La “favola” contemporanea dei pinot bianco Le Monde

di Stefano Schettini

Degustazione delle referenze del vitigno principe con cui l’azienda del Pordenonese racconta il territorio del basso Friuli in 40 paesi.

Quella della tenuta Le Monde, più che una storia da scrivere, è una favola da raccontare seduti intorno al fuoco, meglio ancora al fogolar, sorseggiando un calice di vino. Tenuta storica, già possedimento della nobile famiglia Giustinian di Portobuffolé, Le Monde è stata rilanciata nel panorama enologico nazionale e internazionale dall’imprenditore Alex Maccan che l’ha acquistata nel 2008.

I suoi 100 ettari vitati, dei 160 che appartengono alla tenuta, garantiscono una produzione di 700mila bottiglie, vendute per il 70% all’estero, in 40 paesi tra cui Stati Uniti, Australia, Giappone e Corea.

SOSTENIBILITÀ IN PRIMIS
Le Monde presenta una situazione pedoclimatica speciale, che la rende un vero e proprio cru e che unisce un terreno superficiale argilloso-calcareo, ricco di calcare attivo, che previene i problemi di clorosi, ad uno strato più profondo ghiaioso. Il clima gode della protezione dell’arco alpino a Settentrione e del soffio marino dell’Adriatico A mezzogiorno. Un mosaico di elementi che, secondo l’agronomo Andrea Pittana, permette ai vigneti di vivere periodi di moderato stress positivo.

Per produrre in modo rispettoso della natura, Le Monde aderisce alla certificazione SQNPI, che promuove una viticoltura ragionata. Il controllo delle infestanti è esclusivamente meccanico e la concimazione prevede solo l’utilizzo di letame, distribuito sotto fila. I vigneti sono circondati da siepi che ospitano una ricca microfauna capace di contrastare gli attacchi di parassiti. Infine, la tenuta, utilizza energia da fonti rinnovabili, riciclando anche gli scarti di potatura.

La raccolta delle uve avviene manualmente per selezionare solo i grappoli migliori.

VINI CONTEMPORANEI E MONOVITIGNO
La scelta aziendale è di produrre quasi esclusivamente vini da monovitigno, per esprimere al meglio il potenziale di un’area ancora poco conosciuta.

La cantina, ricavata nell’antica casa rurale che faceva parte dei possedimenti di villa Giustinian a Portobuffolè, gioca sui contrasti di legno e acciaio, al termine della vinificazione, infatti, l’enotecnico Giovanni Ruzzene, misura ogni scelta, dosando l’uso dell’acciaio e, solo per alcuni vini, del legno, per rispettare sempre lo stile Le Monde: vini contemporanei, eleganti, freschi e profondi.

Il pinot bianco è il simbolo dell’azienda, da quando, già l’annata 2001, prima ancora dell’arrivo della famiglia Maccan, ricevette i massimi riconoscimenti dalla critica.

Il terreno argilloso-calcareo conferisce mineralità e struttura al vitigno evidenziandone il carattere e la complessità. Il Pinot Bianco Le Monde si distingue per una interpretazione che unisce potenza e freschezza, facilità di beva e sapidità, note che vanno dalla frutta come pesca e mango fino alle spezie e alle note di silice.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Pinot Bianco Friuli Doc 2021
Uvaggio: pinot bianco 100%
Vinificazione: macerazione pre-fermentativa a freddo 24-36 ore, pressatura soffice delle uve, fermentazione alcolica condotta a temperatura controllata e successiva maturazione sulle proprie fecce per alcuni mesi

Colore giallo paglierino carico con brillanti e intensi riflessi dorati. Al naso si rivela corposo e di gran carattere, con i sentori di frutta esotica matura, pesca gialla e interessanti note di spezie dolci. Al palato rivela un corpo vellutato, caldo, avvolgente ed equilibrato. È un vino estremamente versatile negli abbinamenti, perfetto compagno di antipasti magri e primi piatti delicati, di pesce, ha una struttura che gli permette di accompagnare senza sfigurare anche piatti come un’orata al forno o carni bianche.

Pinot Bianco Friuli Doc Alma 2021
Uvaggio: pinot bianco 100%
Vinificazione: macerazione pre-fermentativa a freddo 12-24 ore, pressatura soffice delle uve, fermentazione alcolica lenta condotta a temperatura controllata e successiva maturazione sulle proprie fecce per alcuni mesi

Giallo paglierino lucente. Al naso si rivela intenso e persistente con i sentori di frutta esotica matura, pesca bianca, note di vaniglia e un finale di pietra focaia. Al palato rivela un corpo vellutato, minerale, sapido, avvolgente ed equilibrato. Questo vino ha la caratteristiche di prestarsi agli abbinamenti più diversi: perfetto compagno di antipasti o primi piatti di pesce, ha una struttura che gli permette di accompagnare senza anche portate più complesse come una catalana di astice, zuppe di pesce e formaggi stagionati.

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