio e finisce in crescendo.

Cantine Astroni, Colle Imperatrice, Campi flegrei Falanghina dop 2021
Uvaggio: 100% falanghina
Fermentazione: a basse temperature per due settimane, in contenitori d’acciaio
Affinamento e maturazione per 4 mesi a contatto con le fecce fini in acciaio

Paglierino luminoso, il naso è invitante con fragranze di fiori bianchi, litchi, pesca, mallo di noce e agrumi. Il palato mostra una grande vitalità, il sorso è pieno e saporito, con buona integrazione tra calore alcolico e spinta fresco-sapida.

Cantine Tora, Cambio Luna, Beneventano Falanghina igp 2015
Uvaggio: 100% falanghina
Fermentazione in barrique di primo e secondo passaggio. Al termine della fermentazione il vino è rimasto a contatto con le fecce fini per circa 4 mesi e le stesse vengono messe in sospensione circa tre volte al mese. Al termine del ciclo il vino viene imbottigliato senza filtrazione.

La splendida tonalità dorata è preludio ad un olfatto sfaccettato e affascinante. Profumi di acacia, gelsomino, delicate tostature che ricordano il chicco di caffè, poi un tocco esotico di ananas e papaia, frutta secca. Caldo e cremoso, ha un’ottima struttura e un perfetto equilibrio grazie al supporto dell’acidità. Nel finale sono riprese le tostature per una chiusura lenta e sapida.

Cantine del Mare, Torrefumo Campi Flegrei Falanghina dop 2019
Uvaggio: 100% falanghina
Fermentazione: in acciaio per 2 settimane a temperatura controllata, maturazione sempre in acciaio per 6 mesi
Affinamento: in bottiglia per 6 mesi.

Paglierino luminoso con accenni dorati. Un ventaglio di note floreali di biancospino e ginestra lascia spazio a richiami iodati, balsamici, poi lievi sentori di agrumi dolci. L’ingresso al palato è diretto, con corpo che si dischiude in una incisiva freschezza e una vitale sapidità che sfumano in un finale persistente.

Pietracupa Fiano, Campania Fiano igp 2020
Uvaggio: 100% fiano
Fermentazione e affinamento: in acciaio

Giallo paglierino intenso, fragranti note di pesca bianca, cedro, biancospino, mughetto, timo, appagano l’olfatto esprimendosi con grande eleganza. Al gusto prevale la freschezza, ma nel finale arriva la parte sapida: grande la pulizia di bocca in chiusura.

Di Meo, Alessandra, Fiano di Avellino dop 2013
Uvaggio: 100% fiano
Fermentazione: le uve sono raccolte con una leggera surmaturazione, segue macerazione sulle bucce, fermentazione a temperatura controllata.
Affinamento di almeno 36 mesi, di cui 18 in acciaio e 18 in bottiglia.

Dorato, ricco di lucentezza. L’olfatto esprime tutta la personalità del fiano. La ricchezza, la complessità e la bellezza dei profumi invitano a ritornare col naso sul calice per non perderne alcuna sfumatura. Note agrumate, mela matura, mandorla tostata, cera d’api, incontrano leggere note fumé. Al palato, denota spessore con un equilibrio magistrale dato dalla sapidità. La perfetta simmetria con l’olfatto cela un caleidoscopio aromatico interminabile.

Cantine Di Marzo, Greco di Tufo Riserva Vigna Ortale 2020
Uvaggio: 100% greco
Fermentazione: in vasche di acciaio a temperatura controllata, utilizzando lieviti autoctoni selezionati. Il vino riposa sulle fecce per sei mesi. La trasformazione malolattica avviene parzialmente,
Affinamento: in bottiglia per circa 1 anno.

Paglierino scintillante. Profumi di agrumi, erbe aromatiche, sassolini marini e accenni solfurei. Al palato è dinamico, la bocca resta fresca con una percezione amarognola in divenire che allunga il sorso.

Agnanum, Sabbia Vulcanica, Campania Piedirosso igp s.a.,
Uvaggio: 100% piedirosso
Fermentazione e affinamento: in acciaio

Rubino scuro, limpido e consistente, l’olfatto è stuzzicato da sentori di ciliegia, violetta appassita, integrati a chicchi di caffè e leggera tostatura. Il sorso è saporito, equilibrato caratterizzato da un elegante tannino, appena percettibile ma efficacemente asciugante.

Contrada Salandra Piedirosso, Campi Flegrei Piedirosso dop 2018
Uvaggio: 100% pierirosso
Fermentazione in acciaio, con utilizzo di soli lieviti indigeni. Il vino riposa per 18 mesi in vasca d’acciaio e termina l’affinamento con alcuni mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Rubino profondo, al naso emergono inebrianti folate di geraneo, iris, con una sottile nota ematica. Un filo di fumo segna la chiusura. Sorso elegante e snello, in bocca si muove con calibrata freschezza e puntuale verve salina.

Mustilli, Artus, Sannio Piedirosso Sant’Agata dei Goti dop 2019
Uvaggio: 100% piedirosso
Fermentazione: in vasi di ceramica per circa 15 giorni
Affinamento: in ceramica di circa 9 mesi cui seguono 3 mesi di bottiglia

Rubino luminoso nell’aspetto. Profuma di ciliegie e amarene, unite a profumi floreali e piante officinali con una sottile speziatura. Al palato è agile, progressivo con perfetto equilibrio tra morbidezza e sapidità, con freschezza in sottofondo. Il tannino è fine ed elegante. Chiude con sensazioni di frutta secca.

Vestini Campagnano, Pallagrello nero, Terre del volturno Pallagrello nero igp 2020
Uvaggio: 100% pallagrello nero
Fermentazione: fermentazione a temperatura controllata in acciaio
Affinamento: 12 mesi in barrique seguiti da 12 mesi in bottiglia

Rubino luminoso, il naso è esuberante nei profumi fruttati e floreali di lampone e rosa, mora e fragolina di bosco. Un naso coinvolgente, confortato da una bocca armoniosa e proporzionata, fresca, con un tannino giovane ma per nulla fastidioso. La sapidità, unita alle note minerali rende la beva molto gradevole.

Perillo, Taurasi Dop 2011
Uvaggio: 100% aglianico
Macerazione di 25 gg in tini di acciaio
Affinamento in barrique per12 mesi, in botte da 20hl per 20 mesi.

Scuro e ricco granato con riflessi rubino, ha un profilo olfattivo snello, composto di sentori di piccoli frutti di sottobosco, ciliegia, tamarindo, liquirizia e fini spezie. Al gusto ha la stoffa di sempre, pregiata e sontuosa. Ha nerbo, freschezza ed equilibrio. Evoluto, ma non ancora maturo, sfuma in una lunghissima persistenza fruttata.

 

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