Boom 2.0 per il vino. È la bevanda preferita da 8 giovani su 10

di Antonio Tosi

Secondo una ricerca di SWG, l’80% di millennials e generazione Z lo reputa un’eccellenza italiana, cerca prodotti di qualità in supermercati e cantine e punta al “bere informati”.

Boom 2.0 per il vino: oltre l’80% di Millennials e Generazione Z lo ama e lo reputa un’eccellenza italiana. Per l’88% della Generazione Y è la bevanda alcolica preferita, mentre per il 60% dei nati dopo il 1997 è secondo solo alla birra.

L’87% complessivo sottolinea come racchiuda in sé storia, cultura e tradizione. Questo fa sì che, quando si parla di vino, ben il 60% della Gen Z e il 67% dei Millennials risultino più interessati a consumarlo con consapevolezza e ad acquistarlo prestando attenzione – in primis – alla qualità: caratteristiche organolettiche, legame con il territorio di produzione e tradizione. Tra i diversi driver di scelta, l’estetica e la notorietà della bottiglia ricoprono l’ultima posizione.

È il panorama che emerge dall’indagine – presentata alla Milano Wine Week – che Carrefour Italia ha commissionato a SWG per indagare le scelte di acquisto e consumo del vino delle diverse generazioni, con un focus sui Millennials e la Gen Z, un target sempre più consapevole che vuole conoscere meglio il mondo del vino, spesso percepito come esclusivo ed elitario.

ACQUISTI IN SUPERMERCATO E CANTINE
I luoghi preferiti di acquisto sono i supermercati (69% della Gen Z e 71% dei Millennials) e le cantine. Ma a stupire maggiormente per la Gen Z, considerato che si parla dei cosiddetti “nativi digitali”, è il dato relativo all’online: solo il 18%, infatti, acquista vino su Internet.

Tuttavia, entrambe le generazioni – il 40% dei Millennials e il 44% della Gen Z – dichiarano di non essere particolarmente informate: sempre più richiesta la presenza di un esperto che sappia raccontare le caratteristiche dei diversi vini e consigliare la bottiglia più adatta alle proprie esigenze. Un servizio che il 73% dei giovani cerca e non trova nei supermercati, dove riscontrano anche la mancanza di vini prodotti da aziende artigianali e piccoli produttori (51%) e di vini tipici a km 0 (50%).

Un dato in linea con l’attenzione crescente per il consumo consapevole delle nuove generazioni: il 20% dichiara, infatti, che preferisce confrontarsi direttamente con i venditori e ricevere consigli, per una vera e propria esperienza di acquisto.